Proteste e minacce all’arbitro,Papà-dirigente rovina la gara
La Sorgente-Acqui, fra i Giovanissimi, sospesa dopo indegno show
GIOVANNI FACELLI
ACQUI TERME
Sicuramente ai ragazzi che erano in campo resterà un ricordo molto amaro: il derby La Sorgente-Acqui, del campionato regionale Giovanissimi 1999, ha avuto un epilogo vergognoso.
Agonismo e un gol per parte sono stati vanificati da qualcosa che con lo sport nulla c’entra. Se a correr dietro al pallone c’erano compagni di scuola che vestivano maglie di squadre diverse, su una delle due panchine ecco un padre, dirigente accompagnatore dei gialloblù della Sorgente, allontanato nel primo tempo dall’arbitro per proteste seguite da presunte minacce.
All’intervallo l'uomo ha inseguito l'arbitroCacciabue di Alessandria a margine del «campo centrale» di via Po, lo ha affrontato con fare «intimidatorio» e ha cercato di condurlo in disparte. Situazione pronta a esplodere, tanto che 4 persone sono accorse rapidamente per dividere i due. Quando gli animi sembravano placarsi, l'arbitro si è consultato con l'Aia che ha dato l’ok al prosieguo della gara, ma a quel punto l'Acqui ha spiegato che avrebbe presentato ricorso in caso di sconfitta e la situazione si è surriscaldata nuovamente, con Cacciabue costretto a sospendere la partita, per l’amarezza dei giovani calciatori che volevano giocare.
«Pieno appoggio alle scelte dell'allenatore Renzo Cortesogno che, con l'approvazione del dg, ha deciso di non far scendere in campo i tesserati, in quanto per regolamento l'incontro non poteva continuare - commentano all’Acqui -. In qualsiasi contesto, l'uso di violenza e la maleducazione niente hanno a che vedere con lo spirito di sport da trasmettere ai ragazzi». «Ci prendiamo la responsabilità per ciò che è successo - replica il patron della Sorgente, Silvano Oliva -. Se daranno 10 anni di squalifica a quel genitore sarà una decisione giusta, ma il loro allenatore non ha permesso alla squadra di tornare in campo solo per vincere la gara a tavolino e così ha generato altra tensione. A fine stagione lascio perchè sono stufo di queste indecenza».
Se sembrano scontate una maxi-squalifica al genitore-dirigente (con relativa multa a La Sorgente) e la vittoria a tavolino per l'Acqui, rimane che una partita giocata fra ragazzi di appena 14 anni resterà un triste capitolo per il calcio locale.
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-- 03 mar 2014 13:11 --
In relazione alle parti che ho sottolineato, sono curioso di leggere il giudice sportivo di giovedi. E se il dirigente prendesse tot anni, ma l'altra societa prendesse lo 0-3 per non aver voluto piu giocare?
