Basket, pugno in faccia all'arbitro reggiano

Documentiamo qui tutti i casi di aggresioni agli arbitri di cui veniamo a conoscenza, perchè non passino inosservati.

Basket, pugno in faccia all'arbitro reggiano

Messaggioda zilidjan91 il mar mag 31, 2011 10:01 am

Basket, pugno in faccia all'arbitro reggiano
Reggio Emilia, 30 maggio 2011 - Episodio assurdo nella semifinale play-off di serie D tra Castello 2001 Piumazzo e Giardini Margherita Castenaso. A farne le spese un giovane arbitro reggiano che ha ricevuto un pugno in pieno volto finendo per terra dolorante. Una v icenda che, nello sport, non si dovrebbe mai raccontare. E che, invece, questa volta, è successa realmente. E, allora, ecco l’amaro resoconto di una serata bruttissima.
Si gioca nel modenese: i padroni di casa devono vincere per portare la serie alla bella, dato che gli avversari, per il miglior piazzamento in stagione regolare, partono già avanti 1-0.

Pubblico delle grandi occasioni e tensione agonistica alta, ma tutto ciò non giustifica, come detto, quanto accade a metà del terzo quarto e a farne le spese è il giovane arbitro di Bibbiano Andrea Cassinadri (nel tondo), 20 anni, che viene letteralmente steso da un pugno del giocatore bolognese Ceredi, sferrato all’improvviso, a gioco fermo, mentre il fischietto sta segnalando al tavolo una decisione (nella foto a destra scattata da Stefano Manfredi l’arbitro è a terra dopo essere stato colpito dal pugno).


Un gesto sconsiderato, un vero e proprio ‘gancio’ in stile boxe, dopo che la partita, nelle azioni precedenti si era già surriscaldata, con lo stesso Ceredi protagonista di un fallo molto duro e di alcune intemperanze verbali. Avvenuto l’episodio, consultatosi con l’altro l’arbitro Alberto Simonazzi, anche lui reggiano, Cassinadri preferisce continuare a dirigere la partita. Una decisione coraggiosa, che evita ai Giardini la sanzione più pesante. Infatti, se gli arbitri avessero ritenuto che erano venuti meno i presupposti per continuare, non solo la gara, ma la serie sarebbe stata vinta a tavolino dal Castello 2001.


Alla fine, la squadra di casa si è, comunque, imposta 77-67, rimandando il verdetto alla bella di mercoledì, che si giocherà a Castenaso. Dove si spera che torni in primo piano lo sport giocato. Quanto a Ceredi, giocatore a fine carriera, facile immaginare per lui una squalifica lunghissima.

Da:Il Resto del Carlino, http://www.ilrestodelcarlino.it/reggio_emilia/sport/basket/2011/05/30/515127-basket_pugno_faccia.shtml c'è anche la foto
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Re: Basket, pugno in faccia all'arbitro reggiano

Messaggioda C1-P8 il mar mag 31, 2011 11:31 am

Do la piena solidarietà al collega (so cosa significa ricevere un "regalo" da un giocatore). Per il resto non condivido la scelta di portare a termine la gara con non so quale condizione psicofisica... La sospensione avrebbe inoltre fatto perdere la serie alla squadra... così facendo sarebbe stato un bel messaggio per tutti...
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Re: Basket, pugno in faccia all'arbitro reggiano

Messaggioda zilidjan91 il mer giu 01, 2011 8:52 am

Reggio Emilia, 31 maggio 2011 - Ha steso l’arbitro con un pugno. Jarno Ceredi, 38 anni, un metro e 93 di altezza, una vita per il basket, sabato sera ha tirato un gancio ad Andrea Cassinadri, 20 anni, di Bibbiano, studente e segretario comunale per la Lega Nord. Il fischietto si è rialzato e ha continuato la partita, giocata a Castelfranco, tra Piumazzo e Castenaso. A fine partita Cassinadri è andato all’ospedale per farsi visitare. La prognosi è inferiore ai venticinque giorni. L’arbitro non parla. La Federazione gli ha imposto il silenzio. In queste ore Cassinadri sta valutando se denunciare penalmente il giocatore di basket.
Ceredi, è impazzito?
«Non ero in me. Ho avuto un black out. Mi sono accorto di aver dato un pugno solo nel momento in cui ho visto l’arbitro a terra...».
Ma com’è possibile?
«Sono andato fuori di testa. Non mi era mai successo in 30 anni che gioco a basket. Ma ero molto teso, nervoso...».
Per una partita?
«Due settimane fa è morta mia mamma. Un giorno prima della partita è stata cremata. Non ero nelle condizioni psicologiche giuste per giocare a pallacanestro. Dovevo restare a casa».
Il gesto è deplorevole. Ma dopo quello che ha detto, lei ha delle attenuanti.
«Resta il fatto che ho sbagliato. L’ho capito appena ho sferrato il pugno: ho visto l’arbitro a terra e subito mi sono detto ‘cos’ho combinato?’».
Poi che ha fatto?
«Sono andato in panchina, ho preso le chiavi dello spogliatoio e me ne sono andato».
Già prima del pugno lei aveva dato segni di nervosismo.
«La partita si è subito incanalata in modo sbagliato: gli avversari l’hanno messa subito sulla bagarre, gomitate a destra e sinistra, e gli arbitri fischiavano a loro favore».
Inevitabile innervosirsi.
«Proprio così. L’azione prima del fattaccio l’ho detto all’altro arbitro: ‘va a finire male’. Poi mi Cassinadri mi ha fischiato un fallo antisportivo e io ho perso la testa».
A fine partita?
«Si è presentato il babbo dell’arbitro nello spogliatoio. Voleva capire cosa fosse successo. Io gli ho chiesto di portarmi da suo figlio: siamo andati e gli ho chiesto scusa. La sua risposta? Nessuna».
Si rende conto che l’arbitro ha un’età che potrebbe essere suo figlio?
«Lo so, lo so. Ma quando vedi nero, non c’è nulla da fare. Io l’avevo solo sentito dire dai compagni, perché a me non era mai successo: quando ti capita il black out è la fine».
Sarà colpito da una dura squalifica.
«E dire che in trent’anni di carriera non ero mai stato espulso. Mai preso un fallo tecnico...».
Se lei fosse il giudice sportivo che squalifica si darebbe?
«Già il fatto di non giocare semifinale e finale è una grande delusione. Direi da sei mesi a un anno. Ma mezza stagione sportiva basterebbe».
Un po’ poco. Lei ha dato un pugno all’arbitro.
«Una forte sberla. Se fosse stato un pugno gli avrei spaccato tutti i denti. E comunque non mi importa della squalifica. Io di giocare a basket avevo già smesso per stare vicino a mamma».
Lei ha un figlio di 5 anni. Come gli spiegherà il suo gesto?
«Dirò che ho sbagliato. Qualcosa gli ha già accennato sua madre. Lui le ha chiesto se mi avevano messo in carcere...».
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Re: Basket, pugno in faccia all'arbitro reggiano

Messaggioda tony il mer giu 01, 2011 9:17 am

Mi dispiace per la madre di questo Ceredi, ma se lo ha influenzato in questo modo, non doveva giocare. Facile a dirlo ora, ma tra lui e l'allenatore dovevano cogliere questa cosa.
Un po' difficile sostenere che è stato un momento di blackout, dopo aver detto ‘va a finire male’, un fallo tecnico e un antisportivo.
Va da sè che a lui 6 mesi o 6 anni di squalifica cambierebbero poco, ma mi sa che il figlio di 5 anni ha un'idea un po' più chiara della gravità della cosa.
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Re: Basket, pugno in faccia all'arbitro reggiano

Messaggioda zilidjan91 il ven giu 03, 2011 6:54 pm

E SONO 2
Forlì, 3 giugno 2011 - All'improvviso, la follia. Mancano due minuti e cinquantatré secondi alla fine del primo quarto, l’Aics Forlì è in vantaggio sui piacentini di Roveleto per 16-13, e ci sono due tiri liberi a favore. L’autore del fallo è Gianluca Miccoli, numero 17, pivot trentenne, 201 centimetri. L’argentino di Forlì Carlos Massari ha iniziato con 9 punti su 16 dei suoi, marcato proprio da Miccoli. Mancherebbe ancora una vita per rimediare. Ma non c’è più tempo, nel timer del piacentino, la luce si spegne: Miccoli si avvicina a uno dei due arbitri, il bolognese Matteo Bergami, 26 anni, originario di San Pietro in Casale, lo spinge. Lui fischia un fallo tecnico. Prima riceve una testata, poi un pugno. Due. Sembra una scena di boxe, con la giacchetta grigia stretta a un angolo del campo. I colpi lo mandano a terra, contro le transenne dello storico palazzetto Villa Romiti, il viso subito trasformato in una maschera di sangue.

E’ un gesto folle, quello che mette fine a garadue della finale per la promozione in C dilettanti e fa scendere il sipario sul campionato. Tutt’intorno, gli altri restano calmi, quasi a sottolineare ulteriormente l’insensatezza assoluta del gesto. Allontanano Miccoli, che sarà portato dai carabinieri in caserma per la deposizione. Per Bergami è necessario chiamare un’ambulanza: è probabile la frattura del setto nasale. Il pubblico, accorso numeroso per quella che sperava fosse una festa promozione (l’Aics aveva vinto garauno 51-61, domenica scorsa, e poteva chiudere i conti), rimane attonito. Finché lo speaker non gracchia l’annuncio: «L’arbitro non è in grado di riprendere il gioco, la partita è so-spe-sa». La squadra di casa si concede un saluto al pubblico, riceve una pioggia di applausi. Quando la federazione avrà ratificato l’inevitabile 20-0 a tavolino a favore dell’Aics, i forlivesi avranno chiuso la stagione con un ruolino di undici vittorie sulle ultime tredici, una marcia da promozione, che infatti è arrivata. Ma non sul campo. E infatti non c’è voglia di fare festa. Capitan Gaiotti resta appoggiato ai cartelloni pubblicitari. Coach Chiadini abbraccia le sue bimbe, ma senza sorriso. «Una cosa del genere non l’avevo mai vista in tanti anni di carriera — si guarda attorno sconsolato l’allenatore forlivese —. Sì, adesso mi aspetto il 20-0 a tavolino. Mi sembra il minimo. Abbiamo vinto il campionato. Ma è uno schifo farlo in questo modo... Ci hanno tolto il gusto di farlo davanti alla nostra gente».

E LA FEDERAZIONE INTERVIENE

Basket e violenza sugli arbitri,
niente gare nel weekend
La Federazione sollecita «gli organi federali a intervenire per tutelare i direttori di gara e i tesserati»

Niente competizioni per tre giorni - da venerdì fino a domenica compresa - al fine di stigmatizzare con forza l’esplosione di violenza, sui parquet, che hanno visto coinvolti, loro malgrado, diversi direttori di gara. È quanto ha deciso il comitato regionale dell’Emilia-Romagna della Federazione Italiana Pallacanestro.

Il comitato, si legge in una nota, «condanna con estrema fermezza gli episodi di violenza verificatisi sui campi di gioco, addirittura tre negli ultimi giorni di cui due con prognosi di 20 giorni». Nell’esprimere «totale solidarietà agli ufficiali di gara vittime di tali gesti ingiustificati e ingiustificabili» e riservandosi «di adottare qualsiasi tipo di intervento atto ad evitare il ripetersi di tali incidenti», il comitato regionale con il sostegno della Fip nazionale, «ha deciso di sospendere tutte le competizioni dal 3 al 5 giugno compresi».

Inoltre, prosegue, la nota, si invitano «le società, i tecnici, gli atleti e i sostenitori ad adoperarsi affinchè l’agonismo non tocchi punte di esasperazione tanto elevate da sfociare in gesti che nulla hanno a che fare con le competizioni sportive». Infine, si sollecitano, «gli organi federali ad intervenire con azioni tese a tutelare i direttori di gara e - conclude la nota - i tesserati partecipanti agli incontri». (fonte Ansa)

Non voglio fare quello che si lamenta sempre, però nel calcio, accadono 100 di questi casi e non si fa nulla.
Questo perchè nel basket la violenza sull'arbitro è una NOVITA', nel calcio è PRASSI.
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