Vedi ultimo messaggio Arbitro picchiato per un rigore, condannati gli aggressori

Pestato per avere fischiato un rigore, condannati gli aggressori: il risarcimento andrà in beneficenza.

LECCE – Condannati il calciatore ed il tifoso del Cavallino che, il 26 ottobre di cinque anni fa, picchiarono in campo il giovane arbitro leccese Luigi Rosato, alla data di fatti appena 17enne, “colpevole” di aver assegnato un rigore alla squadra rivale, quando mancavano solo 10 minuti al termine della partita.

La sentenza è stata emessa dal giudice della seconda sezione penale del Tribunale di Lecce Michele Guarini, che ieri mattina ha condannato il calciatore Massimiliano Lo Deserto, di 28 anni, ed il tifoso della compagine di casa Ivan Franco, di 34, rispettivamente alla pena di nove mesi ed un anno di reclusione. Calciatore e ultrà rispondono dell’accusa di lesioni aggravate in concorso e dovranno inoltre risarcire la vittima con 6.500 euro, somma che al netto delle spese sarà devoluta in beneficenza.

La vile aggressione ai danni del giovanissimo direttore di gara salentino – che nel frattempo ha dovuto abbandonare cartellini e fischietto ed è entrato a fare parte dell’Arma dei Carabinieri – risale al 26 ottobre 2014, in occasione della gara di campionato di seconda categoria tra la squadra di casa dell’Atletico Cavallino ed il Cutrofiano.

Quando Luigi fischiò un rigore a favore della squadra ospite, sul punteggio di 2 a 1 per il Cavallino, fu picchiato in campo da giocatori e supporters locali con calci e pugni ed inseguito sino agli spogliatoi, dove poi riuscì a sfuggire agli aggressori. Il tutto sotto gli occhi attoniti degli altri spettatori, tra i quali vi era anche il padre del ragazzo, agente di polizia.

Particolare clamore ed indignazione nel mondo sportivo nazionale, tuttavia, suscitarono le parole dell’ex presidente dell’Atletico Cavallino, che durante un’intervista ad una webtv locale condivise clamorosamente il pestaggio del direttore di gara: “L’arbitro secondo me ha sbagliato e doveva essere punito. Sono stati pochi i due schiaffi che si è preso… sono stati schiaffi diretti verso l’arbitro, ma leggeri. Potevano essere più forti… se mi fosse capitato tra le mani l’avrei ammazzato”. Dichiarazioni per le quali fu raggiunto da Daspo di cinque anni.

Smaltita la paura, il giovane fischietto leccese pochi giorni dopo pubblicò un post su Facebook che commosse l’Italia intera, in cui ringraziava i genitori, la Federazione e chiunque gli era stato vicino in quel terribile momento. Ricevuto dall’ex capo della Polizia di Stato Alessandro Pansa insieme al padre, Luigi Rosato fu invitato ad arbitrare il torneo “Legalità…tutti vincenti”, organizzato a Roma dal Viminale per promuovere i valori della legalità, del rispetto e dell’educazione.

Fonte:
corrieresalentino.it

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