Grazie per le coordinate, Buio.
Ho maturato un pensiero che vorrei condividere con tutti.
Tutti noi sappiamo quanto dura sia, in termini economici, la situazione attuale, con la conseguente sensazione crescente di "insicurezza sociale".
Ciò però, a mio avviso, non deve far scordare che siamo chiamati ad un gesto che - prima che tangibile - è anche simbolico: quello che si cerca di fare è di garantire ad Alessandro (ma potrebbe essere anche Tizio o Caio) la possibilità di arbitrare, di proseguire nella sua passione, perchè senza "obiettivi di carriera" ci si nutre di sola passione e amore per l'attività.
Tra le varie caratteristiche della nostra attività, la diaria - purtroppo o per fortuna - occupa un posto: quasi nessuno arbitra per soldi, dovendoli aspettare per mesi con gli importi fissi dal millennio scorso (a parte l'arrotondamento sull'euro, ma siamo OT), ma di certo l'aspetto economico è importante e la diaria è parte integrante del mandato arbitrale.
Per questo motivo sostengo che l'importo più adeguato per contribuire sia quello di una diaria (minima, da 27 Euro) che deve essere visto come un investimento per noi e per l'AIA. I 27 Euro sono simbolici in quanto "diaria", in quanto parte integrante del nostro mandato, lo stesso mandato che Alessandro merita di poter continuare a svolgere con la passione che lo ha sempre contraddistinto.
E' altrettanto chiaro che ognuno deve sentirsi libero di contribuire o meno alla raccolta in base al proprio convincimento ed alle proprie possibilità: tutte le donazioni, di qualunque importo esse siano, hanno uguale dignità. Chi vuole e/o può dare di più, si senta di farlo; chi può e/o vuole dare di meno si senta in ogni caso il benaccetto.
Sono sicuro che Alessandro non mancherà di pubblicare una rendicontazione accurata dei contributi e di come sono stati impiegati. Il fatto che abbia ben specificato la destinazione in beneficienza dell'eccedente gli rende onore.

