buon giorno, è terminato il corso di qualificazione per VMO
Massimo
arrigo ha scritto:Per qualcuno è poca cosa ma ricordo che ancora non hanno deliberato i benemeriti (hanno fatto CN il 30 luglio).
Il motivo sempre e solo uno: non togliere la benemerenza al Presidente decaduto
E se ancora esistono dei valori e un'etica, questo fatto è semplicemente scandaloso.
Ma forse mi illudo che ancora esistano valori che non siano quelli della conservazione del proprio posto a tavola (vedere foto delle quotidiane cene nell'isola maggiore)
OldRef ha scritto:Secondo quanto riportato oggi da Il Messaggero, le elezioni dell'AIA sono previste per sabato 10 ottobre, con Francesco Massini e Narciso Pisacreta indicati come i principali candidati alla presidenza.
Link articolo del giornalista Gianluca Lengua:
https://www.ilmessaggero.it/sport/calci ... 92332.html
Arbitri, è l’ora della rivoluzione
A ottobre sono previste le elezioni del nuovo presidente dell’Aia, ma il movimento ha bisogno di riforme.
Da quella elettiva all’intero sistema: l’ex presidente Figc Gravina ci aveva provato senza riuscire, ora tocca a Malagò
Con il cambio al vertice della Figc è finita in un cassetto anche la riforma arbitrale che l'ex presidente Gabriele Gravina aveva cominciato a delineare. L'arrivo di Giovanni Malagò in via Allegri avrebbe potuto dare una svolta immediata all'Aia, ma il nuovo presidente ha avuto casi più impellenti da risolvere. La polvere, però, non è sparita ma è solamente finita sotto al tappeto perché le crepe all'interno dell'associazione si fanno sempre più profonde e l'ipotesi di una nuova vicenda destinata a scuotere l'ambiente non può essere esclusa.
A seguito dell'inibizione di Antonio Zappi a 13 mesi, confermata dal Collegio di Garanzia presso il Coni lo scorso 28 aprile, l'ex presidente dell'Aia si è dovuto dimettere dal suo ruolo senza però che l'associazione venisse commissariata. Gravina, anche da presidente dimissionario, ci ha provato fino all'ultimo, salvo poi trovare il parere negativo dello stesso Collegio di Garanzia perché non si sarebbe trattato di un atto indifferibile. In sintesi, solo un presidente nel pieno delle sue funzioni avrebbe potuto commissariare l'Aia.
E allora la palla è passata a Malagò che, appena eletto, non si è sentito di mettere subito mano alle questioni arbitrali. Ha lasciato tutto invariato consentendo al comitato nazionale, lo stesso che era in carica durante l'era Zappi, di deliberare le nuove nomine per il settore tecnico arbitrale (Daniele Orsato responsabile della Can) e assegnare la carica di direttore tecnico (figura introdotta lo scorso luglio) a Domenico Messina. Una mossa che cambia gli equilibri in vista delle elezioni che sono previste il 10 ottobre (si attende l'annuncio per il 10 agosto ma c'è il rischio che slitti). Presenteranno sicuramente le loro candidature l'attuale vicepresidente vicario Francesco Massini (che proseguirebbe sul filone Zappi), l'ex arbitro Narciso Pisacreta e non sono escluse altre candidature. Non sarebbe più in corsa il vicepresidente Michele Affinito. E chissà se anche Gianluca Rocchi, finito al centro di un'inchiesta della Procura di Milano che poi si è chiusa con un'archiviazione (ora si attende soltanto la firma del Gip, prevista per i primi di settembre), abbia la voglia (e il sostegno) di presentarsi. Per ora resta una fantasia.
Le novità
Il nuovo presidente avrà il compito di restituire credibilità all'Associazione, magari proponendo anche una riforma elettiva per riscrivere il sistema elettorale e superare un modello da tempo contestato perché ritenuto poco rappresentativo della base arbitrale. Dovrà poi separare ulteriormente la parte tecnica da quella politica (l'inserimento della figura del dt va in quella direzione).
Infine, c'è il capitolo più delicato: il riordino dell'intero sistema arbitrale. Di questo se ne occuperà la federazione provando ad accontentare i fischietti, preservando l'autonomia, dando al movimento più risorse, professionalità e strumenti per crescere. Quella strutturata da Gravina non era in linea con le necessità dall'Aia. L'impianto è stato contestato sin da subito perché l'idea prevedeva una vera e propria Pgmol all'italiana, sul modello inglese: una società di diritto privato partecipata al 100% dalla Figc, autonoma dall'Aia, incaricata di gestire gli arbitri di Serie A e B.
La nuova struttura avrebbe avuto un proprio consiglio d'amministrazione indipendente, un budget dedicato, arbitri professionisti con contratti a tempo determinato, stipendio fisso e diritti d'immagine, mentre il designatore sarebbe stato scelto in base a criteri tecnici e non più attraverso le dinamiche associative dell'Aia.
Gli arbitri non contestavano il professionismo in sé, ma il modello di governance. Ritenevano inaccettabile perdere la propria autonomia tecnica e associativa, denunciando il rischio che i fischietti finissero sotto il controllo diretto della federazione e, indirettamente, delle leghe.
Dunque, tutto si è arenato. Adesso spetterà a Malagò, insieme al futuro presidente dell'Aia, studiare una riforma capace di preservare l'autonomia dell'Associazione e, allo stesso tempo, dotare gli arbitri di strumenti e risorse che ne favoriscano la crescita professionale.
javasup ha scritto:E' proprio necessario identificarsi in correnti?
Massimo68 ha scritto:chiedo scusa dell'off topic, ma sono uscite le designazioni del turno preliminare della Coppa Italia 2026/27 e non so dove scriverlo
Massimo
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