all'arbitro!
all'arbitro! Buio ha scritto:Tutto ciò premesso, la presente richiesta viene avanzata all'attenzione di codesta Spett.le Corte di Giustizia Federale in quanto le motivazioni asserite dal direttore di gara nel proprio referto, che hanno portato alla decisione dell'Ill.mo Giudice Sportivo, sono totalmente prive di fondamento e assolutamente non veritiere.
Buio ha scritto: Nel merito delle frasi a me ascritte nel rapporto di gara, in primo luogo voglio sottolineare che il lessico e gli epiteti ivi riportati non appartengono alla mia persona, alla mia educazione ed al mio modo di pormi con rispetto ed educazione verso tutte le componenti del gioco del calcio (in primis giocatori e dirigenti avversari, direttori di gara e organi federali).
Interpreto il ruolo di tecnico di una squadra del settore giovanile dilettantistico con finalità strettamente educative, cercando di insegnare ai ragazzi il gioco del calcio, l'attenzione verso ogni componente (i membri della società sportiva, gli avversari, i direttori di gara, ecc.) ed il rispetto delle regole, dei materiali e dei luoghi di ritrovo (spogliatoi, attrezzature per l'allenamento, ecc.): in nessun momento dimentico che il mio ruolo corrisponde a quello di un educatore verso ragazzi di 16 anni nel pieno della maturazione psico-fisica. Questo è il principio fondante del mio impegno.
Addivenendo alla partita del 15 maggio 2010, in campo si affrontavano due squadre estremamente diverse: l'Atletica del Po era composta interamente da ragazzi del 1993 che avevano ultimato la stagione 2009/2010 con buoni risultati nel campionato “allievi regionali”, mentre la mia squadra aveva concluso la propria stagione al quint'ultimo posto del campionato “allievi provinciali” ed in campo era formata da dieci ragazzi nati nel 1994 e da un solo giocatore del 1993: nonostante queste importati differenze fisiche e tecnico-tattiche, la prima frazione di gioco si era conclusa con il risultato in perfetta parità ed a reti inviolate.
Nella prima metà del secondo tempo ho protestato nel merito di alcune decisioni di gioco assunte dal direttore di gara, ma ribadisco di non aver espresso alcuna considerazione lesiva e/o offensiva: ho manifestato il mio disappunto specificandone sempre il motivo (ad esempio ricordo una rimessa laterale invertita ed alcuni contrasti di gioco che ritenevo non regolamentari) senza aggiungere ulteriori commenti all'operato del direttore di gara.
Ho avanzato un'ulteriore protesta in occasione del gol che ha portato in vantaggio la formazione dell'Atletica del Po: in tale circostanza l'arbitro ha decretato correttamente un calcio di punizione a favore della squadra avversaria e, prima della sua battuta, ha autorizzato una sostituzione nelle fila della medesima squadra avversaria. Ultimata la sostituzione i calciatori dell'Atletica del Po hanno calciato la punizione prima che il direttore di gara fischiasse per decretare la ripresa del gioco.
All'atto della mia protesta, il direttore di gara si è giustificato dicendo di non aver fischiato in quanto la mia squadra non aveva “chiesto la distanza” (facoltà semmai in capo al giocatore che calcia la punizione, e non alla squadra che deve difendersi) ed avvisandomi di un eventuale allontanamento dal campo in caso di ulteriori proteste.
Poco dopo, a seguito di un fallo da tergo (“sgambetto” quando era ormai impossibile cercare l'intervento sul pallone) commesso da un calciatore dell'Atletica del Po, ho richiesto al direttore di gara di decretare l'espulsione del giocatore in ragione della palese volontarietà del gesto antisportivo (circostanza in cui sono entrato nel terreno di gioco per circa cinque metri), ma il direttore di gara ha stabilito di sanzionare con l'ammonizione il giocatore e mi ha contestualmente invitato ad abbandonare il terreno di gioco.
Alla notifica del provvedimento ho esclamato che ritenevo questo atteggiamento ridicolo e mi sono immediatamente diretto verso l'uscita dal terreno di gioco, senza formulare altre e diverse considerazioni sulla persona e sull'operato del direttore di gara. Come già sopra evidenziato, dichiaro di non aver riferito alcuna frase verso gli organi federali e di giustizia sportiva.
Uscito del recinto di gioco, mi sono recato nelle vicinanze del pubblico ed ho guidato i ragazzi per la restante parte della gara (circa quindici minuti di gioco), al termine della quale mi sono altresì premurato di stringere la mano a tutti i giocatori, dirigenti e tecnici della squadra avversaria.
Ritengo importante evidenziare questo fatto per testimoniare il clima sereno che contraddistingueva il finale di gara, senza alcun accenno polemico, e ciò stride profondamente con quanto riportato dal direttore di gara nel proprio referto.
Buio ha scritto: In ultima analisi, ritengo utile provare l'assoluta infondatezza di quanto asserito dal direttore di gara con un ragionamento opposto rispetto a quanto illustrato sino ad ora:
- ipotizziamo, e ripeto trattasi di una mera ipotesi a titolo esemplificativo, che nel corso della partita io mi ritenessi al di sopra di tutte le parti, intoccabile ed impunibile, ed abbia assunto l'atteggiamento descritto dal direttore di gara nel proprio referto;
- ipotizzato quanto descritto al precedente punto, perché le mie proteste si sarebbero limitate esclusivamente al momento di notifica del provvedimento di allontanamento dal terreno di gioco? Perché non ho proseguito con insulti, epiteti e minacce verso il direttore di gara e gli organi federali anche una volta uscito dal terreno di gioco oppure al termine della gara ed al rientro negli spogliatoi? Perchè avrei “tirato in ballo” organi federali e di giustizia sportiva ben sapendo di disputare un torneo riconosciuto dal comitato regionale?
- ipotizzando invece che quando descritto al primo punto sia dovuto ad un “raptus di follia”, perchè mi sarei “limitato” (se così di può dire…) ad inveire verbalmente e con toni assolutamente gravi, ma non avrei cercato il contatto fisico con il direttore di gara?
Buio ha scritto:Ritornando nel campo della sola realtà dei fatti avvenuti sul terreno di gioco, questi esempi vengono riportati al solo scopo di constatare, mio malgrado, la totale non veridicità di quanto asserito dal direttore di gara nel proprio referto, che anzi ritengo sin d'ora lesivo della mia persona, dei miei principi, della mia dignità e della mia educazione.
Resto infine stupito dai contenuti delle gravi frasi a me ricondotte nel referto arbitrale, a mio parere lesive dell'immagine e del ruolo degli organi federali ancor più che di quella del direttore di gara, che anzi sembrerebbero costruite “ad arte” per impedire qualsivoglia forma di contraddittorietà e per assicurare l'erogazione di una pesante sanzione disciplinare nei miei confronti (come difatti avvenuto con il provvedimento adottato dall'Ill.mo Giudice Sportivo del Comitato Regionale della Lombardia, e non poteva essere altrimenti!).
Buio ha scritto:Nel corso della mia esperienza da tecnico del settore giovanile sono stato allontanato dal terreno di gioco in altre due-tre circostanze, sempre per proteste, ma mai per aver rivolto alcuna offesa oppure aver assunto comportamenti lesivi della persona e del ruolo del direttore di gara.
Buio ha scritto:Paragrafo 3: conclusioni e motivazioni
Per tutte le ragioni sopra illustrate, con il presente testo si dichiara l'assoluta infondatezza e non veridicità dei fatti descritti dal direttore di gara rispetto a quanto avvenuto sul terreno di gioco nell'ambito della partita Atletica del Po – Casalpusterlengo Juv. della categoria “allievi” disputata in data 15 maggio 2010 nel Comune di Santa Cristina e Bissone (PV).
Ai sensi di quanto previsto Titolo IV, art. 39, del Codice di Giustizia Sportiva si chiede a codesta Spett.le Corte di Giustizia Federale di dichiarare ammissibile il presente ricorso (in quanto presentato entro il termine di 30 giorni dalla data di pubblicazione del provvedimento sanzionatorio) e di revocare/rivedere il provvedimento riportato nel Comunicato Ufficiale n. 44 emanato in data 20 maggio 2010 dal Comitato Regionale della Lombardia, del quale si allega estratto quale parte integrante e sostanziale.
Io sottoscritto Matteo Uccellini mi dichiaro sin d'ora disponibile per l'eventuale convocazione allo scopo di fornire ogni testimonianza e chiarimento che riteniate opportuno.
Per una maggiore completezza degli atti, oltre che per eventualmente consentire l'audizione delle altre parti coinvolte nella gara in trattazione, unisco inoltre copia delle distinte da gioco e del relativo referto arbitrale.
Nel rimanere a Vs. disposizione per ogni collaborazione riteneste necessaria, si coglie l'occasione per porgere distinti saluti.
M_U
- ipotizzato quanto descritto al precedente punto, perché le mie proteste si sarebbero limitate esclusivamente al momento di notifica del provvedimento di allontanamento dal terreno di gioco? Perché non ho proseguito con insulti, epiteti e minacce verso il direttore di gara e gli organi federali anche una volta uscito dal terreno di gioco oppure al termine della gara ed al rientro negli spogliatoi? Perchè avrei “tirato in ballo” organi federali e di giustizia sportiva ben sapendo di disputare un torneo riconosciuto dal comitato regionale?
w1llys ha scritto:Se fosse vero (lasciatemi il dubbio) che il Bastia ha cominciato il secondo tempo in 11 grazie all'autorizzazione del direttore di gara, credo che la stagione dell'arbitro comincerà con una lunga (e giusta) sospensione.

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