Serie A Calcio Femminile 12/10/2013

Documentiamo qui tutti i casi di aggresioni agli arbitri di cui veniamo a conoscenza, perchè non passino inosservati.

Serie A Calcio Femminile 12/10/2013

Messaggioda pintu84 il ven ott 18, 2013 11:09 am

Guardate un po' cosa è successo al collega Dall'Oco di Finale Emilia ->

A CARICO DI SOCIETA'

AMMENDA
Euro 1.000,00 NAPOLI CALCIO FEMMINILE
Perche' propri sostenitori dal 5º del primo tempo fino al termine della gara rivolgevano agli ufficiali di gara
cori offensivi e ingiuriosi gravemente lesivi della dignita' sia personale sia dell'intera classe arbitrale.Con
l'aggravante che a tale condotta partecipavano tre dirigenti della societa' precedentemente allontanati dal terreno di gioco.

A CARICO DIRIGENTI

INIBIZIONE A SVOLGERE OGNI ATTIVITA' FINO AL 16/ 8/2014

RICCIO RAFFAELE (NAPOLI CALCIO FEMMINILE)

Perche' al termine del primo tempo si introduceva indebitamente nello spogliatoio degli ufficiali di gara e
rivolgeva agli stessi reiterate frasi ingiuriose;invitato dall'arbitro ad uscire permaneva all'interno dello
spogliatoio costringendolo a chiedere l'intervento di altri dirigenti della societa' ospitante che dovevano
prelevarlo di forza per farlo uscire dai detti locali,mentre continuava a profferire frasi ingiuriose. Inoltre,dal 5º
minuto del secondo tempo ininterrottamente fino al termine della gara si posizionava in tribuna e partecipava
insieme ai tifosi a cori organizzati gravemente ingiuriosi e lesivi della dignita' sia personale della terna
arbitrale sia dell'intera classe arbitrale.

SQUALIFICA FINO AL 16/ 3/2014

SANTORIELLO GIANLUCA (NAPOLI CALCIO FEMMINILE)

Allontanato al 5º del secondo tempo per aver rivolto frasi ingiuriose nei confronti dell'arbitro,aggravava la sua
condotta laddove, posizionandosi in tribuna,partecipava insieme ai tifosi a cori organizzati gravemente
offensivi e lesivi della dignita' sia personale della terna arbitrale sia dell'intera classe arbitrale,
ininterrottamente sino al termine della gara.

A CARICO DI ALLENATORI

SQUALIFICA FINO AL 16/ 3/2014

DE MAIO FELICE (NAPOLI CALCIO FEMMINILE)

Allontanato al 5º del secondo tempo per aver rivolto frasi ingiuriose nei confronti dell'arbitro,aggravava la sua
condotta laddove, posizionandosi in tribuna,partecipava insieme ai tifosi a cori organizzati gravemente
offensivi e lesivi della dignita' sia personale della terna arbitrale sia dell'intera classe arbitrale,
ininterrottamente sino al termine della gara.

Inoltre vi è l'espulsione di due giocatrici napoletane per una giornata.Loro fanno casino e , invece di scusarsi e star zitti, montano un caso ->

http://www.larena.it/stories/Sport/5764 ... _tutto_ok/

Non ci sto sempre nemmeno a questa caccia all'arbitro.Questo andazzo deve finire.Un arbitro Cai non è un imbecille che si gioca la carriera e la tessera per una gara del genere, tanto più che Giacomo è una brava persona.Iuliano ha fatto scuola?

-- ven ott 18, 2013 3:00 pm --

Aggiungo una nota del Napoli Calcio Femm. Penso che quanto scritto si possa commentare da solo: http://www.calciodonne.it/it/campionati ... napoli-cf-
pintu84
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Re: Serie A Calcio Femminile 12/10/2013

Messaggioda strambox il mer ott 23, 2013 1:15 pm

Premesso che non avendo assistito alla partita, possiamo solo avanzare delle ipotesi, leggendo il tutto è palese che si cerca di scaricare ogni colpa sull'arbitro.

Ora, stiamo parlando di un arbitro CAI, non di un arbitro ancora sotto l'OTS, il che presume che abbia una certa esperienza, di conseguenza possiamo trarre un'unica conclusione, considerando che il calcio femminile (a mio avviso) molte volte è anche peggio di quello maschile per quanto riguarda il comportamento del pubblico: il caso è stato montato all'inverosimile dai soliti giornalisti che si limitano a prendere per oro colato quello che i dirigenti gli riferiscono. Vi sembra possibile che un ragazzo che ha ormai raggiunto un certo livello si vada a cercare rogne per una partita del genere? Io non credo, tanto più che da quel che vedo è stato designato anche per la settimana seguente.

Siamo semplicemente davanti all'ennesimo caso di diffamazione nei confronti dell'arbitro, e sarebbe anche ora che qualcuno "dall'alto" sia dia da fare per smentire queste persone che gettano fango sulla nostra figura. :redcard
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Re: Serie A Calcio Femminile 12/10/2013

Messaggioda Torquemada il mer ott 23, 2013 3:28 pm

Notare il leit-motiv di queste proteste, tutte uguali da sempre:

- L'arbitro ci ha insultato (possibilmente con toni di tipo razzista)
- Il dirigente allontanato, in oltre 450 anni di carriera, non è mai nemmeno stato lontanamente redarguito. E' la prima volta (!) che accade.
- L'arbitro ha voluto fare il protagonista (!!).
- Adiremo le vie legali in ogni sede per difendere l'onorabilità nostra (!!!)
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Re: Serie A Calcio Femminile 12/10/2013

Messaggioda Verdifra il mer ott 23, 2013 4:31 pm

strambox ha scritto:. Vi sembra possibile che un ragazzo che ha ormai raggiunto un certo livello si vada a cercare rogne per una partita del genere? Io non credo, :redcard


Eppure ti posso dire che in tante occasione con arbitri CAI al femminile, sapendo di non avere OA, ho notato comportamenti che in categoria non avrebbero mai avuto. Non da ultimo arrivare sul campo volontariamente e non per cirocstanze fortuite 30 minuti prima della gara.
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Re: Serie A Calcio Femminile 12/10/2013

Messaggioda pintu84 il mer ott 23, 2013 5:56 pm

Un conto è sbagliar facendo gli svampiti arrivando volontariamente all'ultimo 'tanto è femminile', un conto è insultare in modo razzista e far tutto quel pollaio.Non confondiamo due comportamenti censurabili, ma su due piani lontanissimi.Nessun arbitro Cai ha scritto Giocondo in fronte.La soc.Napoli C.F. , negli anni, è stata ripetutamente protagonista di ammende ricevute per i sostenitori, squalifiche a giocatrici e dirigenti.Che non vengano a far i santerellini sulla pelle altrui.
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Re: Serie A Calcio Femminile 12/10/2013

Messaggioda Verdifra il mer ott 23, 2013 8:59 pm

Pintu non ho pragonato le due cose assolutamente. Ho parlato di comportamenti che in categoria non avrebbero mai avuto.
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Re: Serie A Calcio Femminile 12/10/2013

Messaggioda AssistantRef il mer apr 23, 2014 4:16 pm

Appendice:

(280) – DEFERIMENTO DEL PROCURATORE FEDERALE A CARICO DI: GIACOMO DALL’OCO (Arbitro effettivo Sezione AIA Finale Emilia) - (nota n. 5026/248 pf 13- 14/AM/ma del 13.3.2014).

Con provvedimento del 18.03.2014, il Procuratore federale ha deferito a questa Commissione:
- Giacomo Dall’Oco, arbitro effettivo della Sezione AIA di Finale Emilia, per rispondere della violazione dei doveri di lealtà, correttezza e probità nonché dell’obbligo di osservanza delle Norme e degli atti federali, di cui all’art. 1, comma 1 condotta gravemente sleale e dell’art. 40, comma 1, 2 e 3 lett. a) e h) del Regolamento A.I.A. “perché, nel redigere il rapporto relativo alla gara
Fimauto Valpolicella – Napoli Calcio Femminile del 12.10.2013, valevole per il Campionato Nazionale di calcio di Serie A femminile, segnatamente in merito all’episodio accaduto al rientro negli spogliatoi al termine della frazione di gioco e al comportamento del Sig. Raffaele Riccio, Presidente e dirigente accompagnatore, in occasione della gara, del
Napoli Calcio Femminile, nell’esercizio del “potere (rectius: dovere) referendario” di cui all’art. 40, co. 3 lett. h), riportava comportamenti mai tenuti ed espressioni mai pronunciate dal dirigente partenopeo, causando allo stesso l’irrogazione dell’ingiusta sanzione definitiva di otto mesi e mezzo di inibizione”.
In particolare, il Sig. Dall’Oco nel proprio referto di gara imputava al Sig. Raffaele Riccio – dirigente partenopeo – di essere entrato nella spogliatoio riservato alla terna arbitrale, e di aver insultato – con frasi sconvenienti e volgari – esso arbitro e gli assistenti di linea.
Riferiva, inoltre, di essere stato costretto a chiedere l’intervento dei dirigenti della squadra ospitante (Fimauto Valpolicella) addetti al servizio di forza pubblica affinché prelevassero il Sig. Riccio, che continuava a inveire contro tutti.
A sostegno del deferimento la Procura ha depositato numerose deposizioni testimoniali, oltre al referto arbitrale e alle decisioni degli organi di Giustizia irrogative – proprio sulla base di quel referto – di sanzioni a carico del Riccio.

La difesa del deferito
Il Sig. Dall’Oco ha fatto pervenire breve memoria difensiva, con la quale ha ribadito la piena corrispondenza tra quanto accaduto e quanto refertato, sostenendo in particolare che:
- il Riccio si trovasse già all’interno dello spogliatoio al momento del rientro alla fine della prima frazione di gioco;
- le parole offensive riportate in referto sarebbero state pronunciate – all’interno dello spogliatoio – dal Riccio alla sola presenza di esso Dall’Oco, e non udite dagli assistenti di linea e dagli altri soggetti interrogati dalla Procura, i quali sarebbero rientrati nello spogliatoio qualche istante più tardi;
Alla riunione odierna
- il rappresentante della Procura federale Avv. Liberati ha concluso per l’affermazione della responsabilità del deferito e l’irrogazione della sanzione della sospensione per mesi 9 (nove).
Il deferito non è comparso.

I motivi della decisione
Il deferimento non è fondato.
1.- L’Ordinamento federale non reca alcuna norma in materia di preclusioni processuali discendenti dalla esistenza di un giudicato, si che l’applicazione di questo fondamentale Federazione Italiana Giuoco Calcio principio di diritto deve essere regolata e modulata secondo i principi generali sostanzialmente comuni a tutti gli ordinamenti.
Orbene - e proprio alla stregua di tali principi – è ragionevole sostenere che, all’esito della conclusione del procedimento disciplinare a carico del dirigente della Società Napoli Calcio femminile Riccio in ordine al comportamento di quest’ultimo, si sia formato un giudicato opponibile da tutti i soggetti dell’Ordinamento (ancorché non parti effettive del relativo procedimento).
In assenza, insomma, di una previa revocazione della decisione che ha accertato che il dirigente del Napoli fu autore della condotta che la Procura ritiene ora falsamente refertata dall’arbitro, la permanenza di tale originaria decisione varrebbe a precludere ogni ulteriore accertamento con essa incompatibile.
2.- Sotto altro profilo – non meno rilevante – devesi osservare come, nella specie, non si rinvengono le speciali circostanze (la esistenza “prevalente” di altri atti, muniti di fede privilegiata, che lo smentiscano; la contraddittorietà intrinseca dell’atto medesimo; il fatto notorio) idonee a privare il referto arbitrale in questione della fede privilegiata di cui esso generalmente gode ex art. 35 comma 1.1 condotta gravemente sleale.
A questo riguardo, devesi, in particolare, osservare come le dichiarazioni rese a seguito di convocazione da parte degli assistenti di linea (e che sembrano discostarsi dalla ricostruzione fattuale operata dall’arbitro) non rientrano tra gli atti ufficiali muniti di fede privilegiata ai sensi della norma citata.
3.- Da ultimo occorre considerare come – anche a voler ritenere che, allorché il procedimento investa direttamente l’estensore di un atto a fede privilegiata e abbia a oggetto la sua presunta falsità, tale fede privilegiata possa risultare logicamente attenuata, e, quindi, superabile dalla sussistenza di prove, di rango minore, ma univoche e concordanti – tali prove non sono rinvenibili nella specie.
Gli è, infatti, che la diversa ricostruzione dei fatti fornita dagli assistenti di linea (gli unici soggetti presenti nel relativo frangente) non appare sufficientemente plausibile ed esaustiva per superare quanto refertato dall’arbitro.
Anzitutto, entrambi gli assistenti (uno dei quali, peraltro, risponde alla relativa convocazione solo all’esito di numerosi inviti) rendono dichiarazioni obiettivamente non molto attendibili: (i) riferendo che il dirigente del Napoli che, nell’intervallo di gioco, aveva fatto indebito ingresso nello spogliatoio dell’arbitro per protestare, avrebbe, tuttavia, mantenuto una condotta educata (è evidente la contraddizione tra la dedotta pacatezza della interlocuzione e la incontestabile “violenza” della iniziativa che l’aveva originata) (ii) offrendo due ricostruzioni diverse in ordine ai motivi della protesta: la espulsione di una
giocatrice (Marcomini); il mancato rispetto delle segnalazioni di essi assistenti (Rouchdel).
Inoltre appare decisiva la circostanza che entrambi gli assistenti – pur dichiarando di essere stati presenti dall’inizio al termine dell’episodio in questione – non escludono categoricamente che il dirigente avrebbe pronunciato le frasi offensive refertate dall’arbitro (considerata la gravità delle frasi contestate e la presenza ai fatti da essi affermata, era da attendersi, sul punto, affermazioni del tutto chiarificatrici), ma si limitano a dichiarare di non aver “udito”, rendendo con ciò plausibile quanto riferito dall’arbitro in ordine al fatto che la frase in questione fu pronunciata allorché i due assistenti non erano ancora sopraggiunti.
P.Q.M.
proscioglie Giacomo Dall’Oco dalle incolpazioni a esso
contestate.

Fonte: http://www.figc.it
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Re: Serie A Calcio Femminile 12/10/2013

Messaggioda President il mer apr 23, 2014 4:42 pm

Bho?!
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Re: Serie A Calcio Femminile 12/10/2013

Messaggioda Drazen il mer apr 23, 2014 6:49 pm

Quindi perché è stato deferito? E da chi è stato deferito? Nel mese in cui era deferito e prima di questa sentenza poteva arbitrare normalmente?
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Re: Serie A Calcio Femminile 12/10/2013

Messaggioda missed_approach il mer apr 23, 2014 8:20 pm

Ma perchè usare quel linguaggio forente del chazz0?!
Una fatica bestiale per capire....accidenti a loro!!!
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