Intervista a Marcello Nicchi sulla Gazzetta dello Sport

Tutto ciò che fa discutere sul mondo arbitrale

Intervista a Marcello Nicchi sulla Gazzetta dello Sport

Messaggioda BlueLord il ven mag 04, 2018 7:37 am

Tanto per iniziare, una proposta: «Sarebbe altrettanto bello se Figc e Coni sfruttassero le prossime giornate di campionato per lanciare una campagna contro le aggressioni subite dagli arbitri». E sul tavolo di Marcello Nicchi, numero uno dell’Aia, sbucano dei fogli. «Ecco, legga i dati sono aggiornati a fine aprile: in questa stagione ben 347 direttori di gara sono stati oggetto di violenza. E molti di questi sono minorenni. Vogliamo fare qualcosa? Oppure l’unico problema che interessa ai vertici è il nostro 2% per l’elezione del presidente federale? Bene, a questi signori mando un avviso: non arretriamo di un millimetro, ci difenderemo in tutte le sedi e in ogni modo. E poi è bene che se ne occupi il prossimo consiglio: stiamo lavorando per arrivare alla nuova governance».

Ci sta dicendo che con Sibilia (Lnd), Gravina (Lega Pro) e Tommasi (Aic) avete individuato il nome del nuovo presidente Figc?
«Procediamo per gradi: entro maggio illustreremo il programma e raccoglieremo le firme necessarie per la richiesta dell’assemblea elettiva al Commissario Fabbricini. Il candidato arriverà con una piena condivisione, ma non sarà nessuno di noi. Troveremo una persona all’interno del nostro mondo, niente magistrati o tecnici. E vorremmo votare entro i primi di agosto in modo da affrontare il nuovo campionato senza incertezze».

Nel frattempo Fabbricini sta trattando il nuovo c.t., siete d’accordo?
«Lui è libero di farlo, ma secondo noi è un errore. Si può andare avanti con Di Biagio, poi toccherà al nuovo presidente scegliere l’allenatore per l’Italia».

Ma non c’è il rischio che i migliori non aspettino?
«Se uno vuole davvero la panchina azzurra, ogni mese è buono».

Come mai non avete individuato un candidato comune lo scorso gennaio?A quest’ora non c’era il commissario…
«Non siamo stati bravi, ma possiamo rimediare. Anche perché chi è arrivato lo ha fatto con modi perentori, dandosi scadenze ben più lunghe di quelle previste. Di fatto ci hanno fatto un assist per ricompattarci».

Con Fabbricini e Malagò non è stato certo un amore a prima vista…
«Da parte mia c’è il massimo rispetto per il loro ruolo, semmai non è accaduto lo stesso nei nostri confronti».

Si spieghi.
«Le sembra normale che, con tanti problemi, come prima cosa abbiano pensato a buttarci fuori dal Consiglio federale? E perché? A parte la Serie A, tutte le altre componenti ci vogliono. E poi è pure una questione di tempi sbagliati: parlare di questa cosa sul finale della stagione, quando ogni gara è decisiva, turbando la serenità degli arbitri. Un clamoroso autogol».

Ma è così importante per l’Aia quel 2%?
«Sì, perché applica il principio della rappresentanza democratica previsto dal 2004 nella legge Melandri. Ripeto: rappresentanza democratica. Da 14 anni nessuno l’ha mai messo in discussione, neppure il commissario ad acta Napolitano, figlio di Giorgio ex presidente della Repubblica, che nel 2012 varò il nuovo statuto Figc».

Secondo Malagò siete più indipendenti e autonomi senza quel 2% e Calciopoli, da lei evocata come rischio, lo dimostrerebbe.
«Non replico al presidente Coni. Semmai ricordo un po’ a tutti che, ai tempi di Calciopoli, i dirigenti della A chiamavano designatori e presidente Aia, lamentandosi degli arbitri, facendo ricusazioni. Cose squallide. Adesso le risposte le diamo negli incontri ufficiali, ma forse qualcuno ha nostalgia del passato e ci vuole sotto le loro dipendenze. Ma non passeranno, sappiamo difenderci».

Lo sciopero è una ipotesi sul tavolo?
«Mai usata questa parola e non lo farò ora. Dico questo: la violenza e le minacce sono roba seria. Speriamo di avere presto una Figc in grado di capire le priorità».

A proposito d’insulti, ha sentito Daniele Orsato dopo Inter-Juventus.
«Ecco, le sembra normale quello che è accaduto? Un grande arbitro come Daniele è rimasto due giorni barricato in casa con i figli, tra insulti e telefonate poco simpatiche. Tutto per una serata non felice, un cartellino non dato. Può capitare, i primi a perdere il sonno per gli errori sono proprio gli arbitri. Ma ha sentito una sola parola di solidarietà verso Orsato da Figc, Coni, Lega di A? Zero assoluto, nonostante il linciaggio continuo con notizie inventate, tipo il fratello juventino. Per non parlare delle bufale su Tagliavento con i labiali fasulli. Orsato ha le spalle larghe e tornerà più forte di prima, ma io penso ai ragazzini».


Quali ragazzini?
«Il diciassettenne picchiato una settimana fa ad Ancona in Terza categoria da un giocatore di 31 anni. Il presidente di sezione lo ha trovato in pronto soccorso con il ghiaccio sull’occhio, era ancora vestito da arbitro. E così via, ma tanto basta togliere il 2%...».

Sembra quasi un’ossessione questa percentuale...
«Lo è per qualcuno, non c’era nessuno motivo di aprire questo fronte. Vorrei capire perché, la storia degli statuti non regge».

Cambiamo discorso, capitolo Var: adesso tutti salgono sul carro del vincitore...
«Noi siamo partiti in anticipo perché abbiamo un gruppo di arbitri fantastico. Dobbiamo lavorare ancora, migliorare, ma i risultati sono ottimi e un calcio senza Var non è possibile. Per carità, abbiamo sbagliato e lo faremo ancora. Capita ai giocatori, succede agli arbitri.Mai vantaggi della tecnologia sono evidenti».

Nelle semifinali di Champions è accaduto di tutto, i club italiani gridano al complotto.
«Ma no, ci sono state delle sviste pesanti e molte ai danni delle nostre squadre,maè frutto della casualità. Certo, gli errori gravi sarebbero stati cancellati con la Var. E per questa ragione sono convinto che quanto prima avremo la tecnologia anche in Uefa».

Fonte:
Francesco Ceniti per La Gazzetta dello Sport del 04/05/18, pag.18
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Re: Intervista a Marcello Nicchi sulla Gazzetta dello Sport

Messaggioda bracco75 il ven mag 04, 2018 8:29 am

Non mi interessa la politica associativa e non intervengo (quasi) mai su questioni elettorali et similia. Allo stesso tempo, riteno stucchevole sia la difesa ad oltranza dell'attuale dirigenza, propugnata da alcuni pasdaran del forum, sia la sua demonizzazione, sostenuta da un altrettanto pugnace gruppo di oppositori. La mia idea è che il problema più serio non sia il 2%, ma il fenomeno violenza, sul quale la FIGC ed il Coni poco o nulla hanno fatto, a tutt'oggi. La soluzione è quella che Nicchi ha tante volte ventilato e quasi mai messo in atto: non designare più arbitri per squadre coinvolte in gravi episodi di violenza sugli arbitri. Se ciò non accade, allora tutto il resto sono parole. Non è ammissibile che un ragazzino di 16 o 17 anni vada a farsi menare, per due lire, senza che ciò scateni un finimondo istituzionale.
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Re: Intervista a Marcello Nicchi sulla Gazzetta dello Sport

Messaggioda Drazen il ven mag 04, 2018 10:05 am

Hai ragione Bracco.
Poco o nulla è stato fatto, soprattutto perché a Coni e Figc non interessa far qualcosa, a loro le cose stanno bene così.
L'Aia dovrebbe pensarci a far sentire le proprie ragioni sulla violenza.
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Re: Intervista a Marcello Nicchi sulla Gazzetta dello Sport

Messaggioda Radici il ven mag 04, 2018 1:12 pm

Certo, i ragazzini vanno tutelati sempre, d'accordo con Bracco al 100%. Ma mi chiedo, come mai ilSommo solo oggi si accorge di tutto questo? Quando lo denunciava R.Monti faceva orecchie da mercante, anzi gli fu addirittura ritirata la tessera per diffamazione .......
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Re: Intervista a Marcello Nicchi sulla Gazzetta dello Sport

Messaggioda bracco75 il ven mag 04, 2018 1:27 pm

Radici ha scritto:Certo, i ragazzini vanno tutelati sempre, d'accordo con Bracco al 100%. Ma mi chiedo, come mai ilSommo solo oggi si accorge di tutto questo? Quando lo denunciava R.Monti faceva orecchie da mercante, anzi gli fu addirittura ritirata la tessera per diffamazione .......


Monti è un innamorato sincero del mondo arbitrale. Ma est modus in rebus. Certe tematiche possono essere trattate con durezza, asprezza ed anche integralismo, ma sempre nei canoni del reciproco rispetto e senza indulgere in "macchiettismi". Credo che il problema di Monti sia stato quello di declinare verso la goliardia estrema, piuttosto che sul confronto duro ma rispettoso da parte di entrambe le fazioni.
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Re: Intervista a Marcello Nicchi sulla Gazzetta dello Sport

Messaggioda Rattlesnake il ven mag 04, 2018 2:08 pm

bracco75 ha scritto:
Radici ha scritto:Certo, i ragazzini vanno tutelati sempre, d'accordo con Bracco al 100%. Ma mi chiedo, come mai ilSommo solo oggi si accorge di tutto questo? Quando lo denunciava R.Monti faceva orecchie da mercante, anzi gli fu addirittura ritirata la tessera per diffamazione .......


Monti è un innamorato sincero del mondo arbitrale. Ma est modus in rebus. Certe tematiche possono essere trattate con durezza, asprezza ed anche integralismo, ma sempre nei canoni del reciproco rispetto e senza indulgere in "macchiettismi". Credo che il problema di Monti sia stato quello di declinare verso la goliardia estrema, piuttosto che sul confronto duro ma rispettoso da parte di entrambe le fazioni.


Sono molto d'accordo su Monti. Però i fatti denunciati restano fatti, indipendentemente da come siano detti. Fa un po' specie che Nicchi si accorga solo oggi di questi problemi, e l'impressione che trasmette a tutti è quella di un uso sconsideratamente strumentale della polemica. Per di più mischia temi che non hanno nulla a che vedere l'uno con l'altro, sempre con espressione da "il mondo ce l'ha con noi", ma senza di fatto offrire nessun orizzonte nuovo. Deludente.
Libertà va cercando, ch'è sì cara / come sa chi per lei vita rifiuta.
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Re: Intervista a Marcello Nicchi sulla Gazzetta dello Sport

Messaggioda Radici il ven mag 04, 2018 2:52 pm

Sicuramente Monti ha esagerato nel presentare una situazione così grave in un modo a dir poco "goliardico" ma il problema esisteva allora come esiste adesso, con una variate quando Monti denunciò il tutto fu deferito ed in seguito gli fu ritirata la tessera la sua denuncia cadde nel dimenticatoio, ora sembra essere l'argomento più a cuore della nostra "dirigenza" come mai?
Dopo 12 anni solo oggi si sono accorti delle violenze che subiscono i giovani colleghi. Siamo sicuri che il famoso 2% non centra un pò?
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Re: Intervista a Marcello Nicchi sulla Gazzetta dello Sport

Messaggioda missed_approach il ven mag 04, 2018 4:38 pm

BlueLord ha scritto:Quali ragazzini?
«Il diciassettenne picchiato una settimana fa ad Ancona in Terza categoria da un giocatore di 31 anni. Il presidente di sezione lo ha trovato in pronto soccorso con il ghiaccio sull’occhio, era ancora vestito da arbitro. E così via, ma tanto basta togliere il 2%...».


E' questo che mi fa incaxxare della politca: non è mai sincera.
Apprezzo lo Zio Marce, lo considero un capo capace, ma mi fa incaxxare come una belva quando strumentalizza l'aggressione al "ragazzino" o il problema accrediti/tessera federale per rafforzare la lotta politica al 2% in consiglio.
Caxx0!
Ti interessa davvero del ragazzino e di tutti i tuoi arbitri malmenati settimanalmente? E allora a bocce ferme, senza nessun interesse politico subdolo nell'imminente, affronti di petto il problema e inizi a varare disposizioni tipo appunto "stop designazioni, scioperi etc..".
Invece qua si fa politica....e come al solito la politica non affronta direttamente i problemi della gente.
Mi si dirà "grandi passi sono stati fatti..." ma chi subisce se ne sbatte delle rispostine da truppa cammellata. Si continua a menare, si continua a vedere non uniformità di giudizio tra i fari giudice sportivo territoriali, si continua a vedere una dirigenza AIA troppo democristianamente piegata alla politica.
Non ci siamo....
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Re: Intervista a Marcello Nicchi sulla Gazzetta dello Sport

Messaggioda kocis il ven mag 04, 2018 5:32 pm

Sono d'accordo con missed_approach. Basta mandare una lettera circolare con questo semplice testo: A far data dal xxxxxx si invitano gli OTS/CRA , a non procedere alla designazione dell'arbitro dove la gara comprende la Società del/dei calciatori/dirigenti/tifosi reo/rei di violenza fisica verso l'arbitro dopo sentenza del giudice sportivo. Si comincia così. Ma credo che non succederà mai specie adesso che sono in programma le Elezioni Federali e noi abbiamo il 2%.........Ci hanno sempre insegnato che nelle Sezioni e nell'AIA in generale la politica non avrebbe mai trovato posto. Si vede che i tempi sono cambiati. Amen.
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Re: Intervista a Marcello Nicchi sulla Gazzetta dello Sport

Messaggioda gad il ven mag 04, 2018 8:18 pm

A far data dal xxxxxx si invitano gli OTS/CRA , a non procedere alla designazione dell'arbitro dove la gara comprende la Società del/dei calciatori/dirigenti/tifosi reo/rei di violenza fisica verso l'arbitro dopo sentenza del giudice sportivo.

Personalmente la trovo una pratica scorretta: al di la del problema pratico di eventuali ricorsi che possono annullare la sanzione, cosa che comunque sussiste, questo modo di agire oltre a non punire i/il tesserato/i rei della violenza e a non attuare nessuna misura preventivo-educativa va a danneggiare anche e sopratutto le società avversarie che si trovano magari a fare un viaggio a vuoto....fermo restando che poi si pone tutta una serie di problemi del tipo:
-la gara verrà recuperata? Se si chi la dirigerà? Con quale spirito verrà accolto l'arbitro al campo? Chi spiega agli avversari che magari dopo aver fatto il viaggio a vuoto la prima volta lo devono pure fare la seconda e magari si trovano pure a giocare due partite in una settimana? Se la gara non viene recuperata la si considera persa a tavolino quindi a questo punto non si fa prima a dire che il giudice sportivo quando sanziona una violenza da automaticamente la vittoria a tavolino agli avversari della gara successiva?
-E tutte le gare successive? Si manda l'arbitro o no? Se non si manda l'arbitro di fatto si sta escludendo la squadra dal campionato (allora tanto vale che il giudice sportivo decreti questa cosa subito e amen...)? E la stagione successiva? E se la società cambia nome allora può continuare a giocare?
In tutto questo si tenga poi conto che i singoli OTS o CRA possono avere interpretazioni diverse del singolo episodio e quindi mentre a Brindisi per un pugno non si manda l'arbitro può essere che a Bari invece si. E ancora: la violenza spazia dall'insulto alla macchina incendiata... stessa mancata designazione per tutti oppure si fa una cosa proporzionale (e nel caso chi decide?).
Un cartellino rosso è come l'esplosione di una bomba;il giallo l'accensione di un timer. Possiamo dare al pubblico 15 secondi di sorpresa o 15 minuti di suspence. -A. Hitchcok-
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