La procura indaga sul profilo Facebook di Giacomelli

Tutto ciò che fa discutere sul mondo arbitrale

Re: La procura indaga sul profilo Facebook di Giacomelli

Messaggioda Observer il ven dic 22, 2017 1:40 pm

gabriele9 ha scritto:E ciò a cosa potrebbe portare? Ad una squalifica?


non porterà assolutamente a nulla.

Ha messo una foto profilo, non ha commesso alcuna violazione dei suoi doveri etici nei confronti dell'AIA e della FIGC.

Non scherziamo!

Qualcuno all'interno del mondo del calcio, ha voglia di intimidire l'autonomia dell'AIA. Anche attraverso questi mezzucci di quart'ordine.

E' una bolla di sapone, che finirà in niente.
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Re: La procura indaga sul profilo Facebook di Giacomelli

Messaggioda franzts62 il ven dic 22, 2017 2:23 pm

E pensare che il giornale , tralascio il nome del quotidiano ma scrivo il soprannome Bugiardello , della citta' natale del direttore di gara di Giacomelli lo ha gia' condannato scrivendo che rischia di dover interrompere la carriera di arbitro
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Re: La procura indaga sul profilo Facebook di Giacomelli

Messaggioda gadamer il ven dic 22, 2017 6:23 pm

La faccenda della foto è fumo negli occhi giornalistico. In realtà, informandomi su testate e fonti serie, un gruppo di tifosi Lazio ha dato mandato allo studio Previti per una class action nei confronti di Giacomelli e Di Bello, ritenendosi danneggiati dalle decisioni prese sul campo. A detta loro:
«la condotta dei due arbitri si è gravemente e del tutto immotivatamente discostata da quanto stabilito dal regolamento del Giuoco del Calcio, dalla “Guida Pratica AIA” e dalle successive raccomandazioni del Settore Tecnico in tema di rilevazione del fallo di mano, privando la squadra di un sacrosanto calcio di rigore».
In particolare, al presunto errore tecnico commesso sul campo dal Giacomelli, si sarebbe poi aggiunto quello è ritenuto un «altrettanto grave errore, commesso da entrambi i direttori di gara, per non avere sottoposto ad on field review l’episodio tramite Var».


Da qui la richiesta di risarcimento danni per ogni singolo tifoso «leso nel proprio diritto di poter vivere la propria passione sportiva al riparo da condizionamenti illeciti, in quanto fondati su condotte connotate da inaccettabili profili di colpa».
Il corsivo è tratto Il Sole 24ore.
Lo stesso studio (fonte ADN Kronos):
Lo Studio Legale Previti "ha notificato, nell’interesse di un gruppo di tifosi della S.S. Lazio, l’invito alla negoziazione assistita - primo passo verso la citazione in giudizio - ai sig.ri Piero Giacomelli della Sezione di Trieste e Marco Di Bello della Sezione di Brindisi, rispettivamente direttore di gara e Video Assistance Referee in merito ai noti fatti avvenuti l’11 dicembre scorso in occasione dell’incontro di calcio del campionato di serie A Lazio-Torino".
In sostanza si tratta di un invito ufficiale (previsto dalla legge) a un incontro fra avvocati delle parti per definire extra giudizialmente la vertenza. Ovviamente non c'è obbligo alcuno di aderire e lasciare che le cose vadano per le vie tribunalizie. Ed è quello che al 99% avverrà perché sarebbe demenziale pagare con la pressoché matematica certezza di assoluzione.
Nota personale: non me ne vogliano le persone per bene che tifano Lazio, ma confesso che quando sento parlare di tifosi laziali scatta un riflesso condizionato. Pesano i precedenti, troppi, vedi l'ultimo su Anna Frank e cori fascisti.
Se aggiungiamo poi lo studio che porta il nome di un pregiudicato corruttore assieme ai soci di studio, radiato dall'albo, beh un travaso di bile e di indignazione civile dovrebbe cogliere le persone dabbene.
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Re: La procura indaga sul profilo Facebook di Giacomelli

Messaggioda gad il ven dic 22, 2017 8:23 pm

dalle successive raccomandazioni del Settore Tecnico in tema di rilevazione del fallo di mano, privando la squadra di un sacrosanto calcio di rigore».
In particolare, al presunto errore tecnico commesso sul campo dal Giacomelli, si sarebbe poi aggiunto quello è ritenuto un «altrettanto grave errore, commesso da entrambi i direttori di gara, per non avere sottoposto ad on field review l’episodio tramite Var».

Il regolamento andrebbe letto tutto, infatti passare dalla regola 5
Un arbitro o un altro ufficiale di gara non può essere ritenuto responsabile per:
• alcun infortunio subito da un calciatore, da un dirigente o da uno spettatore
alcun danno materiale di qualunque genere
• alcun danno subito da una persona fisica, da una società sportiva o non, da una
impresa, da un’associazione o da qualunque altro organismo che sia imputabile
ad una decisione presa in base alle Regole del Gioco o alle normali procedure
previste per organizzare una gara, disputarla o dirigerla

prima di arrivare alla 11 permette di evitare figuracce.
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Re: La procura indaga sul profilo Facebook di Giacomelli

Messaggioda gadamer il sab dic 23, 2017 12:06 am

Scusa Gad ma due appunti, con la premessa che sia ben chiaro che ritengo immotivata la richiesta dei legali del fantomatico gruppo di laziali e sono solidale con Giacomelli umanamente e sono certo che ne verrà fuori più che bene.
La prima, di principio, è che il codice domestico può cedere il passo alla normativa della giustizia ordinaria. Quindi il procuratore della repubblica può guardare a un regolamento e/o codice associativo nel campo delle indagini, ma il riferimento è l'ordinamento statuale e su questo abbiamo discusso in passato. Lo studio Previti lo sa e non fa la figuraccia che gli attribuisci, ci marcia perché lucra e si ritrova sui giornali e in TV, ma tecnicamente, formalmente (solo in questo non nel merito) va avanti, conoscono il mestiere.
La seconda è che in ogni caso qui non siamo in presenza di nessun danno materiale in teoria risarcibile. Sono danni materiali tutti quelli subiti dalle cose di proprietà del danneggiato. Eventualmente un danno riconducibile al passo successivo a quello in grassetto.
Quello che a torto richiedono è un danno patrimoniale che farebbe riferimento al codice del consumo, unico modo per costituirsi in class action. E' anche possibile che il tutto sia finalizzato pro Lazio S.p.a per condizionare gli arbitraggi.
Non otterranno nulla se non un po' di fumo. Qualunque magistrato (ammesso e non concesso che si arrivi a una citazione) sano di mente archivia perché non esiste un rapporto di causa effetto e l'errore di chiunque degli attori in una competizione sportiva è inseribile a pieno titolo nell'essenza della stessa. Manca il dolo.
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Re: La procura indaga sul profilo Facebook di Giacomelli

Messaggioda radiato il sab dic 23, 2017 6:32 am

gadamer ha scritto:Scusa Gad ma due appunti, con la premessa che sia ben chiaro che ritengo immotivata la richiesta dei legali del fantomatico gruppo di laziali
La prima, di principio, è che il codice domestico può cedere il passo alla normativa della giustizia ordinaria. Quindi il procuratore della repubblica può guardare a un regolamento e/o codice associativo nel campo delle indagini, ma il riferimento è l'ordinamento statuale e su questo abbiamo discusso in passato. Lo studio Previti lo sa e non fa la figuraccia che gli attribuisci, ci marcia perché lucra e si ritrova sui giornali e in TV, ma tecnicamente, formalmente (solo in questo non nel merito) va avanti, conoscono il mestiere.
La seconda è che in ogni caso qui non siamo in presenza di nessun danno materiale in teoria risarcibile. Sono danni materiali tutti quelli subiti dalle cose di proprietà del danneggiato. Eventualmente un danno riconducibile al passo successivo a quello in grassetto.
Quello che a torto richiedono è un danno patrimoniale che farebbe riferimento al codice del consumo, unico modo per costituirsi in class action. E' anche possibile che il tutto sia finalizzato pro Lazio S.p.a per condizionare gli arbitraggi.
Non otterranno nulla se non un po' di fumo. Qualunque magistrato (ammesso e non concesso che si arrivi a una citazione) sano di mente archivia perché non esiste un rapporto di causa effetto e l'errore di chiunque degli attori in una competizione sportiva è inseribile a pieno titolo nell'essenza della stessa. Manca il dolo.

Ineccepibile, ma voltarsi dall’altra parte quando c’è chi, attraverso simili comportamenti, condiziona le decisioni da decenni è da voltastomaco; la speranza è che il “riflesso condizionato” quando si parla di Lazio ( o di qualsiasi altra squadra) scatti solo a te e non a qualcun altro. Comunque fino al 2025 siamo a posto........
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Re: La procura indaga sul profilo Facebook di Giacomelli

Messaggioda gad il sab dic 23, 2017 10:05 am

La prima, di principio, è che il codice domestico può cedere il passo alla normativa della giustizia ordinaria. Quindi il procuratore della repubblica può guardare a un regolamento e/o codice associativo nel campo delle indagini, ma il riferimento è l'ordinamento statuale e su questo abbiamo discusso in passato. Lo studio Previti lo sa e non fa la figuraccia che gli attribuisci, ci marcia perché lucra e si ritrova sui giornali e in TV, ma tecnicamente, formalmente (solo in questo non nel merito) va avanti, conoscono il mestiere.

Si, ma lo spettatore che va a vedere la partita che risulta "truccata"da un errore arbitrale non può lamentarsi di una cosa che è prevista dal regolamento della competizione stessa. E' come fare causa alla Pfizer perchè ho preso il viagra e ho le palpitazioni: sul foglietto illustrativo è scritto.
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Re: La procura indaga sul profilo Facebook di Giacomelli

Messaggioda gadamer il sab dic 23, 2017 11:45 am

Hai ragione sul fatto che lo spettatore non ha nessuna ragione. Non sulle argomentazioni addotte e l'esempio portato.
Il codice del consumo (superfluo ricordare che si parla di legge dello stato, anzi europea) prevede il diritto del consumatore (sintetizzo) a una corretta informazione. Non che se la debba ricercare non si sa bene come (vedi cosa accade nei servizi vari più critici come energia o banche,telefonia e assicurazioni e via discorrendo. Non che tutto fili liscio chiaro ma sei sommerso di carta), Nel nostro caso una norma interna associativa che prevede una manleva da responsabilità - giustamente a scanso di equivoci - non ha né per ovvi motivi potrebbe avere la pubblicità tale da soddisfare questo requisito.
Nell'esempio Viagra e medicinali e prodotti per la salute e simili, esiste un obbligo di legge di associare al prodotto le indicazioni varie.
Ritorniamo quindi alla normativa dell'ordinamento statale. Ed è li, nel codice civile e nelle leggi, che risiede la ratio dell'inammissibilità della richiesta risarcitoria.
Né CONI o FIGC e tanto meno AIA hanno potestà legislativa e le norme interne non sono direttamente opponibili a terzi. Chiaro che queste norme, per stessa loro previsione introduttiva si devono conformare alla legge ordinaria e di conseguenza è ben raro, credo, che contengano disposizioni "contra leges". Ma insisto, in punta di diritto e volendo portare al paradosso l'esempio, valgono come un regolamento condominiale.
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Re: La procura indaga sul profilo Facebook di Giacomelli

Messaggioda tony il sab dic 23, 2017 12:08 pm

So bene che anche previti conoscono il loro mestiere e sanno bene che non esiste una norma che faccia pagare molti soldi quando si fanno istanze manifestamente e clamorosamente infondate.
Nello specifico questi avanzano una pretesa sulla base di un regolamento che si suppone sia stato letto, a meno che non ci sia una legge dello stato che mi impone quando vado per la strada di fischiare se vedo qualcuno con un pallone in mano.
Il regolamento del calcio dice che l'arbitro doveva fischiare il fallo di mano e chissenefrega se lo stesso regolamento esclude che si possa chiedere conto all'arbitro stesso di non aver fischiato perché non ha visto. Mi sa che diciamo la stessa cosa, sta di fatto che non puoi tirare in ballo solo la parte del regolamento del calcio che si vuole, visto che in generale non si danneggia nessuno se si omette di soffiare in un fischietto quando qualcuno per strada tocca un pallone da calcio con la mano.
Ci sedemmo dalla parte del torto, perché tutti gli altri posti erano occupati (B. Brecht)
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Re: La procura indaga sul profilo Facebook di Giacomelli

Messaggioda gadamer il sab dic 23, 2017 1:51 pm

Certo che puoi tirare in ballo il regolamento (o le leggi in altri casi) nelle sole parti che ti fanno comodo, non fosse così metà degli studi legali chiuderebbe. Ma non perché il regolamento di per sé sia una fonte normativa per terzi. L'inosservanza presunta del regolamento è per loro un tentativo di dimostrare una colpa dell'arbitro. Questo è il nodo, altrimenti su quali basi potevano agire? Se chiedi un danno sei tenuto a provare una colpa, un'inosservanza. Mica potevano motivare la richiesta di negoziazione assistita affermando che, a loro giudizio, aveva sbagliato gravemente. Occorreva loro un appoggio probatorio altrimenti venivano meno i pre-requisiti per l'azione legale. Sarebbe stata carta straccia. Non solo gli attori (i tifosi promotori) avrebbero rischiato querela per diffamazione (peraltro neppure escludibile, per me, allo stato dei fatti).
Di tutta evidenza è comunque terrorismo avvocatizio. Una porcheria eticamente ma inoppugnabile proceduralmente. Se non sussistono elementi che ignoro, Giacomelli deve solo far finta di aver ricevuto una cartolina di auguri e stare quieto. Lo studio Previti (mica sono gonzi) lascerà cadere il tutto dopo l'exploit mediatico.
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