Trasformato in "dama di compagnia" di quegli arbitri che ha pesantemente offeso e addirittura aggredito. E' un vero e proprio contrappasso quello cui è stato "condannato" Paolo V., sedicenne calciatore del Canaletto Sepor di La Spezia, squadra del campionato allievi regionale. Il giudice sportivo Sebastiano Campisi ha, infatti, stabilito una pena accessoria che rappresenta una vera novità: nel corso delle otto giornate di squalifica che gli sono state inflitte dovrà trasformarsi in una sorta di "chaperon" dell'arbitro. Condannato alla cortesia.
Così, il giudice motiva questa decisione: "Considerata la giovane età del calciatore... al fine di favorire un adeguato processo educativo volto all'acquisizione dei sani principi dell'attività sportiva... si prescrive al giovane calciatore, nel corso del periodo della squalifica... di accogliere cortesemente il Direttore di Gara al momento del suo arrivo presso l'impianto sportivo, di accompagnarlo fino all'ingresso dello spogliatoio arbitrale e di attenderlo all'uscita degli stessi spogliatoi per salutarlo e riaccompagnarlo presso il punto di parcheggio dell'autovettura".
A vigilare sul rispetto delle prescrizioni dovrà essere un dirigente del Canaletto, sperando che non sia Mario Pesare, che si è guadagnato anche lui una squalifica di un mese perché aveva tentato di aggredire fisicamente lo stesso arbitro.
L'aggressività manifestata dal sedicenne spezzino appartiene ad una degenerazione dei comportamenti che gli arbitri liguri dell'Aia vivono con sempre maggior difficoltà tutte le domeniche. Ne è un esempio la condanna a cinque anni di squalifica, anche questa di ieri, decisa dal giudice sportivo regionale nei confronti di Domenico Napoli, giocatore 42enne del Cella (Prima categoria), che nel corso di un incontro con un pugno ha rotto il setto nasale all'arbitro 25enne.
Napoli si è pubblicamente scusato del suo gesto ma contro di lui pesavano oltre alla "gravità e pericolosità" del fatto, anche precedenti "sanzioni per gravi episodi di offese e minacce nei confronti degli arbitri" di queste ultime stagioni. Altri sintomi del malessere si scoprono tra le sentenze del giudice sportivo provinciale. Quella, ad esempio, che ha inflitto multe e squalifiche all'Anpi Casassa (campionato Giovanissimi) perché il tecnico Salvatore Aiello, dopo una decisione arbitrale, aveva addirittura ritirato la squadra dal campo. O ancora la squalifica per due giornate del campo del Torriglia 1977 (Seconda categoria), perché al termine dell'incontro con il Valtorbella qualcuno aveva lasciato aperto l'ingresso agli spogliatoi permettendo così a un teppista di raggiungere l'arbitro e "sbattendolo contro la griglia di recinzione, lo colpiva con un calcio ad una gamba e un pugno al volto.... I dirigenti della società non hanno collaborato all'identificazione del colpevole". Per i maggiorenni, però, la rieducazione alle buone maniere sembra tempo perso. Meglio multe e squalifiche.
fonte: http://genova.repubblica.it/cronaca/201 ... -14351176/
