Gavillucci: "Lotto per gli arbitri"

Tutto ciò che fa discutere sul mondo arbitrale

Gavillucci: "Lotto per gli arbitri"

Messaggioda BlueLord il mar apr 02, 2019 10:27 am

«Il problema è che siamo troppo arbitri». Già, fedeli nel secolo, festeggiato nel 2011, nel bene e - soprattutto, visti i casi scoppiati negli ultimi tempi - nel male. Claudio Gavillucci, l’arbitro di Latina che ha perso la battaglia contro l’AIA, ha deciso di saltare il fosso. E di confessarsi, ben sapendo che la cosa potrebbe avere delle conseguenze. Perché al mondo dei social, della comunicazione 3.0, della condivisione e dei confronti via etere, l’Associazione Italiana Arbitri non vuole accedere. E chi parla finisce deferito. «Eppure ho fatto più di dieci richieste per rilasciare interviste, tutte respinte con il timbro: “Non sei autorizzato per motivi di opportunità”. Combatto anche per questo». Scriverà un libro su questa che è diventata una campagna di normalizzazione del sistema («Ci ho messo la croce sopra, non tornerò più in campo»). Trasparenza, meritocrazia, giustizia. Per chi la deve garantire in campo, la giustizia, non dovrebbe essere un problema. «Ma la mia vicenda dice che non sempre è così. Ecco perché non arretro». La battaglia che sembrava finita dopo la decisione del Coni, continuerà. «Perché tutti adesso parlano, a sproposito, di sussidi agli arbitri, chiamandoli Reddito di cittadinanza che è offensivo per la gente comune, di TFR, ma non siamo lavoratori dipendenti. La verità è che siamo l’unica componente di una partita, che non ha un contratto nazionale. E che la proporzione fra un arbitro al top che ha grandissime responsabilità e un calciatore medio, a livello di salario, è imbarazzante».

Gavillucci arbitro, la colpa è?
«Di zio Natale, allenatore di professione: mi vedeva mediocre come giocatore, ma con un gran carattere. Prese la palla al balzo, il corso arbitri allo stadio di Latina, ottobre 1994: in un solo colpo, fece nascere in me una passione e mi allontanò dal calcio giocato. Ricordo la prima partita, Cori-Norma, Esordienti. Avevo dovuto aspettare i 15 anni compiuti, quindi il settembre del 1995. Arrivai e non c’era nessuno, nessun tutor: protestai con il mio presidente, Giancarlo Bernasetti, mi venne a vedere alla seconda e mi disse “Avrai un futuro”».

Dall’inizio alla fine, consiglierebbe a sua figlia Giorgia Elizabeth («io e mia moglie Paola ci siano conosciuti in Inghilterra») di fare l’arbitro?
«E’ vero, forma il carattere, la mente, ti aiuta a superare le diffcoltà in campo che poi saranno quelle della vita. Ma ti espone, oggi più di ieri, ad offese e, se va male, alle botte. Per cosa? Per rimborsi, e lo so bene io, ridicoli che arrivano 3/4/5 mesi dopo. Dopo rinunce personali - quando ero all’Università di Urbino, i miei compagni andavano in disco a Riccione e io a letto perché la domenica dovevo arbitrale - familiari - le famiglie “normali” sabato e domenica fanno la gita fuoriporta, un arbitro prende la borsa va ad arbitrare - e lavorative - fino alla serie C prendevo 150 euro, avevo necessità di lavorare e lo facevo per una società multinazionale, ma quando fui promosso in B dovetti lasciare uno stipendio buono e sicuro per un sogno in quanto il lavoro era incompatibile con l’attività arbitrale. La realtà? Sei in bilico ogni anno, in maniera inconsapevole ti giudicano e aspetti ogni 30 giugno sperando che il tuo nome non compaia fra i dismessi, una vera e propria tortura».

Già, il 30 giugno: quello del 2018 lei era negli Usa...
«Sì, viaggio di nozze, fonalmente. Alle 10.30 orario americano un messaggio da Rizzoli. “Ciao Claudio, purtroppo.... ho fatto l’ultimo tentativo che non ha dato esisti positivi”. Avrei dovuto prendere l’aereo da lì a poco, potete immaginare come sia stato il viaggio di ritorno. Appena ho messo piede in Italia, ho chiamato il designatore. «Purtroppo da dirigente non è come in campo, non decidi solo tu». Non me lo aspettavo...»

Neanche un sentore?
«Penultima di campionato, Samp-Napoli, quella sospesa per razzismo. C’era Rizzoli, mi fece capire che avrei diretto anche la domenica successiva, fra l’altro Udinese-Bologna, che aveva ancora un valore per la salvezza. Quale logica c’è nel mandare un arbitro “non tecnicamente all’altezza” ad arbitrare una partita con interessi così importanti in gioco? Inoltre, sarebbe stata la mia 50ª in A, un traguardo che quella sera festeggiai fino a tardi con lui e la mia sestina. Secondo lei, potevo avere sentore di essere dismesso?»

Due domande: dicono che quella sospensione per razzismo, le è costata il posto, è vero? E poi, visto che non ha deciso solo Rizzoli, chi ha deciso la sua bocciatura?
«La verità, o quella che penso sia la verità, è che non si può credere alle “motivate scelte tecniche”. Ci sono gli atti che parlano, le relazioni di tutti gli arbitri che ho avuto (solo dopo aver fatto causa) un’ora dopo ave perso al Coni, eppure li avevo chiesti a dicembre. Se quella sospensione abbia influito, non posso e non voglio crederci. Anche se è stupefacente come abbiano cambiato un protocollo Uefa/Fifa dopo l’ultimo Inter-Napoli... Ormai la mano sul fuoco non la metto più su nulla o nessuno. Comunque sia feci la cosa giusta questi cori erano vergognosi e dovevano cessare, lo rifarei altre cento volte».

Chi l’ha fatta fuori?
«Dopo Rizzoli, parlai con il presidente dell’AIA, Nicchi. Ringraziandolo, prima di tutto. Perché sicuramente ho avuto la fortuna di arrivare in serie A e di questo sicuramente devo ringraziare Stefano Farina, un maestro che ci ha lasciato troppo
presto. Poi però a Nicchi ho chiesto una spiegazione, la risposta è stata tremenda: «L’arbitraggio va preso come un hobby, ora ne troverai altri». In quel momento ho deciso che avrei fatto di tutto per rispetto della mia professionalità, della mia famiglia e ffinché non succedesse più a nessuno dei miei colleghi. Non lo si può accettare... Sacrifici, tanti, e poi ti mandano via con un SMS? E perché è un hobby?»


Una battaglia per la dignità.
«In campo ci sono giocatori, allenatori, fisioterapisti, dirigenti. Tutti hanno un contratto di lavoro Nazionale, con tutte le garanzie previste da i contratti Nazionali, tranne gli arbitri. Che invece hanno una sorta di Co.Co.Co e una partita Iva e null’altro. Un arbitro non può essere un precario o pensare alla sua precarietà , quando sta dirigendo una partita di calcio in cui girano enormi interessi economici. Deve poter svolgere il suo lavoro serenamente e in autonomia sotto tutto i punti di vista. Questo è una garanzia non solo per lui ma per tutto il mondo del calcio».

Beh, avrà visto: si parla di reddito di cittadinanza, di TFR... Lei è fuori strada....
«Il reddito di cittadinanza è un provvedimento fatto per chi vive, purtroppo, in condizioni di disagio e semi povertà. Parlarne per gli arbitri è offensivo: per loro e per chi vive senza un reddito. Il TFR? E chi ha il contratto? Sarebbe meglio parlare di Trattamento di Fine Mandato. Che è sbagliato anche quello. Comunque, con questa mossa, l’AIA si è garantita da altri casi Gavillucci: chi avrà voglia di fare causa, rinunciando a 3mila euro al mese per due anni dopo le dismissioni?».

La sua battaglia in pillole: ha perso al TFN, ha vinto alla Corte federale che ha ordinato il suo reintegro, il Coni le ha dato torto. La sua però è non solo una cosa personale, ma anche una giusta causa. Si aspettava più appoggio dal calcio?
«Ho ricevuto stima e affetto da tanti miei colleghi - che per ovvi motivi non nomino, li metterei nei guai - da giovani arbitri, da società anche di serie A, da politici, da tanti presidenti di sezione, addirittura dai tifosi di squadre di calcio e la cosa mi ha imbarazzato. Un arbitro che tifosi ha? Non mi sono mai sognato di avere un appoggio formale. Ma di certo non mi aspettavo che, dopo due giudizi passati alla finestra, la Figc si costituisse contro di me al Coni, spalleggiando l’Aia, per ribaltare una sentenza della sua stessa Corte, screditandola. Considero Gravina una grande persona, capace di guardare lontano, ma la sua presa di posizione potrebbe aver spostato alcuni equilibri».

Qualcosa di positivo è arrivato...
«Sì, gli arbitri da quest’anno conoscono giustamente durante la stagione la propria media e la posizione che hanno in classifica e c’è un “ruolo VAR” in vista, che i vertici dell’Aia non avevano mai appoggiato».

Ha deciso di parlare, perché?
«Perché il mondo degli arbitri è chiuso, autoreferenziale, senza confronti. E questo ci fa apparire come arroganti, presuntuosi, egoisti. Ci fa guardare sempre con sospetto. Non è così, gli arbitri sono puliti, limpidi. Però nessun regolamento di un’Associazione anacronistica può limitare la libertà di espressione di una persona»

Il Coni ha stabilito che ha perso.

«Ma il dispositivo è inusuale, diverso da quelli che aveva emesso fino a quel momento. E onestamente la definizione «paiono sussistere» lascia perplessi, appare un pochino frettolosa. La Cassazione non può lasciare incertezze».

Ora cosa farà? Continuerà a fare l’arbitro nelle categorie provinciali?
«Continuerò la mia battaglia. Perché il Coni non ha specificato se la sentenza è nel merito o se ha rinviato tutto ad un nuovo grado di giudizio. Fra l’altro, con una tempistica sospetta (e non è stata l’unica volta), mi sono stati forniti atti e referti della scorsa stagione. E ci sono diverse cose che non tornano, gli avvocati (Gianluca Ciotti e Leonardo Guidi, ndr) mi dicono che ci sono gli estremi per riproporre la causa al TFN per “nuovi motivi aggiunti”. C’è chi ha preso quattro lettere di richiamo l’anno scorso, in un caso a fronte di un voto alto, o chi ha avuto valutazioni buone in partite di cartello a cui sono seguite evidenti sospensioni tecniche. Non voglio paragonarmi a nessuno. Ma se l’AIA riduce tutto ad una classifica di merito, perché per questo sono stato “condannato”, allora tutti dobbiamo correre con le stesse regole, predefinite e trasparenti».

Fonte:
Corriere dello Sport 02/04/19
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Re: Gavillucci: "Lotto per gli arbitri"

Messaggioda cammello il mar apr 02, 2019 10:41 am

E basta dai!!! Ora diventa pubblicità per il libro! Se sta agli avvocati gli fanno fare altre 25 cause pur di fare parcelle.
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Re: Gavillucci: "Lotto per gli arbitri"

Messaggioda Radici il mar apr 02, 2019 10:43 am

Arbitrare é un hobby, adesso trovatene un altro ? E lui quando se lo trova un altro hobby ? Vai Claudio non mollare!
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Re: Gavillucci: "Lotto per gli arbitri"

Messaggioda Salt il mar apr 02, 2019 11:00 am

Nicchi patetico, Claudio anche se non tornerai mai in campo continua la tua battaglia per liberare l' Aia da questo personaggio nefasto, ridicolo, presuntuoso e mi fermo qui per evitare problemi.....
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Re: Gavillucci: "Lotto per gli arbitri"

Messaggioda Dreamer il mar apr 02, 2019 11:36 am

Chapeau...
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Re: Gavillucci: "Lotto per gli arbitri"

Messaggioda arrigo il mar apr 02, 2019 12:46 pm

Francamente tutta l'intervista mi sembra piena di contraddizioni e di retorica.
Io non mi sento rappresentato / difeso da Gavillucci, credo che legittimamente puntasse ai soldi e che ora continui a mirare ad altri soldi (visibilità mediatica, libro, Tar, ...).
Dietro a tutto quello che ha fatto (incluse le partite che ha arbitrato all'OTS, con fotografi al seguito e spiegazioni didattiche ai giovani calciatori di periferia) c'è una chiara strategia, diretta dai suoi ottimi avvocati. E anche questo è legittimo.
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Re: Gavillucci: "Lotto per gli arbitri"

Messaggioda Galaxy il mar apr 02, 2019 1:14 pm

arrigo ha scritto:Francamente tutta l'intervista mi sembra piena di contraddizioni e di retorica.
Io non mi sento rappresentato / difeso da Gavillucci, credo che legittimamente puntasse ai soldi e che ora continui a mirare ad altri soldi (visibilità mediatica, libro, Tar, ...).
Dietro a tutto quello che ha fatto (incluse le partite che ha arbitrato all'OTS, con fotografi al seguito e spiegazioni didattiche ai giovani calciatori di periferia) c'è una chiara strategia, diretta dai suoi ottimi avvocati. E anche questo è legittimo.
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Quali sono le contraddizioni?
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Re: Gavillucci: "Lotto per gli arbitri"

Messaggioda jacksonfive il mar apr 02, 2019 1:15 pm

Ho massimo rispetto per Gavillucci e credo che abbia subito un trattamento molto discutibile.

Un appunto però devo farlo, che fosse tra i principali indiziati ad essere dismesso si sapeva, eccome se si sapeva.

Dirò di più, fino a maggio correva voce che i potenziali dismessi potessero essere tre, uno dei quali sarebbe potuto essere Calvarese.

Con Tagliavento sicuro, l'unica indecisione era per il numero di dismessi (2 o 3) ed uno tra Gavillucci e Pairetto.

Inutile dire che sappiamo come sia andata poi a finire.
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Re: Gavillucci: "Lotto per gli arbitri"

Messaggioda arrigo il mar apr 02, 2019 2:00 pm

Galaxy ha scritto:
arrigo ha scritto:Francamente tutta l'intervista mi sembra piena di contraddizioni e di retorica.
Io non mi sento rappresentato / difeso da Gavillucci, credo che legittimamente puntasse ai soldi e che ora continui a mirare ad altri soldi (visibilità mediatica, libro, Tar, ...).
Dietro a tutto quello che ha fatto (incluse le partite che ha arbitrato all'OTS, con fotografi al seguito e spiegazioni didattiche ai giovani calciatori di periferia) c'è una chiara strategia, diretta dai suoi ottimi avvocati. E anche questo è legittimo.
Farlo passare per un martire della libertà, pronto per essere beatificato, è troppo (per me almeno)

Quali sono le contraddizioni?


Una su tutte: non può dire questa cosa "Secondo lei, potevo avere sentore di essere dismesso?»
Sapevano tutti (anche qui) che Gavillucci era a forte rischio con l'aggiunta che gli arbitri CAN sapevano da fine marzo che i dismessi sarebbero stati 3.
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Re: Gavillucci: "Lotto per gli arbitri"

Messaggioda Addizionale2 il mar apr 02, 2019 2:18 pm

jacksonfive ha scritto:Ho massimo rispetto per Gavillucci e credo che abbia subito un trattamento molto discutibile.

Un appunto però devo farlo, che fosse tra i principali indiziati ad essere dismesso si sapeva, eccome se si sapeva.

Dirò di più, fino a maggio correva voce che i potenziali dismessi potessero essere tre, uno dei quali sarebbe potuto essere Calvarese.

Con Tagliavento sicuro, l'unica indecisione era per il numero di dismessi (2 o 3) ed uno tra Gavillucci e Pairetto.

Inutile dire che sappiamo come sia andata poi a finire.


Non mi soffermo nel commentare quello che è successo, e che ha detto e che ha fatto Claudio perché ho avuto modo di incontrarlo in più occasioni e so benissimo che persona è. Sono sicuro che non ha fatto niente di tutto ciò se non ne fosse stato convinto personalmente, ci sarebbero potuti essere dietro di lui anche i migliori avvocati d’italia. (E comunque se ci fossero stati forse avrebbe vinto la causa). Quello che dici tu è la conferma che le cose non vengono decise dal campo come vuole far credere L ‘aia altrimenti anche l’ultima partita può essere utile per la salvezza viste le differenze millesimali. Perché invece si sapeva di Calvarese di Gavillucci a rischio già da mesi prima? in base a cosa? Chi lo sapeva? Su quali basi venivano fatte le previsioni? L anno scorso sappiamo tutti chi sono stati i peggiori e Gavillucci non era e non è certo peggio di almeno 4/5 arbitri. Io la mia idea c’è L ho e che è quella che troppi Laziali in A non potevano coesistere e Gavillucci immeritatamente L ha pagata dal momento che La penna ( meritatamente) è stato promosso. Ora giustamente porta avanti una battaglia a mio avviso giusta e in maniera signorile, cosa non scontata per chi verrà dopo di lui.
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