Giustizia domestica AIA: il caso Nicolosi

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Giustizia domestica AIA: il caso Nicolosi

Messaggioda OldRef il lun giu 08, 2020 4:18 pm

Il Caso Nicolosi: onore passione e professionalità contro superficialità, dabbenaggine, offesa

Sapete chi è l’ingegner Nicolosi?

Uomo di prestigio prima ancora che Arbitro di prestigio.

Ha calcato i campi di tutta l’Italia come assistente di primissimo livello collaborando con il fior fiore degli arbitri italiani primo fra tutti il famoso corregionale Lo Bello.

Uomo di cultura, educazione e professionalità non comuni si è distinto nella sua professione con progettazioni di alto livello che nella sua Città (Catania) tutti conoscono. Tesserato AIA da oltre 60 anni.

Sapete di cosa lo aveva accusato l’AIA?

Aveva subito due esecrabili sentenze la prima delle quali lo aveva visto subire ben 2 anni di sospensione e la seconda (in appello) qualora non fosse stata ritenuta “esemplare” la prima gli aveva pure tolto la tessera.
A Nicolosi …. Ritirata la tessera.

Come se a Bartali avessero requisito la bicicletta e lo avessero inibito al ciclismo…Altro esempio italico simile che mi torna alla memoria fu l’abominevole pignoramento dei pianoforti di Arturo Benedetti Michelangeli nel 1968 che ci provocò la perdita del folle genio che rinnegò il suo paese con l’unica eccezione di un memorabile concerto nel 1980 in onore e memoria di Paolo VI

Perché Nicolosi viene ripudiato e punito? Quale abominio ha osato mettere in atto? Ecco il motivo: perché aveva proceduto ad una denuncia contro ignoti circa una serie di mail contenti minacce, offese e contumelie di ogni genere.

Il peccato originale ad incremento di questa così terribile violazione del regolamento di disciplina AIA consisteva nell’aver chiesto l’autorizzazione al Presidente Nicchi di poter sporgere tale denuncia contro il Sig. Saro D’Anna già plenipotenziario della Regione Sicilia come Presidente della sezione di Acireale (la stessa di Nicolosi), come CRA della Sicilia e come componente del Comitato Nazionale AIA a seguito di indizi e fatti piuttosto incontrovertibili.

Si noti che a quanto consta salvo rettifiche ( che saremo ben lieti di pubblicare in tal caso) tale D’Anna risulta anche essere uno dei grandi elettori di Nicchi.

Nicchi aveva rifiutato l’autorizzazione ed anzi aveva elogiato pubblicamente D’Anna in sede di assemblea nazionale.
Nicolosi, coraggioso, integerrimo non si ferma però.
L’onore per lui non è un vanto, una espressione di stile ma uno stile di vita .
Obbedisce e presenta denuncia contro ignoti. Non contro D’Anna.

Consideriamo anche che siamo in Sicilia. Senza ipocrisie ma il coraggio lì spesso ha un valore aggiunto.
Il gesto di Nicolosi è alto.
Non è la Sicilia denunciata da Sciascia anche nel saggio “La Sicilia come metafora” ma il gesto di un uomo retto, coerente con se stesso ed il suo credo.

E guarda un po’ il destino….e la solerte Procura …. a seguito della denuncia contro ignoti di Nicolosi proprio D’Anna è stato rinviato a giudizio dalla Procura di Catania per i reati ipotizzati nella denuncia.

Il processo è tuttora in corso e su questo non commenteremo mai per rispetto del sacro principio dell’innocenza fino a prova contraria.

Già ma Nicolosi?

State a sentire che trama da opera lirica che veniva instaurandosi.
D’Anna, in un primo momento fu squalificato dal tribunale federale 12 mesi, successivamente poi venne riabilitato dalla Corte Federale FIGC.

Certo Raciti , successore di D’Anna, fece dunque solerte segnalazione alla ferrea Procura Arbitrale (che ancora non riesco a comprendere giuridicamente che profilo abbia se non unilateralmente inquisitorio e dunque incostituzionale pure questa ma tant’è) dei fatti.

Reato di avere cioè presentato una denuncia contro ignoti per “fatti noti”.
Ode all’omertà e che nessuno si azzardi a spiegarmi il contrario poiché non è vero. Carta canta.
Quest’uomo coraggioso, decoroso continua la sua lotta con strumenti legali, aperti, di conoscenza .Senza strepiti.

Sapete cosa ha sentenziato il collegio di garanzia del CONI in maniera non impugnabile?

Ha annullato entrambe le due sentenze AIA restituendo senza possibilità di replica la tessera a Nicolosi che più di tanti altri la merita in assoluto.
Credo ed immagino ci sia stato pure imbarazzo da parte dei giudicanti nel leggere le goffe vicende narrate. Tesserato di spicco da oltre 60 anni, mai una macchia…vergogna.

Quasi per minimo indennizzo e per sommo scorno dell’AIA il Collegio ha anche condannato l’AIA alla tariffa massima di spese di giudizio €. 1.500. Non molto direte ma è il massimo ottenibile. Vale più di un milione di euro per Nicolosi, uomo di stile e di etica di altri tempi.

Il provvedimento lo vedrete in allegato.

Ecco questa vicenda potrebbe rappresentare la perifrasi di questo scorcio di secolo e di questa attuale gestione di un organo definito quale associazione privatistica ma udite udite figlia della Figc e finanziato con circa €. 50 milioni di fondi federali (e quindi pubblici)

Non importa il tuo passato, la tua storia che parla per te, il tuo impegno, la tua vita.

Lo sgarro ( si noti non il mancato rispetto della norma che Nicolosi mai ha posto in essere) il sottaciuto, l’interpretato ti può essere fatale cosiccome il denunciare atti o fatti contro la legge. Reati al contrario diremmo.

E i regolamenti surreali, improponibili, che regolano questa strana entità favoriscono tale situazione.
Senso di fedeltà e privacy verso l’organizzazione che diventa vessazione, processi( mi vien da ridere) sommari con decisioni spesso davvero che fanno suscitare triste ilarità perché applicano misure che poi vengono anche chiamate con nomi presi a prestito dai codici penali ma che assolutamente non ne ricalcano nemmeno l’apparenza.
Un disastro vero e proprio.

Quando ho letto questo provvedimento che si noti
Annulla in maniera definitiva tutto il precedente
Condanna alle spese “massime” l’AIA

Ristabilisce l’ordine ed il rispetto per una persona perbene
Ho subito detto…ora lo intervisto!

Poi mi è sovvenuto il divieto che esiste in tal senso nel codice di comportamento laddove recita rigorosamente che nessun contatto con la stampa può essere intrattenuto da alcun tesserato senza l’autorizzazione del Presidente AIA (ci risiamo….) e davvero mi son detta…ma dove siamo?

Allora spero di poter sentire i fantastici avvocati (Gianluca Ciotti e Pietro Continella) con il quale proverò a mettermi in contatto dopo che saranno uscite le motivazioni di questo provvedimento.
Dal risultato così incisivo comunque potremmo prevedere motivazioni piuttosto rilevanti!

Ma se Bertini non ha avuto nemmeno le scuse dopo essere tornato immacolato, sarà che neanche questo macigno possa smuovere le coscienze?
Che debba essere un attempato signore, glorioso e ardito, a rivendicare i suoi diritti vittoriosamente e non la pletora di baldi giovani che immagino periodicamente soffrono lo stile che ha attualmente questa organizzazione?
Spererei di no, ma sono sempre grata ai veri rivoluzionari , e Nicolosi lo è con grande stile.
La mediocrità lasciamola ai morti di fame che han sempre patito sete e povertà e quando trovano da che sfamarsi fanno come i Proci…

Nicolosi come Ulisse. Aspettiamo i suoi seguaci.

Con forza e passione, avanti
Cristina Parnetti e Fabio Bray
Link: https://www.kintsugi.associates/2020/06 ... 4-nVvsHT0o
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Re: Giustizia domestica AIA: il caso Nicolosi

Messaggioda odiorezzo3 il lun giu 08, 2020 5:56 pm

Tanto ormai, purtroppo, sono parole al vento. Speriamo che al Sommo non venga l'idea di pubblicare un libro, un codice comportamentale, come ha fatto l'oramai defunto "padre" del Turkmenistan.
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Re: Giustizia domestica AIA: il caso Nicolosi

Messaggioda lahir il lun giu 08, 2020 9:25 pm

Ci vorrebbe una seria revisione della giustizia domestica (sempre che ce ne sia davvero bisogno di avere una giustizia domestica), indirizzata verso una reale indipendenza dei giudici. Se vogliamo essere un'associazione ispirata a principi democratici, dobbiamo per forza di cose puntare ad avere un organismo giudicante indipendente.
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Re: Giustizia domestica AIA: il caso Nicolosi

Messaggioda Observer il mar giu 09, 2020 1:00 am

Vediamo di mettere alcuni puntini sulle i:

1) Le autorizzazioni a adire le vie legali, dai tempi dei tempi e per consolidata prassi, l’AIA le concede in caso di fatti di rilevanza penale che coinvolgano danni fisici per gli associati. E questo lo dico a ragion veduta e per esperienza sezionale diretta, dove ho visto concedere autorizzazioni in caso di fatti gravi che ledano l’integrità fisica degli Associati;
2) Pensateci bene prima di sputare contro la clausola compromissoria, perché tale clausola dai tempi dei tempi salvaguarda l’operato degli ufficiali di gara da cause civili e penali di qualsiasi tesserato FIGC. Voi la guardate in maniera unilaterale, ma quella clausola è li anche a salvaguardia del fatto che il primo che si alza la mattina non possa portare in un tribunale un Arbitro nell’esercizio delle proprie funzioni e prerogative;
3) Volete togliere la clausola compromissoria? Ne riparliamo la prima volta che un nostro associato viene portato in tribunale dal genitore di un calciatore che si rompe un piede in campo e che ritiene che il comportamento dell’Arbitro abbia favorito il cagiona mento del danno al figlio. Oppure la prima volta che un dirigente della società tizio e caio accuserà un Arbitro di aver diffamato un calciatore, portando come prova 3 compagni di squadra, oppure che lo accuserà in sede civile o penale di aver cagionato un danno economico alla società con una decisione errata e ingiusta, portando prove televisive di un errore nel concedere un calcio di rigore o per una decisione su una espulsione errata.
4) Fintanto che siamo in sede di giustizia sportiva, possiamo dire a noi stessi che la prova televisiva non vale, e che le testimonianze dei compagni di squadra sono inattendibili. In un processo accusatorio, l’onere della prova attesa inattendibilità grava su chi formula la riserva.

Come al solito, tanti di voi parlano di cose che capiscono appena, senza tener conto del quadro nel quale le cose succedono.

Ps: ci tengo a sottolineare che non entro nel merito della questione, primo perché non sono documentato, e secondo perché la ritengo così pruriginosa e complessa che meriterebbe una tesi di laurea e non un limitativo intervento in un post su un forum anonimo. Per quel che so, in ogni caso, l’ing. Nicolosi è persona stimabile, e quindi mi compiaccio per la sua vittoria.
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Re: Giustizia domestica AIA: il caso Nicolosi

Messaggioda OldRef il mar giu 09, 2020 9:48 am

Le regole di base sono corrette, purtroppo in questi anni abbiamo piu' volte visto come le stesse vengano interpretate dalla Giustizia domestica in maniera diversa a seconda di chi si ha di fronte, se sei un nicchiano te la cavi con una bacchettata sulle dita, se non sei un nicchiano rischi la tessera per qualsiasi infrazione marginale.
Nel caso specifico ricordiamo che è coinvolto questo galantuomo https://www.marsalalive.it/2016/09/19/c ... criminate/
Io davvero non so cos'altro debba capitare affinché tutti capiscano che l'AIA deve essere rinnovata totalmente nel suo management.
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Re: Giustizia domestica AIA: il caso Nicolosi

Messaggioda mammaAia il mar giu 09, 2020 4:44 pm

Observer ha scritto:Vediamo di mettere alcuni puntini sulle i:

2) Pensateci bene prima di sputare contro la clausola compromissoria, perché tale clausola dai tempi dei tempi salvaguarda l’operato degli ufficiali di gara da cause civili e penali di qualsiasi tesserato FIGC. Voi la guardate in maniera unilaterale, ma quella clausola è li anche a salvaguardia del fatto che il primo che si alza la mattina non possa portare in un tribunale un Arbitro nell’esercizio delle proprie funzioni e prerogative;
3) Volete togliere la clausola compromissoria? Ne riparliamo la prima volta che un nostro associato viene portato in tribunale dal genitore di un calciatore che si rompe un piede in campo e che ritiene che il comportamento dell’Arbitro abbia favorito il cagiona mento del danno al figlio. Oppure la prima volta che un dirigente della società tizio e caio accuserà un Arbitro di aver diffamato un calciatore, portando come prova 3 compagni di squadra, oppure che lo accuserà in sede civile o penale di aver cagionato un danno economico alla società con una decisione errata e ingiusta, portando prove televisive di un errore nel concedere un calcio di rigore o per una decisione su una espulsione errata.


Scusami Observer, puntini per puntini, ma la clausola compromissoria non salva nessuno da azioni legali. Se il genitore del ragazzino decide di denunciare l'arbitro all'autorità giudiziaria e lo fa...il procedimento giudiziario parte e procede (compatibilmente con il sistema giudiziario).
Poi...la clausola compromissoria metterà il tesserato fuori dalla FIGC, ma di certo non fermerà il processo.
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Re: Giustizia domestica AIA: il caso Nicolosi

Messaggioda marblearch il mer giu 10, 2020 8:35 am

Personalmente mi compiacio dell 'assoluzione di Nicolosi, persona stimata e stimabile. Per quanto riguarda la clausola compromissoria, attenzione che è il Presidente federale a concederla. E i vertici federali non gradiscono concederla per dissidi fra associati AIA. Di prassi le richieste vengono cassate. Correttamente a mio personale giudizio.
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Re: Giustizia domestica AIA: il caso Nicolosi

Messaggioda Observer il mer giu 10, 2020 8:46 am

mammaAia ha scritto:Scusami Observer, puntini per puntini, ma la clausola compromissoria non salva nessuno da azioni legali. Se il genitore del ragazzino decide di denunciare l'arbitro all'autorità giudiziaria e lo fa...il procedimento giudiziario parte e procede (compatibilmente con il sistema giudiziario).
Poi...la clausola compromissoria metterà il tesserato fuori dalla FIGC, ma di certo non fermerà il processo.


eccesso di enfasi retorica per la quale la puntualizzazione appare corretta.
resta il fatto che, spesso, se una famiglia si ingegna processi del genere è perchè sono degli invasati, e la prospettiva che il figlio fenomeno che arriverà sicuramente in serie A venga bandito dal gioco del calcio, è sicuramente un indiretto dissuasivo.

mi sono salvato in corner :-P
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Re: Giustizia domestica AIA: il caso Nicolosi

Messaggioda lahir il mer giu 10, 2020 11:31 am

Observer ha scritto:Vediamo di mettere alcuni puntini sulle i:



Non so se i puntini sulle i li volevi mettere al mio commento, tuttavia, preciso che sono assolutamente favorevole al mantenimento della clausola compromissoria (che comunque non evita i processi).

Il mio discorso è più generale: è necessaria una revisione di tutto il sistema della giustizia domestica, che deve essere e apparire terza.
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Re: Giustizia domestica AIA: il caso Nicolosi

Messaggioda Observer il mer giu 10, 2020 3:57 pm

lahir ha scritto:
Observer ha scritto:Vediamo di mettere alcuni puntini sulle i:



Non so se i puntini sulle i li volevi mettere al mio commento, tuttavia, preciso che sono assolutamente favorevole al mantenimento della clausola compromissoria (che comunque non evita i processi).

Il mio discorso è più generale: è necessaria una revisione di tutto il sistema della giustizia domestica, che deve essere e apparire terza.


no no ma va !!! non era diretto contro nessuno, volevo solo perorare la causa della clausola compromissoria perchè ha una estremamente valida ragion di esistere.

solo questo, nessun indirizzo ... come dire ... era solo un discorso "urbi et orbi"
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