Il caso durante una partita a San Pancrazio. Intervngono poi i carabinieri per farlo uscire dagli spogliatoi.
Insulti a un senegalese. Furia dei giocatori contro il direttore di gara che per uscire sano e salvo dallo spogliatoio ha dovuto richiedere l’intervento del 112.Protagonista è un arbitro che,a pochi minuti dalla fine di una partita di calcio,ha dovuto fare i conti con i “malumori”
dei giocatori di una delle squadre.
Troppe azioni interrotte,troppi falli fischiati e,secondo quanto raccontato dal Tunisia F.C.,parole razziste. «Stai zitto negro» in questi termini l’arbitro del match,un parmigiano
di 28 anni,avrebbe messo fine alle rimostranze del capitano della squadra che chiedeva chiarimenti.
La partita, disputata al campo Stuard di San Pancrazio giovedì mattina,ha visto scontrarsi la formazione tunisina con la Pubblica Assistenza di Colorno.E l’arbitraggio non contenta i giocatori stranieri che lamentano punizioni che non esistono,falli,calci d’angolo fantasma:tutto per agevolare il Colorno.Così,a dieci minuti dalla fine,il capitano del Tunisia,un senegalese di 25 anni residente in città,chiede spiegazioni:«Perchè sempre contro
di noi? »,«Stai zitto negro» sarebbe stata la risposta del giudice di gara.Putiferio,
partita sospesa,arbitro che si rifugia nello spogliatoio e giocatori stranieri che lo
attendono sulla porta.E il 28enne inizia a temere per la sua incolumità.Ha il cellulare
con sé e,per uscire,richiede l’intervento del 112.I militari del Nucleo
radiomobile intervengono sul posto,agevolano l’uscita “in sicurezza” del 28enne e ascoltano le testimonianze del caso.Il racconto degli stranieri da una parte,quello dell’arbitro
dall’altra.La situazione viene riportata alla tranquillità e il capitano del Tunisia F.C.si è riservato la facoltà di sporgere denuncia per
ingiuria. (i. f.)
Da L'informazione di Parma.
Non essendo stato alla gara non me la sento di condannare il collega,senza essere certo di quello che è realmente accaduto,di contro,se quanto affermato dai calciatori tunisini fosse vero, beh consentitemi di dire che per una volta forse mi sentirei di giustificare qualcuno. E non l'arbitro.
