La prima cosa che ha sottolineato Marcello Nicchi, presidente Aia, aprendo la conferenza di bilancio arbitrale della stagione appena conclusa, è stato l'apprezzamento di Petrucci, numero uno del Coni, per il rendimento dei direttori di gara italiani ("il vero scudetto è loro") ma l'aveva detto prima di Argentina-Messico e limitatamente al campionato...
CARRIERE - Nicchi ha insistito su una stagione positiva: " Se abbiamo vinto il campionato ora puntiamo alla Champions" ha parafrasato il presidente Aia. Che ha illustrato i cambiamenti in seno all'organismo arbitrale. Confermata l'autonomia decisionale "ma ne auspico una economica" ha chiosato - si avranno carriere arbitrali più rapide, con un sistema di promozioni.retrocessioni estremamente meritocratico e con applicazioni più veloci. "Se prima si restava 5 anni nella Can D ora si passerà a 3, e massimo 4 anni per la B" ha spiegato Nicchi. I migliori arriveranno alla Can A e ci resteranno solo mostrando le qualità necessarie. Gli organismi per ogni Lega sono stati snelliti, riducendo il numero di arbitri e cercando si proseguire il ringiovanimento, ma almeno per questo ultimo aspetto l'obiettivo va spostato avanti nel tempo, perchè la media Can A-B dello scorso anno era di 35 anni, la nuova Can A ha invece una media di 36 anni e mezzo mentre per la B l'età è di 34 anni e mezzo.
MERITI - Le Can saranno a tenuta stagna, non ci saranno passaggi di campionato all'interno della stessa stagione, salvo qualche eccezione: "Circa 35 gare di A saranno dirette da quelli che risulteranno i migliori della B, penso a tre massimo cinque elementi, per abituarli alla nuova realtà in vista della loro promozione l'anno successivo" ha illustrato Nicchi. Sarò comunque possibile che un arbitro della Can A diriga una sfida di B, ma solo in casi particolari come una finale play off. Saranno invece miste le designazioni per il ruolo di di Quarto Uomo. Sostanzialmente bocciata l'idea delle terne fisse "non sempre sono sinonimo di rendimento", anche se potrebbero ripetersi alcuni accoppiamenti.
DIALOGO - Gli arbitri non potranno parlare dopo le partite: "troppa stanchezza, si direbbero cose con poca lucidità", dice Nichhi. Su questo punto non si vede all'orizzonte alcuna apertura da parte dell'Aia, anche se Nicchi ha in mente un'altra idea. "Vorrei convocare degli incontri periodici a Coverciano tra Lega e Can di riferimento per discutere di eventuali problemi, anche alla presenza dei media". I rapporti tesi sono alla base del corto circuito sovente sfiorato tra arbitri e club, un fenomeno che, specie nelle realtà dilettantistiche, sfocia in aggressioni " che non possiamo accettare, esigiamo il rispetto per i nostri ragazzi".
Nell'ultima stagione sono stati 450 gli arbitri portati al pronto soccorso dopo essere stati aggrediti da giocatori, dirigenti e tifosi.
fonte: Corriere dello Sport
