I vertici dell'AIA e la politica associativa

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Re: I vertici dell'AIA e la politica associativa

Messaggioda w1llys il gio mar 04, 2010 12:30 am

saggio71 ha scritto:Per chi conosce bene la realtà della sezione di Bologna è veramente assurdo che i vertici siano deferiti per irregolarità amministrative senza considerare i soldi che sono entrati nelle casse sezionali...preciso che se fossero state rilevate gravi mancanze amministrative, se fossero stati violati gravemente i regolamenti contabili e che soprattutto ci fossero stati danni economici (ammanchi notevoli) a carico dell'Associazione allora sì che bisognerebbe perseguire (sportivamente) i colpevoli...
Non ho ben compreso se veramente Felicani e Rizzoli siano stati deferiti, se fosse confermato ciò va comunque precisato che sono persone,per quello che ho avuto occasione di conoscerli specialmente Mauro Felicani, veramente molto competenti e che rappresentano un patrimonio per la nostra Associazione. Chi ha avuto come osservatore Mauro Felicani è stato veramente fortunato per la competenza e le capacità tecniche di Mauro...
Già solo il deferimento sarebbe sbagliato ed è la dimostrazione di come l'AIA possa essere piena di incomprensioni: mi pare che il ns. Presidente Nicchi abbia ripetuto più vole che dobbiamo aprirci all'esterno, fare marketing, ricercare risorse economiche...e allora perchè deferire i vertici bolognesi? Se hanno sbagliato delle formalità o le procedure adottate non sono state corrette secondo i regolamenti contabili, ma la sostanza è corretta, trovate giusto che queste persone siano punite? ricordo comunque che il deferimento non comporta una sanzione automaticamente
Qualche tempo fa ci fu uno "scandalo" nella gestione del Comitato Regionale del Settore Giovanile Scolastico dell' Emilia Romagna quando l'allora presidente Roberto Pasini e il segretario Terlizzi sono stati inibiti rispettivamente per 2 anni e 18 mesi per un ammanco nelle casse del comitato per circa 200.000 € (è in corso anche un procedimento penale).
Nell'allegato a pagina 9 c'è la sentenza della CAF.
Se la stessa cosa fosse successa nell'AIA (non so dove un presidente di sezione avesse trovato 200.000 €) a cosa sarebe andato incontro il colpevole


Sono d'accordo su ogni parola.
Purtroppo siamo vittime di un regolamento assurdo e di una dirigenza impresentabile. Ho raccontato i fatti, nulla di più, purtroppo...

-- gio mar 04, 2010 10:26 am --

La scelta di Dal Forno e le cose disoneste che Dal Forno ha combinato durante questi due anni, in particolar modo alla fine della scorsa stagione, che hanno poi portato alla riparazione dei danni da parte del C.N. con le proroghe a Baratta, Palazzino ecc.

Partiamo da un presupposto. Io non definirei Dal Forno un disonesto, dato che, a mio parere, è stato semplicemente un designatore scadente che, nei due anni di regno sulla CAN PRO, altro non ha fatto che promuovere elementi che gli erano stati "segnalati" da altri. Certamente non lo si può definire uno scopritore di talenti.

La scelta di Dal Forno (effettuata da Gussoni, non dimentichiamolo) è stata una scelta basata non certo sulla statura tecnica del soggetto ma sulla necessità di avere un fedelissimo sulla poltrona di una commissione importante come quella della CAN-C CAN -PRO. Dopo il breve mandato di Boggi, uomo e tecnico di ben altra caratura, e soprattutto dopo le dimissioni dello stesso in seguito alle vicende sopra esposte (e ben note: pensavo che non si sapessero nell'ambiente le vere motivazioni delle dimissioni di Boggi e Tedeschi ma evidentemente mi sbagliavo) Gussoni aveva necessità di avere il controllo anche della CAN PRO. Non neghiamolo: la scelta di Dal Forno fu una sorpresa per tutti, sia per gli arbitri ed assistenti della categoria che per tutti gli associati. Lo stesso aveva svolto diversi compiti all'interno dell'AIA ma mai di primissimo livello.
Sebbene non siano mai emerse le promozioni di fine stagione del Dal Forno hanno provocato sempre grandissime polemiche nella categoria, perchè molte di queste risultarono cervellotiche, con l'ascesa alla CAN di arbitri ed assistenti comparsi dal nulla e, alla prova dei fatti, eclissatisi nel nulla nel breve di poco tempo alla CAN.
Dato che si parla di Palazzino, analizziamo la sua situazione.
Palazzino arriva alla CAN-C assieme al corregionale Valeri, entrambi dotati di ottime qualità. Palazzino, a mio modestissimo avviso, dotato di talento cristallino, Valeri più costruito ma certamente valido.
Vediamo la parabola di Palazzino. Esordisce tra i primissimi durante la prima stagione, nella seconda si palesa come un arbitro dal brillante futuro, poi esplode calciopoli ed iniziano i guai.
Direte: che c'entra? C'entra, c'entra, purtroppo...
E' necessario fare un lungo giro per comprendere le complesse dinamiche alla base della situazione Palazzino.
Appena scoppia Calciopoli l'AIA, in primis l'allora presidente Lanese, decide di fare pulizia (si farà pure di lui stesso pulizia, ma in quel momento il presidente era ancora il messinese), eliminando dalla CAN Gabriele, Dattilo (che aveva avuto un'ottima stagione), Mazzoleni Mario. Tutti casualmente amici stretti di Massimo De Santis che, inutile negarlo, appariva come il vero capo-clan degli arbitri italiani. Mazzoleni fece un bel po' di confusione ma la dismissione più clamorosa fu quella di Dattilo. Casualmente, poco tempo DOPO (attenzione a questi particolari) Dattilo venne iscritto nel registro degli indagati per associazione a delinquere (per la ben nota faccenda delle schede svizzere).
Palazzino è stato, mai negandolo, amico di Massimo De Santis (e che c'è di male? Avrà fatto degli errori, ma non per questo un uomo deve vivere nella solitudine...).
So che è complesso il ragionamento ma vi assicuro che la storia è proprio questa.
Ricordate un altro elemento: all'inizio della stagione post-calciopoli venne sospeso anche Ciampi di Roma, a causa di un'intercettazione telefonica con la quale si scoprì che lo stesso parlava spesso al telefono con De Santis. Per questa gravissima colpa (sic!!!!!!!) lo stesso Ciampi venne sospeso per due mesi (se non ricordo male) e poi messo ai margini della CAN (come oggi, del resto, con mio sommo dispiacere perchè a mio parere si tratta di ottimo arbitro, ma a fine stagione il destino è segnato fin da settembre e sarebbe già stato dismesso se non si fosse dimesso Girardi lo scorso anno).
Idem dicasi per Palazzino.
Il terzo anno arriva dietro a Valeri (e ci può stare, nessuno scandalo).
Il quarto anno arriva dietro a Tozzi (con tutto il rispetto, un abisso tra i due. Tozzi, a fine stagione, rischia a sua volta di salutare la compagnia).
L'anno scorso arriva dietro a Doveri. Io non giudico la qualità dell'arbitro, ciò che dovrebbe sollevare scandalo (ma non lo fa, chissà perchè) è un altro elemento. Si sapeva che Doveri sarebbe stato promosso a fine anno già da metà stagione e non perchè girasse voce. Durante una puntata della DOmenica Sportiva il designatore della CAN Collina disse testuale: "domani vedrò Cosenza - Catanzaro in diretta perchè c'è un arbitro che mi interessa".
Tre riflessioni: è il caso che un designatore dica una fesseria del genere nel corso della trasmissione più seguita dagli sportivi?
Le promozioni le decide il commissario della CAN PRO o quello della CAN?
Come si sarà sentito Palazzino sentendo una dichiarazione del genere?
Inutile dire che a fine stagione si è sollevato un polverone pazzesco a Roma, perchè Palazzino aveva voti nettamente superiori agli altri, avrebbe meritato ampiamente la promozione ma continuava a subire il veto di Dal Forno (dietro input di Gussoni, ovvio: lo stesso dicasi di Baratta, salernitano come Boggi...).
Insomma la spiegazione del sesto anno a Palazzino è da ricercarsi nel fatto che i vertici dell'AIA si sono accorti che qualcosa non quadrava (anzi molto) e non sarei sorpreso se scoprissi, prima o poi, che gli stessi arbitri abbiano sollevato il problema con il presidente Nicchi, eletto da poco tempo.
Sottolineo un altro elemento, per chiarezza ulteriore.
Le norme di funzionamento della CAN PRO prevedono una permanenza massima nella categoria di quattro stagioni con eventuale concessione (per i soliti "motivi particolari") della quinta in deroga. A Palazzino, Baratta e Corletto è stata concessa la SESTA, contro ogni regolamento (lo rispettiamo, presidente NIcchi? Vogliamo vigilare, signori del Comitato Nazionale? Mi spiegate cosa ci state a fare a Roma se non alzate la manina nemmeno per segnalare una violazione del regolamento associativo? Volete lavorare per il bene dell'Associazione oppure volete solo scaldare la comoda poltrona del potere?). Chiaro, lampante che questa idiozia (non per gli arbitri ma per la decisione in se') è da ricercare nel fatto che Dal Forno ha combinato tali e tanti pasticci che non si è trovato altro modo che utilizzare questo espediente per calmare gli animi di qualcuno. Non è un caso che Dal Forno sia stato esautorato già prima di fine stagione (appena eletto Nicchi disse che il designatore della CAN PRO sarebbe stato il deferito e sospeso Braschi, con buona pace della credibilità dei personaggi di potere...).
Che ne sarà di Palazzino a fine anno? Io spero venga finalmente promosso per le notevoli qualità arbitrali di cui è in possesso, ma ho i miei dubbi.
Meglio non parlare, infine, degli assistenti. Ci sarebbe da discuterne per giornate intere ma, si sa, gli assistenti sono da sempre una sorta di merce di scambio, con buona pace dei valori morali, della meritocrazia ed altre amenità del genere, sempre citate e sempre calpestate...
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Re: I vertici dell'AIA e la politica associativa

Messaggioda mike90 il gio mar 04, 2010 10:28 am

w1llys ha scritto:[...]
Chi è attento osservatore si sarà reso conto che i nomi lanciati da Gussoni sono rimasti i medesimi lanciati da Collina, come pure che coloro che non rientravano nelle grazie di Gussoni sono rimasti ai margini anche con Collina. Esempi? Nei sei mesi di regno Gussoni non videro più la serie A arbitri come Herberg, Squillace e Pantana, i quali, chi più (il maceratese) chi meno (gli altri due) venivano designati ogni tanto in serie A. L’anno successivo tutti e tre non fecero nemmeno una singola apparizione nella massima serie per essere poi dismessi a fine anno. Strano, sembra quasi che tutto fosse già deciso a tavolino (ironico)… Idem dicasi per Salati di Trento, una gara in A a fine stagione con Gussoni (che non aveva necessità di dismetterlo), nessuna l’anno successivo. Permettetemi: c’è qualcosa che non va…


questa fu un autentica ba*******a... Salati era certo della permanenza fino a metà anno, poi per la riduzione dell'organico voluta da collina è stato "scelto" come capro espiatorio, a vantaggio di altri nomi sicuramente più "sostenuti" del suo, ma se mi permettete a mio parere non altrettanto meritevoli della permanenza alla CAN.
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Re: I vertici dell'AIA e la politica associativa

Messaggioda w1llys il gio mar 04, 2010 10:44 am

mike90 ha scritto:
w1llys ha scritto:[...]
Chi è attento osservatore si sarà reso conto che i nomi lanciati da Gussoni sono rimasti i medesimi lanciati da Collina, come pure che coloro che non rientravano nelle grazie di Gussoni sono rimasti ai margini anche con Collina. Esempi? Nei sei mesi di regno Gussoni non videro più la serie A arbitri come Herberg, Squillace e Pantana, i quali, chi più (il maceratese) chi meno (gli altri due) venivano designati ogni tanto in serie A. L’anno successivo tutti e tre non fecero nemmeno una singola apparizione nella massima serie per essere poi dismessi a fine anno. Strano, sembra quasi che tutto fosse già deciso a tavolino (ironico)… Idem dicasi per Salati di Trento, una gara in A a fine stagione con Gussoni (che non aveva necessità di dismetterlo), nessuna l’anno successivo. Permettetemi: c’è qualcosa che non va…


questa fu un autentica ba*******a... Salati era certo della permanenza fino a metà anno, poi per la riduzione dell'organico voluta da collina è stato "scelto" come capro espiatorio, a vantaggio di altri nomi sicuramente più "sostenuti" del suo, ma se mi permettete a mio parere non altrettanto meritevoli della permanenza alla CAN.


Quoto in tutto e per tutto. Salati era un ottimo arbitro, dotato di qualità tecniche (oltre che atletiche) straordinarie ma non venne mai preso in considerazione per motivi che esulano totalmente dalla meritocrazia. Purtroppo sappiamo bene che regioni come Trentino e Sardegna contano poco o nulla.
Già che ci sono aggiungo un particolare sul designatore della CAN.
Alla fine della sua prima stagione Collina dismise anche Pantana ed Herberg.
Voglio ricordare un particolare: quando Collina si dimise dall'AIA (con una conferenza stampa NON AUTORIZZATA: perchè non è stato mai deferito?) lo fece per i soldi della Opel, avendo ben chiaro che o rinunciava alla sponsorizzazione (ed a un bel pacco di quattrini) o rinuciava ad arbitrare. Queste le condizioni (correttissime, per un minimo di credibilità...) poste dal designatore e dal presidente. Il designatore era Maurizio Mattei di Macerata, come Pantana, il presidente era Lanese di Messina, come Herberg. Coincidenze, ovviamente...
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Re: I vertici dell'AIA e la politica associativa

Messaggioda mike90 il gio mar 04, 2010 11:16 am

w1llys ha scritto:
Quoto in tutto e per tutto. Salati era un ottimo arbitro, dotato di qualità tecniche (oltre che atletiche) straordinarie ma non venne mai preso in considerazione per motivi che esulano totalmente dalla meritocrazia. Purtroppo sappiamo bene che regioni come Trentino e Sardegna contano poco o nulla.
Già che ci sono aggiungo un particolare sul designatore della CAN.


Salati ebbe a suo tempo anche moltissima sfortuna..con il cambio di designatore in corsa per lui sono cambiate molte cose (in peggio), non fece l'esordio in A per quella stagione (promessogli dal precedente designatore tra dicembre e gennaio) e anzi venne relegato in B senza più alcuna speranza di rilancio, per poi a causa delle balzane idee del designatore essere dismesso senza alcun motivo apparente.
ricordate la segnalazione che fece a Girardi da IV° uomo su un fallo dentro/fuori area in una partita dell'Empoli mi pare, rivelatasi poi la scelta corretta? bene, sappiate solo che fu elogiato da Stevanato (OT) per quanto fatto nel colloquio post-gara, ma Collina non la prese esattamente allo stesso modo, per usare un eufemismo...
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Re: I vertici dell'AIA e la politica associativa

Messaggioda OldReferee il gio mar 04, 2010 11:33 am

Caspita w1llys, avevi scritto pochi gg fa "quando avrò un po' di tempo scriverò qualcosina di interessante", direi che sei di parola !
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Re: I vertici dell'AIA e la politica associativa

Messaggioda w1llys il gio mar 04, 2010 11:42 am

OldReferee ha scritto:Caspita w1llys, avevi scritto pochi gg fa "quando avrò un po' di tempo scriverò qualcosina di interessante", direi che sei di parola !


Siamo all'inizio...
Vedi, io non ho mai scritto su questo sito perchè non mi piace la polemica fine a se' stessa. Ho deciso di loggarmi perchè ho notato la voglia di cambiamento, il desiderio di far sentire la voce della base. Ed ho deciso che era venuto il momento di portare in superficie molte delle schifezze avvenute nelle ultime stagioni.
Ovviamente sono nel palazzo, non dico il nome altrimenti la purga staliniana mi esautorerebbe nel giro di 20 minuti 20. Inutile dire che mi stanno cercando, c'è un po' di nervosismo nei corridoi :D
Se mi sarà permesso continuerò a scrivere di quello che so. E sono apertissimo a domande anche su aspetti ancora non sfiorati. Basta chiedere ;)
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Re: I vertici dell'AIA e la politica associativa

Messaggioda OldReferee il gio mar 04, 2010 1:17 pm

Ww1llys, approfitto subito della tua disponibilità per fare due domandine su aspetti che, pur non interessando i molti, possono toccare tanti di noi.

Nel periodo elettorale Nicchi/Apricena si parlava di tagliare le molte sezioni piccole, e di ridimensionare le poche grandi, per creare cosi sezioni sui 2/300 associati, il tutto per motivi economico / logistico / organizzativi. Questa linea è stata abbandonata ?

Altra domandina, abbiamo visto (e ne abbiamo anche discusso sul ns forum) che l'attuale metodo con cui il presidente di sezione viene eletto di fatto ha portato spaccature in n ns realtà, anche qui si pensa di proseguire su questa linea ?
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Re: I vertici dell'AIA e la politica associativa

Messaggioda w1llys il gio mar 04, 2010 1:34 pm

OldReferee ha scritto:Ww1llys, approfitto subito della tua disponibilità per fare due domandine su aspetti che, pur non interessando i molti, possono toccare tanti di noi.

Nel periodo elettorale Nicchi/Apricena si parlava di tagliare le molte sezioni piccole, e di ridimensionare le poche grandi, per creare cosi sezioni sui 2/300 associati, il tutto per motivi economico / logistico / organizzativi. Questa linea è stata abbandonata ?

Altra domandina, abbiamo visto (e ne abbiamo anche discusso sul ns forum) che l'attuale metodo con cui il presidente di sezione viene eletto di fatto ha portato spaccature in n ns realtà, anche qui si pensa di proseguire su questa linea ?


Per quanto concerne il numero delle sezione e l'accorpamento eventuale si trattava di uno spot elettorale.
I motivi sono molteplici ma fondamentalemente vanno apprezzati due elementi.
In primo luogo io sarei d'accordo per diminuire drasticamente le sezioni (esempio: Napoli è si enorme ma ha un numero di sezione pazzesco, con realtà minuscole come Ercolano, intorno a Milano ci sono le sezioni di Seregno, Saronno, Abbiategrasso, Busto Arsizio, Gallarate, Sesto San Giovanni e altre ancora, ci sono altre sezione piccolissime come Pinerolo, Nichelino, Sala Consilina, Cassino, Barcellona Pozzo di Gotto ecc ecc), sono uno spreco di risorse umane ed economiche assurde, soprattutto in un momento di grande crisi.
Dall'altro lato bisogna considerare che le stesse piccole sezioni, magari ben organizzate e con gente sveglia, fa resistenza, non vuole vedere eliminata la propria piccola realtà. E poi bisogna considerare che ogni sezione, anche se avesse 1 solo associato, porterebbe 1 voto all'elezione del Presidente. A te ogni ragionamento in merito...

Il presidente di sezione.
Non se ne parla.
Ti dico la mia idea. L'elezione del Presidente sezionale è una sciocchezza. L'80% della forza arbitrale (e, perciò, del corpo elettorale) è formata da ragazzi tra i 16 ed i 19 anni, a cui non frega nulla delle politiche sezionali, regionali e nazionali. Quante volte hai visto le assemblee elettive, con candidati che esponevano le loro idee-aria fritta (aria fritta non per mancanza di volontà, ma per mancanza di qualsiasi risorsa...) e ragazzi che si facevano gli affari loro aspettando solo di votare per poi andersene appena possibile? Sempre...

Ma c'è un altro aspetto importante. La democrazia farlocca. Mi spiego.
Il Presidente di Sezione viene eletto.
Il Presidente Nazionale viene "eletto" (tra virgolette dato che il corpo elettorale rappresenta meno di 1 millesimo dei possibili aventi diritto...)
Il Presidente Regionale viene NOMINATO! Ma come, il punto di riferimento dei presidenti sezionali della regione viene nominato dal presidente nazionale? A chi risponderà costui? Al presidente che lo ha eletto oppure ai "suoi" presidenti? Ho spiegato perchè 15 presidenti regionali su 19 sono stati cambiati?

Riflettete, gente, riflettete...
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Re: I vertici dell'AIA e la politica associativa

Messaggioda aladar il gio mar 04, 2010 1:35 pm

w1llys ha scritto:E sono apertissimo a domande anche su aspetti ancora non sfiorati. Basta chiedere ;)


Bene! Io seguo molto la CAN Pro e sarei proprio curioso di sapere cosa si dice di questa annata sotto la nuova gestione, quali sono le prospettive e soprattutto, l'umore degli arbitri (e anche dei componenti) in merito alla possibilità di una CAN B invece che di una CAN A/B (che ammetti favorirebbe forse piu promozioni, ma restringerebbe il campo a molti arbitri promossi di vedere la serie A, anche per poche partite....).
E magari una situazione tecnica a tuo giudizio fino ad adesso!!! :mrgreen: :mrgreen: :mrgreen:
Chiedo troppo??? :D :D
Se volevo stare muta, facevo la pianista!
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Re: I vertici dell'AIA e la politica associativa

Messaggioda max il gio mar 04, 2010 1:37 pm

w1llys ha scritto:
Palazzino arriva alla CAN-C assieme al corregionale Valeri, entrambi dotati di ottime qualità. Palazzino, a mio modestissimo avviso, dotato di talento cristallino, Valeri più costruito ma certamente valido.
Vediamo la parabola di Palazzino. Esordisce tra i primissimi durante la prima stagione, nella seconda si palesa come un arbitro dal brillante futuro, poi esplode calciopoli ed iniziano i guai.
Direte: che c'entra? C'entra, c'entra, purtroppo...
E' necessario fare un lungo giro per comprendere le complesse dinamiche alla base della situazione Palazzino.
Appena scoppia Calciopoli l'AIA, in primis l'allora presidente Lanese, decide di fare pulizia (si farà pure di lui stesso pulizia, ma in quel momento il presidente era ancora il messinese), eliminando dalla CAN Gabriele, Dattilo (che aveva avuto un'ottima stagione), Mazzoleni Mario. Tutti casualmente amici stretti di Massimo De Santis che, inutile negarlo, appariva come il vero capo-clan degli arbitri italiani. Mazzoleni fece un bel po' di confusione ma la dismissione più clamorosa fu quella di Dattilo. Casualmente, poco tempo DOPO (attenzione a questi particolari) Dattilo venne iscritto nel registro degli indagati per associazione a delinquere (per la ben nota faccenda delle schede svizzere).
Palazzino è stato, mai negandolo, amico di Massimo De Santis (e che c'è di male? Avrà fatto degli errori, ma non per questo un uomo deve vivere nella solitudine...).
So che è complesso il ragionamento ma vi assicuro che la storia è proprio questa.

Ricordate un altro elemento: all'inizio della stagione post-calciopoli venne sospeso anche Ciampi di Roma, a causa di un'intercettazione telefonica con la quale si scoprì che lo stesso parlava spesso al telefono con De Santis. Per questa gravissima colpa (sic!!!!!!!) lo stesso Ciampi venne sospeso per due mesi (se non ricordo male) e poi messo ai margini della CAN (come oggi, del resto, con mio sommo dispiacere perchè a mio parere si tratta di ottimo arbitro, ma a fine stagione il destino è segnato fin da settembre e sarebbe già stato dismesso se non si fosse dimesso Girardi lo scorso anno).
Idem dicasi per Palazzino.
...

Un discorso simile vale anche per Lena di Ciampino, vero? Anche lui amico di De Santis...
Questo delle promozioni è un tema molto interessante, in parte già analizzato nel topic "Ruoli arbitrali 2009-2010".
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