VIOLENZA ARBITRI NEL LAZIO

Documentiamo qui tutti i casi di aggresioni agli arbitri di cui veniamo a conoscenza, perchè non passino inosservati.

Re: VIOLENZA ARBITRI NEL LAZIO

Messaggioda gadamer il gio ago 16, 2018 9:32 am

Fortunatamente c’è chi ci rammenta le bufale come quella di Chiatti libero. “Tutto il resto è noia”...
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Re: VIOLENZA ARBITRI NEL LAZIO

Messaggioda aj78 il gio ago 16, 2018 11:12 am

gadamer ha scritto:Fortunatamente c’è chi ci rammenta le bufale come quella di Chiatti libero. “Tutto il resto è noia”...


Non è proprio libero, ma comunque non è piu in carcere. Anche il solo fatto che cerca di venire recuperato, denota un buonismo assai irritante. Uno del genere, che racconta ciò che ha fatto con una naturalezza ed un sadismo puro, doveva essere condannato a morte.

-- gio ago 16, 2018 12:22 pm --

lupo245 ha scritto:Quello che sputa (per non dire ben di peggio) e chiede istanza di grazia dopo aver scontato tot della pena , viene pure graziato dal presidente Figc e torna in campo come se niente fosse....quindi altro che severitá e bicchiere mezzo pieno. Ce lo fa fare la passione per questo sport: senza arbitri non si gioca. E senza passione nemmeno..


Chiedo scusa, ma sono discorsi che continuo a non capire. Come se a me piacciono gli alberi e le campagne, lavoro, anzi mi sfruttano, mi insultano se non raccolgo tot frutta in un'ora, vengo sottopagato e se qualcuno mi fa notare il tutto gli dico "eh ma sai la passione, senza agricoltori, non esisterebbe piu il settore primario".

-- gio ago 16, 2018 12:26 pm --

gad ha scritto:
Ripeto, nel calcio o sfondi o lasci perdere, io l'ho fatto. Poi su alcune sanzioni troppo leggere secondo il vostro parere....io vedo il bicchiere mezzo pieno. VI lamentate che uno che sputa ha preso 8 mesi di squalifica? Che sono pure troppi. Vi rammendo che nella giustizia ordinaria, un certo Luigi Chiatti ( cito l'esempio piu assurdo ma ne farei mille ), che doveva essere condannato a morte, è stato liberato dopo manco 20 anni di carcere, roba che secondo me scagiona tutti i reati, anche quelli minori, ma pure una multa per sosta vietata. Nel calcio c'è già troppo giustizialismo e troppa severità, rispetto a ciò che accade nella giustizia ordinaria, dove ormai non paga piu nessuno. Non è che se il giocatore sputante chiede scusa e si comporta bene quei mesi diventano 5 o 4, anzi so pure capaci di portare quei mesi a 20, nella giustizia ordinaria se fai il bravo so capaci di trasformare un ergastolo in 2 mesi di carcere, perchè prmai il giudice sportivo è un pm ed un pm è un giudice sportivo. Giustizialismo per le cavolate, buonismo per le cose gravi

Non capisco perchè non terminare il ragionamento con la sua naturale conclusione: che tutti si comportino come vogliono e che nessuno venga più sanzionato.
:eusa-think: :clap: :doh:

Ha sbagliato proprio persona. Io sono anche favorevole alla pena di morte eh. Volevo solo far notare che anche, ma oserei dire, soprattutto nella giustizia ordinaria, tra vari gradi di giudizio e bravi avvocati, ormai per avere solo 20 anni di carcere devi tipo fare diverse stragi e attentare alla vita del presidente.
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Re: VIOLENZA ARBITRI NEL LAZIO

Messaggioda gadamer il gio ago 16, 2018 12:35 pm

aj78 ha scritto:
gadamer ha scritto:Fortunatamente c’è chi ci rammenta le bufale come quella di Chiatti libero. “Tutto il resto è noia”...


Non è proprio libero, ma comunque non è piu in carcere. Anche il solo fatto che cerca di venire recuperato, denota un buonismo assai irritante. Uno del genere, che racconta ciò che ha fatto con una naturalezza ed un sadismo puro, doveva essere condannato a morte.


Vedi che scrivi proprio a caxxo. E' in una struttura psichiatrica di massima sicurezza e ci può restare a vita. Si chiama legge e prevede che i malati si curino sempre.
Poi pensa pure quello che ti pare, sputa sulla costituzione e su tutto quello che si chiama civiltà, chissenefrega. Il nostro paese e il mondo intero sono pieni di nostalgici delle caverne e del taglione. Per ora siete una ignorante e molesta (per le persone che hanno un'etica) minoranza.
Vedi se non comprendi perché un arbitro senza prospettive prosegua per un suo sacrosanto diritto ad assecondare una passione, mi sa che proprio sia tempo perso seguire le tue farneticazioni/provocazioni. Pazienza ci casco spesso ma ora mi taccio, non meriti la mia attenzione.
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Re: VIOLENZA ARBITRI NEL LAZIO

Messaggioda aj78 il gio ago 16, 2018 1:23 pm

gadamer ha scritto:
aj78 ha scritto:
gadamer ha scritto:Fortunatamente c’è chi ci rammenta le bufale come quella di Chiatti libero. “Tutto il resto è noia”...


Non è proprio libero, ma comunque non è piu in carcere. Anche il solo fatto che cerca di venire recuperato, denota un buonismo assai irritante. Uno del genere, che racconta ciò che ha fatto con una naturalezza ed un sadismo puro, doveva essere condannato a morte.


Vedi che scrivi proprio a caxxo. E' in una struttura psichiatrica di massima sicurezza e ci può restare a vita. Si chiama legge e prevede che i malati si curino sempre.
Poi pensa pure quello che ti pare, sputa sulla costituzione e su tutto quello che si chiama civiltà, chissenefrega. Il nostro paese e il mondo intero sono pieni di nostalgici delle caverne e del taglione. Per ora siete una ignorante e molesta (per le persone che hanno un'etica) minoranza.
Vedi se non comprendi perché un arbitro senza prospettive prosegua per un suo sacrosanto diritto ad assecondare una passione, mi sa che proprio sia tempo perso seguire le tue farneticazioni/provocazioni. Pazienza ci casco spesso ma ora mi taccio, non meriti la mia attenzione.


Ma non capisco da dove derivi adesso questo astio per uno che ha idee differenti? Lei parla di civlità, di progresso, che secondo me dev'essere limitato ad un discorso di natura tecnologica, medica, architettonica e scientifica. Voi fate notare spesso che le sanzioni per chi attacca un arbitro sono lievi, poi però vi lamentate dei cavernicoli che applicano la legge del taglione!!!! Quando probabilmente ci fossero loro, di sicuro sareste tutelati meglio, perchè sa è proprio da quando l'occidente ha eliminato la pena capitale, che la criminalità ha preso piede e ormai le vittime sono piu punite dei criminali. Luigi Chiatti può restare a vita la dentro, ma potrebbe anche uscire, cosa ammessa anche dal padre di una della vittime, che asserì "io Chiatti lo perdono, ma non deve uscire di prigione". Posso citarle anche Pietro Maso, che per aver ucciso i genitori è libero e si è fatto solo 20 anni di prigione. La civiltà per me viene a mancare quando ti trovi davanti appunto dei mostri. Se no facciamo come quelli che vogliono "dialogare" coi terroristi.

Io ho detto che quello che avrei fatto io da arbitro, che poi ho fatto da calciatore. Passione per il gioco del calcio ok, ma poi = insulti, botte fisiche, morali, pochi riconoscimenti, stress, pubblico cavernicolo. Ha senso continuare se dovevo sguazzare nella mediocrità in eterno? La passione se non è compensata dai risultati e non ti diverti, ha poco senso. Poi io non voglio provocare nessuno, ho risposto perchè ho letto che molti di voi si lamentano di queste appunto sanzioni all'acqua di rose ( e torniamo al solito discorso ). Appunto mi chiedo, da dove derivi questa passione, per un mondo che in Italia equivale ad una giungla, dove tutto si può fare ( senza citare il mio caso, posso pure parlarti di Bonucci, che si vede insultare suo figlio malato, solo perchè ha cambiato casacca. E parliamo di serie A, immagini il dilettantismo che vivrà quotidianmente o settimanalmente. ). Poteva anche dirmi "mi scusi ma non la penso come lei, e pure se circondato da un ambiente ostile, penso che fare l'arbitro mi fortifichi la personalità" invece di rispondermi così aspramente. Fine, non ho altre parole.
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Re: VIOLENZA ARBITRI NEL LAZIO

Messaggioda Tdf00 il gio ago 16, 2018 3:26 pm

Non è proprio libero, ma comunque non è piu in carcere. Anche il solo fatto che cerca di venire recuperato, denota un buonismo assai irritante. Uno del genere, che racconta ciò che ha fatto con una naturalezza ed un sadismo puro, doveva essere condannato a morte.[/quote]

Vedi che scrivi proprio a caxxo. E' in una struttura psichiatrica di massima sicurezza e ci può restare a vita. Si chiama legge e prevede che i malati si curino sempre.
Poi pensa pure quello che ti pare, sputa sulla costituzione e su tutto quello che si chiama civiltà, chissenefrega. Il nostro paese e il mondo intero sono pieni di nostalgici delle caverne e del taglione. Per ora siete una ignorante e molesta (per le persone che hanno un'etica) minoranza.
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Ma non capisco da dove derivi adesso questo astio per uno che ha idee differenti? Lei parla di civlità, di progresso, che secondo me dev'essere limitato ad un discorso di natura tecnologica, medica, architettonica e scientifica. Voi fate notare spesso che le sanzioni per chi attacca un arbitro sono lievi, poi però vi lamentate dei cavernicoli che applicano la legge del taglione!!!! Quando probabilmente ci fossero loro, di sicuro sareste tutelati meglio, perchè sa è proprio da quando l'occidente ha eliminato la pena capitale, che la criminalità ha preso piede e ormai le vittime sono piu punite dei criminali. Luigi Chiatti può restare a vita la dentro, ma potrebbe anche uscire, cosa ammessa anche dal padre di una della vittime, che asserì "io Chiatti lo perdono, ma non deve uscire di prigione". Posso citarle anche Pietro Maso, che per aver ucciso i genitori è libero e si è fatto solo 20 anni di prigione. La civiltà per me viene a mancare quando ti trovi davanti appunto dei mostri. Se no facciamo come quelli che vogliono "dialogare" coi terroristi.

Io ho detto che quello che avrei fatto io da arbitro, che poi ho fatto da calciatore. Passione per il gioco del calcio ok, ma poi = insulti, botte fisiche, morali, pochi riconoscimenti, stress, pubblico cavernicolo. Ha senso continuare se dovevo sguazzare nella mediocrità in eterno? La passione se non è compensata dai risultati e non ti diverti, ha poco senso. Poi io non voglio provocare nessuno, ho risposto perchè ho letto che molti di voi si lamentano di queste appunto sanzioni all'acqua di rose ( e torniamo al solito discorso ). Appunto mi chiedo, da dove derivi questa passione, per un mondo che in Italia equivale ad una giungla, dove tutto si può fare ( senza citare il mio caso, posso pure parlarti di Bonucci, che si vede insultare suo figlio malato, solo perchè ha cambiato casacca. E parliamo di serie A, immagini il dilettantismo che vivrà quotidianmente o settimanalmente. ). Poteva anche dirmi "mi scusi ma non la penso come lei, e pure se circondato da un ambiente ostile, penso che fare l'arbitro mi fortifichi la personalità" invece di rispondermi così aspramente. Fine, non ho altre parole.[/quote]

Ah, quindi la pena di morte fa in modo che ci siano meno reati? Ma dove? ahahahaha
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Re: VIOLENZA ARBITRI NEL LAZIO

Messaggioda gadamer il gio ago 16, 2018 3:31 pm

perchè "sa" è proprio da quando l'occidente ha eliminato la pena capitale, che la criminalità ha preso piede e ormai le vittime sono piu punite dei criminali.
Sì lo so per mestiere: ultimo anno in Italia con la pena di morte (1947) 5 omicidi ogni 100.000 abitanti. 2014 0,8 sempre ogni 100.000. Dati ISTAT.
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Re: VIOLENZA ARBITRI NEL LAZIO

Messaggioda aj78 il gio ago 16, 2018 3:54 pm

Tdf00 ha scritto:
Ah, quindi la pena di morte fa in modo che ci siano meno reati? Ma dove? ahahahaha


Ma come mai quando si parla di pena di morte d'improvviso esce fuori questo discorso degli effetti non prodotti? A sto punto non bisognerebbe piu fare le multe, perchè le infrazioni tanto ci sono ugualmente? O per assurdo dovremmo pure cancellare i cartellini nel calcio perchè tanto i falli si commettono lo stesso? Trattare come ti trattano, discorso semplice e conciso. Sei hai seminato cattiveria, cattiveria riceverai.

Il mio è un discorso semplice, tornando alla questione arbitrale: chi come l'arbitro di prima fa il "tollerante" e per una questione di civiltà accetta che uno come Chiatti venga curato, perchè malato, piuttosto che eliminato, non si può lamentare se poi qualche altro fa il buonista con chi invece commette cose meno serie, tipo uno sputo o un attacco fisico ad un arbitro, e magari subisce sanzioni irrisorie.

Chi ammazza dei bambini, va eliminato, chi usa violenza contro un arbitro va radiato.
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Re: VIOLENZA ARBITRI NEL LAZIO

Messaggioda Vittorioarbitro il lun ago 20, 2018 8:54 pm

Intervista obiettivamente ingiudicabile, soprattutto nella parte finale. Nonostante ciò, due risposte mi hanno colpito positivamente:
Da ex arbitro e Presidente del Cr Lazio qual è il suo consiglio?
“Prima di tutto reclutare arbitri con qualche anno in più, ci sarebbero meno contestazioni, a 16 anni per me sono bambini e bambine. Inoltre dovremmo coinvolgere, sia noi che le società, quei calciatori che a 17, 18 anni prendono altre strade. A quell’età, con un periodo precedente come calciatore, si partirebbe da un’ottima base. Basti pensare a Palanca che giocava nel Tor di Quinto. Duole dirlo, ma il problema arbitrale è anche numerico”.
Sono pochi?
“Pochissimi in confronto alle gare, a volte devono inventarsi come coprire tutta l’attività. Allora serve maggior confronto tra club e arbitri e aumentare i limiti di età come avete proposto anche voi. Magari arriva un ragazzo a 30, 35 anni che ha qualità: chiaro che non ha prospettive di carriera, ma fino alla Promozione potrebbe essere utile, così come nei big match di Prima Categoria. In alcuni campionati a volte sale la tensione perché ci sono arbitraggi poco felici e chi arriva dopo trova un ambiente poco sereno”.

Concordo in pieno. Il problema dell'AIA è che nel reclutare nuove leve si indirizza verso il pubblico sbagliato: ragazzini di 15 o 16 anni dai background più disparati che non sapendo cosa fare la domenica pomeriggio decidono di iniziare ad arbitrare, tornando poi a giocare alla Playstation dopo aver fatto danni per qualche mese.
Bisognerebbe invece rafforzare i rapporti con istituzioni e società, in particolare a livello dilettantistico, fare proselitismo non nelle scuole ma tra le squadre e reclutare ex calciatori tra i 18 ed i 35 anni che conoscano il mondo del calcio e che siano abituati a calpestare il terreno verde, ad allenarsi in un certo modo, ad affrontare l'attività con credibilità e serietà.
Inoltre, bisognerebbe far transitare al CRA non solo i ventenni, ma anche ragazzi tra i 25 ed i 30 anni che non arriveranno mai a livello nazionale e neppure in Eccellenza, ma che potrebbero tranquillamente dirigere per tre o quattro anni gare anche ostiche in Prima e Seconda Categoria, ottenendo magari qualche contentino in Promozione, per poi riciclarsi come assistenti o nel calcio a cinque.
Solo così potremo recuperare credibilità, smettendo di mandare sui campi ragazzini brufolosi e proponendo uomini di sport rispettabili. E si, così facendo diminuirebbero anche i casi di violenza.
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Re: VIOLENZA ARBITRI NEL LAZIO

Messaggioda Georghe84 il mar ago 21, 2018 8:18 am

Vittorioarbitro ha scritto:Intervista obiettivamente ingiudicabile, soprattutto nella parte finale. Nonostante ciò, due risposte mi hanno colpito positivamente:
Da ex arbitro e Presidente del Cr Lazio qual è il suo consiglio?
“Prima di tutto reclutare arbitri con qualche anno in più, ci sarebbero meno contestazioni, a 16 anni per me sono bambini e bambine. Inoltre dovremmo coinvolgere, sia noi che le società, quei calciatori che a 17, 18 anni prendono altre strade. A quell’età, con un periodo precedente come calciatore, si partirebbe da un’ottima base. Basti pensare a Palanca che giocava nel Tor di Quinto. Duole dirlo, ma il problema arbitrale è anche numerico”.
Sono pochi?
“Pochissimi in confronto alle gare, a volte devono inventarsi come coprire tutta l’attività. Allora serve maggior confronto tra club e arbitri e aumentare i limiti di età come avete proposto anche voi. Magari arriva un ragazzo a 30, 35 anni che ha qualità: chiaro che non ha prospettive di carriera, ma fino alla Promozione potrebbe essere utile, così come nei big match di Prima Categoria. In alcuni campionati a volte sale la tensione perché ci sono arbitraggi poco felici e chi arriva dopo trova un ambiente poco sereno”.

Concordo in pieno. Il problema dell'AIA è che nel reclutare nuove leve si indirizza verso il pubblico sbagliato: ragazzini di 15 o 16 anni dai background più disparati che non sapendo cosa fare la domenica pomeriggio decidono di iniziare ad arbitrare, tornando poi a giocare alla Playstation dopo aver fatto danni per qualche mese.
Bisognerebbe invece rafforzare i rapporti con istituzioni e società, in particolare a livello dilettantistico, fare proselitismo non nelle scuole ma tra le squadre e reclutare ex calciatori tra i 18 ed i 35 anni che conoscano il mondo del calcio e che siano abituati a calpestare il terreno verde, ad allenarsi in un certo modo, ad affrontare l'attività con credibilità e serietà.
Inoltre, bisognerebbe far transitare al CRA non solo i ventenni, ma anche ragazzi tra i 25 ed i 30 anni che non arriveranno mai a livello nazionale e neppure in Eccellenza, ma che potrebbero tranquillamente dirigere per tre o quattro anni gare anche ostiche in Prima e Seconda Categoria, ottenendo magari qualche contentino in Promozione, per poi riciclarsi come assistenti o nel calcio a cinque.
Solo così potremo recuperare credibilità, smettendo di mandare sui campi ragazzini brufolosi e proponendo uomini di sport rispettabili. E si, così facendo diminuirebbero anche i casi di violenza.

La violenza non si giustifica mai.
Però in quel "brufolosi" va letta una cosa interessante. Più che all'acne ovviamente si riferisce alla fisiologica immaturità dell'adolescente (che può portare non di rado a scostanza, leggerezza e permalositá).
Ed è pure vero che un ex calciatore parte avvantaggiato sotto diversi punti di vista rispetto a chi in campo non c'è mai entrato. Tante volte mi è capitato di assistere a giocatori che dicevano ad un ddg "tu giocavi, vero? Si vede!". Ed ovviamente lo dicevano come contorno ad una prestazione che fiudicavano positiva.
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Re: VIOLENZA ARBITRI NEL LAZIO

Messaggioda missed_approach il mar ago 21, 2018 3:26 pm

Vittorioarbitro ha scritto:
Concordo in pieno. Il problema dell'AIA è che nel reclutare nuove leve si indirizza verso il pubblico sbagliato: ragazzini di 15 o 16 anni dai background più disparati che non sapendo cosa fare la domenica pomeriggio decidono di iniziare ad arbitrare, tornando poi a giocare alla Playstation dopo aver fatto danni per qualche mese.


Io invece sono in totale disaccordo: che "danni" potrà mai fare un arbitro nei Giovanissimi Provinciali?
Anche i "calciatori" sono ragazzini dal background più disparati e dalle capacità tecniche spesso assenti, che la domenica mattina vanno a fare un po' di sport per poi tornare alla Playstation.

Secondo me invece il problema è un altro: c'è troppa aspettativa . Da parte di dirigenti, da parte di genitori,da parte degli spettatori. Si perde proprio la cognizione del contesto e si assiste a dei paradossi: le società raccattano chiunque pur di strappare quote di iscrizione,si fanno giocare(giustamente) ragazzini sovrappeso o totalmente inetti, si affidano 20 adolescenti a pseudoallenatori improvvisati,si gioca in campi di patate....e fino a qui a tutti sembra andar bene. Però l'arbitro lo si vuole bravo perchè sennò "fa danno". :icon-neutral:

E devo sentir dire da un ex presidente CRA che la soluzione è quella di reclutare gente più grande?!
No io VOGLIO sentir dire che la soluzione è quella di far passare il concetto che nel calcio dilettantistico l'arbitro è commisurato al livello della categoria...voglio che si dica chiaramente che se un ragazzino a 17 anni gioca negli allievi provinciali, significa che non ha talento e che la domenica va a fare una sgambata.
Voglio che si lavori affinchè tutti mettano piedi per terra perchè il 15 enne arbitrino ha lo stesso diritto di DIVERTIRSI del 15 enne calciatore!!!
Nel basket i ragazzini delle giovanili arbitrano le partite delle categorie piu basse....da noi si vuole l'arbitro FIGC negli Esordienti "perchè c'è la classifica"
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