Anche Moggi impugnò un provvedimento della Giustizia Sportiva avanti il Tar prima ed il Consiglio di Stato poi. Il Giudice d'appello respinse il ricorso volto ad annullare la sanzione (50.000 euro di ammenda) dichiarando il proprio difetto di giurisdizione (Il Giudice ha cioè detto: l'ordinamento non mi attribuisce il potere di annullare la sanzione).
Ha tuttavia precisato di potersi pronunciare sull'eventuale diritto al risarcimento del danno: in altri termini un tesserato che ritenga ingiusta una sanzione potrà infine adire la Giustizia amministrativa non già per veder cancellata la sanzione (rimarrebbe quindi squalificato per tot tempo), ma per la condanna della FIGC a risarcire il danno da "ingiusta" sanzione: "Il giudice amministrativo può, quindi, conoscere, nonostante la riserva a favore della “giustizia sportiva”, delle sanzioni disciplinari inflitte a società, associazioni ed atleti, in via incidentale e indiretta, al fine di pronunciarsi sulla domanda risarcitoria proposta dal destinatario della sanzione." (Cons. St., Sez. VI, 24 settembre 2012)
