Doraemon ha scritto:Tutto si basa su cosa hanno scritto i colleghi: è chiaro e lampante che se costoro non hanno manifestato al giudice sportivo le cause di interruzione in modo appropriato, questi manderà a ripetere le gare.
Soluzione?
- se la situazione è gestibile si può gestire, eventualmente in pro forma, argomentato poi efficacemente
- se la situazione non è gestibile bisogna farlo capire bene nel referto.
In entrambi i casi sarebbe buona norma interpellare l'OT e farsi aiutare nella compilazione del referto: molto spesso parole apparentemente simili hanno un peso differente e queste sono le situazioni nelle quali ballano felicemente i ricorsi.
l'errore sta
o nella stesura del rapporto (l'italiano è una lingua tanto bella e ricca di parole. Utilizziamole tutte e in modo appropriato)
o è stato frainteso il concetto di " sentirsi minacciato" , significato del termine che purtroppo dipende da persona a persona. C'è chi anche se minacciato continuerebbe la partita altre 4 ore perchè si carica di piu. C'è chi dopo 3 vaffa sospenderebbe la partita. Scrivere chiaro, sempre
-- gio feb 04, 2016 1:20 pm --
Drazen ha scritto:Verissimo ciò che dite, ma nel secondo caso il giudice sportivo scrive "a seguito dell'espulsione, ha tentato di colpirlo".
Qua c'è chiaramente un motivo per sospendere la gara...
tentare di colpirlo...e poi? se questo tenta di colpirlo, ma poi se ne va, portato via dai compagni o dai dirigenti, le condizioni per proseguire ci sono. a meno che non siano solidali con lui i calciatori della sua squadra, ma salvo casi estremi, quasi sempre i compagni portano via il "reo"