Sto pensando di dare le dimissioni/tornare in sezione (CRA)

Quello che hai vissuto, in campo e fuori...

Sto pensando di dare le dimissioni/tornare in sezione (CRA)

Messaggioda Glm95 il mer giu 20, 2018 6:16 pm

Salve!

Io ho 23 anni e sono AE alla CRA da tre anni. Recentemente mi sono venuti dei forti dubbi sulla mia motivazione per continuare come arbitro, almeno alla CRA. Quest'autunno diventeranno più impegnativi i miei studi, con l'inizio della laurea magistrale. Quindi non voglio continuare con sacrifici che a questo punto onestamente mi sembrano inutili.

In queste tre stagioni alla CRA ho fatto quasi sempre e solo gare di Prima Categoria. Di Promozione ne ho fatto solo tre, due la stagione scorsa, e una a dicembre di questa, sempre con prestazioni negative. Non sono stato buonissimo neanche in Prima, con tanti problemi con (guadagnare) l'accettanza da parte delle squadre, e le valutazioni di fuorigioco.

Alla mia CRA ci sono ragazzi coetanei o/e con la stessa permanenza di me che sono già prossimi alla CAI, o che vengono almeno regolarmente designati in Eccellenza.

Comincio a realizzare che non sono un bravo arbitro, con insufficienze nella comprensione del calcio e nella personalità. Sono un po' deluso dopo otto anni di carriera, sempre sognando la Serie A, con allenamenti, dieta, sacrifici, ecc. I miei migliori amici sono tutti arbitri e l'AIA è stata una grandissima parte della mia vita negli ultimi anni.

La possibilità di fare l'assistente non mi fa impazzire. Mi piace arbitrare perché devo prendere decisioni, interpretare il regolamento e gestire la gara. Per l'assistente è quasi sempre una questione di decisioni giuste o sbagliate, mai di interpretazione e gestione.

È qualcuno qui che ha vissuto questa situazione o questi sentimenti che descrivo qui? Potreste darmi qualche consiglio o parola di incoraggiamento?
Glm95
 
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Re: Sto pensando di dare le dimissioni/tornare in sezione (C

Messaggioda gad il mer giu 20, 2018 6:55 pm

Comincio a realizzare che non sono un bravo arbitro, con insufficienze nella comprensione del calcio e nella personalità. Sono un po' deluso dopo otto anni di carriera, sempre sognando la Serie A, con allenamenti, dieta, sacrifici, ecc. I miei migliori amici sono tutti arbitri e l'AIA è stata una grandissima parte della mia vita negli ultimi anni.

Se più OA sono concordi su questa cosa inizierei a familiarizzare con l'idea che queste critiche hanno un senso..... il problema è risolvibile: basta cercare soluzioni tecniche utili per crescere da questo punto di vista (es. tempistica dei richiami, tono, postura, studio di "tattiche" basilari di gioco per interpretare l'azione,ecc,ecc..) senza dimenticare i consigli che possono arrivare dai colleghi della sezione che hanno una conoscenza maggiore della personalità del singolo. Il fuorigioco "non è più" un problema dal momento che in promozione ci sono gli assistenti.....
Queste sono solo problematiche tecniche, dal tuo post emergono anche altre cose cui voglio rispondere:
-dove vuoi arrivare? Cosa è importante? L'obiettivo è la serie A, migliorarsi fin dove possibile, o semplicemente divertirsi? E' ovvio che questo punto influisce su quanto è importante cercare di migliorare... per la serie A bisogna lavorare aspramente, per cercare di crescere basta un po' di impegno, per divertirsi può anche bastare una buona gara di seconda categoria. Personalmente io, al di là di tutto, opterei per l'obiettivo in corsivo che è la cosa migliore sia sul piano personale, che ovviamente necessaria per ambire alla scalata o a fare bene anche in un campo di periferia.
- gli amici..... le amicizie dell'AIA si possono coltivare anche fuori dall'AIA o dentro l'AIA anche senza stare sulla cresta dell'onda e se proprio non ne sei convinto si possono avere rapporti di amicizia con miliardi di persone che stanno fuori dall'associazione (un po' come quando si cambia scuola, posto di lavoro,ecc qualcosa si perde e qualcosa resta)
-l'assistente. Non sottovaluterei il fatto che sia un ruolo così privo di stimoli, in ogni caso è un "ultima spiaggia" da provare sempre prima di abbandonare perchè si ha difficoltà a salire come AE...non costa nulla e se proprio non piace si può sempre tornare a fischiare.
Parlane con gli OT, il presidente di sezione, gli amici.... vedrai che loro sapranno darti dei consigli sia sul piano tecnico-pratico che su quello personale sicuramente più azzeccati alla tua persona rispetto a quelli di chi scrive da lontano.
Un cartellino rosso è come l'esplosione di una bomba;il giallo l'accensione di un timer. Possiamo dare al pubblico 15 secondi di sorpresa o 15 minuti di suspence. -A. Hitchcok-
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Re: Sto pensando di dare le dimissioni/tornare in sezione (C

Messaggioda Observer il mer giu 20, 2018 8:12 pm

Glm95 ha scritto:Salve!

Io ho 23 anni e sono AE alla CRA da tre anni. Recentemente mi sono venuti dei forti dubbi sulla mia motivazione per continuare come arbitro, almeno alla CRA. Quest'autunno diventeranno più impegnativi i miei studi, con l'inizio della laurea magistrale. Quindi non voglio continuare con sacrifici che a questo punto onestamente mi sembrano inutili.

In queste tre stagioni alla CRA ho fatto quasi sempre e solo gare di Prima Categoria. Di Promozione ne ho fatto solo tre, due la stagione scorsa, e una a dicembre di questa, sempre con prestazioni negative. Non sono stato buonissimo neanche in Prima, con tanti problemi con (guadagnare) l'accettanza da parte delle squadre, e le valutazioni di fuorigioco.

Alla mia CRA ci sono ragazzi coetanei o/e con la stessa permanenza di me che sono già prossimi alla CAI, o che vengono almeno regolarmente designati in Eccellenza.

Comincio a realizzare che non sono un bravo arbitro, con insufficienze nella comprensione del calcio e nella personalità. Sono un po' deluso dopo otto anni di carriera, sempre sognando la Serie A, con allenamenti, dieta, sacrifici, ecc. I miei migliori amici sono tutti arbitri e l'AIA è stata una grandissima parte della mia vita negli ultimi anni.

La possibilità di fare l'assistente non mi fa impazzire. Mi piace arbitrare perché devo prendere decisioni, interpretare il regolamento e gestire la gara. Per l'assistente è quasi sempre una questione di decisioni giuste o sbagliate, mai di interpretazione e gestione.

È qualcuno qui che ha vissuto questa situazione o questi sentimenti che descrivo qui? Potreste darmi qualche consiglio o parola di incoraggiamento?


Uh ... ma che argomento tosto. E come si fa a mettere una vita di passione in poche righe di testo?

Io posso dirti per mia esperienza personale che, prima o poi, tutti arrivano al punto tuo!

Tutti noi sogniamo di salire il sottopassaggio dello stadio di San Siro, o dell'Olimpico ... con una squadra bianconera ed una rossonera dietro.

Gli Arbitri hanno voglia di arrivare, per definizione. Ce lo abbiamo nel sangue perchè come pochi altri sport, il nostro sport è il miglioramento continuo. Ed è lo sport di chi non pratica uno sport. Noi non siamo calciaori, siamo giudici. Giudici che devono correre su un pitch di 120 x 90 e che per questo devono essere più atleti degli atleti.

Per questo andiamo a letto presto la sera. Siamo perennemente a dieta. Curiamo il fisico, fumiamo poco e andiamo in palestra. E tutto questo lo facciamo per una sola cosa, una sola parola: passione!

Io non so se la tua passione stia iniziando a venir meno. Di solito usa dirsi che quando inizia a pesare farti la borsa, allora devi iniziare a farti qualche domanda. Gli studi premono. La ragazza reclama le domeniche. Gli amici ti sfottono perchè prendi soda e lime mentre loro si spaccano di sbagliati.

Ma lo facciamo, perchè è la nostra passione.

Il senso è che qualunque cosa tu fai la devi fare perchè ti da gusto. La ami. E non ti pesa. A maggior ragione se i tuoi amici sono tutti Arbitri, significa che sei uno che vive la sezione, conosce i colleghi, ha stabilito un bel rapporto con gli amici.

Arriva un momento, però, dove sei arrivato al massimo della tua carriera. A questo punto, se sei competitivo cerca altro. Calcio a 5, Beach, Assistente. Sono carriere indipendenti e del tutto belle. Ugualmente.

Altrimenti, torna pure indietro se ti inizia a pesare uscire in prima categoria.

Ma se l'Associazione è la tua vita, pensaci bene prima di mollar tutto!
****

Sono solo i superficiali a non giudicare mai dalle apparenze (O. Wilde - Aforismi)
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Re: Sto pensando di dare le dimissioni/tornare in sezione (C

Messaggioda RSM_Assistant il gio giu 21, 2018 12:08 am

Caro Glm95,
un consiglio ed una parola di incoraggiamento ad un collega è bello e fa sempre piacere darlo.
Nel tuo caso poi, con una crisi così profonda che mi sembra trasparire dalle tue parole, dare un consiglio e un incoraggiamento è assolutamente doveroso.
Però è anche vero che gli spunti per andare avanti (o ripartire) uno deve anche avere la forza di trovarli da solo per costruire una buona base da cui rilanciarsi.
E' proprio in quest'ottica che ho fatto il "copia e incolla di un mio vecchio post del 10 maggio 2015, leggilo e penso proprio che troverai qualcosa che ti aiuterà.

"Alla fine, il momento tanto temuto da tutti gli Arbitri, per me è arrivato: dismesso per limiti di età!
Alla luce di questo evento, l’arrivo dell’ultima designazione ha per me un sapore e un valore diverso, quasi solenne, e mi accorgo con sorpresa che le due gare che ricorderò di più saranno la prima (in senso assoluto) e si, proprio questa, l’ultima.
Immediatamente mi assalgono dubbi, tristezza e paure, stupidaggini forse, ma sono lì e non mi lasciano:
- mi preoccupo di far bene anche stavolta, senza farmi vincere dall’emozione;
- ho paura di chiudere la carriera con qualche topica clamorosa;
- ho voglia di dare il meglio di me come al debutto;
- ho paura che si accorgano del tumulto emotivo che ho dentro e che pensino che posso essere in qualche modo "inaffidabile".
Arrivo al campo 1 ora e 20 minuti prima, briefing con l’Arbitro e l’altro Assistente, mi cambio e indosso la tenuta da allenamento e poi via in campo per il riscaldamento con i colleghi.
Rientro negli spogliatoi, indossiamo la tenuta di gara, effettuiamo il controllo dei cartellini e delle liste, facciamo gli appelli e si entra in campo: l’emozione mi fa sentire le gambe di pietra, le mani sudate e la bocca asciutta: "sono un arbitro!" mi dico, "devo essere lucido, concentrato, le squadre si aspettano che io sia professionale".
Controllo delle reti, è tutto ok e mi posiziono sull’ultimo difensore, prova delle bandierine elettroniche e degli auricolari, è tutto a posto e l’Arbitro fischia: ecco, è iniziata la mia ultima partita!
Mi concentro sulla gara e mi scopro stranamente calmo, concentrato, professionale:
- calcio d’angolo, la palla prende una traiettoria strana e passa la linea di fondo, è uscita. “Fuori fuori fuori”, comunico con l’auricolare, “alzo” e indico la rimessa del portiere: tutto ok, è andata;
- scatto dell’attaccante, immediata la mia reazione: “è fuori gioco, alzo!” penso, e vado su: tutto giusto, ok, è andata anche stavolta;
- tiro in porta, il portiere devia impercettibilmente con la punta dei guanti, ma l’ho visto: “se va fuori è angolo” dico al collega con l’auricolare: palla fuori, alzo e mi posiziono per il corner, giusto anche adesso!;
- l’attaccante reclama il rigore per fallo di mano ma lui ha tirato direttamente sul braccio del difensore: assolutamente involontario. “Nulla, nulla, nulla” urlo al microfono degli auricolari e la gara prosegue, buona anche questa;
- contropiede, la difesa chiede il fuori gioco ma l’attaccante era in linea, di nuovo urlo al microfono “nulla, nulla, nulla” e la partita prosegue: ho indovinato anche adesso!
Improvvisamente sento tre fischi, mi sembra di svegliarmi da un lungo sonno e realizzo: è finita la partita, la mia carriera è chiusa, da domenica prossima bandierina e scarpini saranno giocoforza sostituiti da telecomando e ciabatte: inarrestabili arrivano le lacrime.
Il portiere alla mia destra ha capito, mi abbraccia, mi da la mano e mi dice “Auguri per tutto Direttore”!
Già, “auguri Direttore”, che bello sentirselo dire, ma sono consapevole che è l’ultima volta che mi dicono questa frase e le lacrime aumentano.
Nello spogliatoio l’osservatore e i colleghi mi festeggiano tra una fetta di dolce e un bicchiere di spumante, l’Arbitro e l’altro Assistente scherzano: “mi raccomando, quando verrai a vederci da osservatore non segarci!”.
Come (bonariamente) li invidio! Loro potranno ancora sentire e provare quelle emozioni, quei rituali che io sto lasciando:
- mi mancheranno i briefing pre gara;
- mi mancherà la preparazione degli auricolari, delle bandierine elettroniche, la scelta con i colleghi del colore del completo da gara da indossare;
- mi mancheranno quelle battute e quelle chiacchiere durante il riscaldamento;
- mi mancherà quell’odore di canfora, quel caratteristico rumore dei tacchetti sul pavimento degli spogliatoi;
- mi mancherà quella scarica di adrenalina che ti arriva ogni volta (si, anche quest’ultima) quando senti il fischio d’inizio;
- mi mancherà il confronto con l’osservatore a fine gara;
- mi mancherà tutto, tutto, tutto!
Abbraccio idealmente tutti i colleghi che ancora correranno su un campo di calcio, in mezzo o di lato poco importa, vorrei essere ancora li con loro ma l’anagrafe, non il fisico, mi da torto.
Scusate, sto commuovendomi ed ho bisogno di asciugarmi gli occhi.
Vi saluto, voglio bene a tutti!
"
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Re: Sto pensando di dare le dimissioni/tornare in sezione (C

Messaggioda quagliabella il gio giu 21, 2018 7:15 am

sarò telegrafico o quasi. non tutti (in nessun campo della vita) hanno le capacità di emergere, ma puoi passare delle belle giornate e fare sport anche all'OTS, senza avere lo stress "da prestazione" (ovviamente sempre con impegno, non c'è neppure da specificarlo). resta nell'AIA, dove come hai detto hai gli amici e comunque in un bell'ambiente. resta, non fare passi avventati, ricorda che il 99,99 % degli arbitri "di base" mandano avanti il sistema calcio con la loro puntualità, dedizione, attaccamento.
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Re: Sto pensando di dare le dimissioni/tornare in sezione (C

Messaggioda Vittorioarbitro il mar giu 26, 2018 4:03 pm

Ciao, mi rivedo molto in ciò che scrivi visto che ho più o meno la tua età e nell'ultimo anno ho passato quello che, da quanto mi pare di capire, stai passando tu ora. Il consiglio che mi sento di darti è questo: cerca di capire quali sono effettivamente i motivi che ti stanno spingendo all'abbandono. So che è facile fare un insieme di tutto, ma ragionandoci a mente fredda penso che riusciresti ad identificarti in uno dei tre seguenti casi:
1) hai capito di aver raggiunto il tuo limite tecnico come arbitro, ma stare in campo ti piace e vorresti proseguire questo percorso.
In tal caso ti consiglio di passare a fare l'assistente, intanto dopo tre anni di CRA l'esperienza necessaria ce l'hai e potresti divertirti cimentandoti in questo nuovo ruolo.
2) Stai per iniziare la magistrale, hai nuovi obiettivi/prospettive (laurearti bene, trovare un buon lavoro, sistemarti) ma ti fa piacere farti la sgambata ogni tanto e non vuoi perdere il lato associativo dell'attività.
In tal caso ti direi invece di tornare in sezione, farti le tue 15/20 gare stagionali (sempre con impegno e passione come dice quagliabella) e dedicarti maggiormente alle altre attività. Tra qualche anno, una volta che ti sarai sistemato, potrai valutare se continuare a tempo perso in sezione o se provare il calcio a cinque, anche in base alle tue disponibilità lavorative.
3) Arbitrare non ti piace più, fai fatica a chiudere il borsone prima della partita, pensi a tutte le attività alternative con cui potresti occupare le tue domeniche: in tal caso dimettiti dall'AIA e trovati un altro hobby che ti piaccia di più. Hai iniziato a 15 anni, ora ne hai 23, non c'è nulla di male se quello che ti divertiva otto anni fa non ti piace più oggi.
Intanto se qualche volta vuoi toglierti lo sfizio di gare da arbitrare tra tornei, amichevoli e amatori ce ne sono una valangata, e comunque se nel tempo dovessi cambiare idea puoi sempre rientrare nell'AIA.

In bocca al lupo in ogni caso e facci sapere :ok
Vittorioarbitro
 
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