OldRef ha scritto:bracco75 ha scritto:Il problema non è Abisso che (legittimamente) ricorre, il problema è l'assenza di trasparenza nelle valutazioni tecniche che poi conducono alle dismissioni. Sono decenni che se ne parla, ma nessuno ha mai mosso un dito. La valutazione deve essere improntata a criteri oggettivi ed insindacabili, magari di un organismo terzo, senza aggiunte o aggiustamenti dell'ultim'ora, per salvare questo piuttosto che quello.
Ne abbiamo già discusso n volte in passato, a mio avviso, senza un audit esterno che verifichi la coerenza delle valutazioni, con particolare attenzione ai casi "particolari" (ad esempio i 70 assegnati a fine stagione), sarà difficile venirne a capo.
In linea teorica hai ragione al 1000%. In linea teorica... In linea pratica, sappiamo benissimo quanto sia complicato dare una valutazione totalmente oggettiva ad una prestazione arbitrale; vai a vedere la sezione "casistica" del forum dove noi che siamo (o dovremmo essere) tecnici commentiamo episodi e prestazioni: fiumi di inchiostro e non se ne arriva ad una. La soggettività in questo mestiere ci sarà sempre (ovviamente siamo tutti in grado di distinguere un 8.30 da un 8.70, tuttavia già quando siamo tra 8,50 e 8,60 o 8,50 e 8,40 le sfumature e la soggettività la fanno da padrona).
Sui ricorsi, facendo un discorso generale, è ovvio che ognuno che si senta in qualche modo leso nei propri diritti e posizioni giuridicamente rilevanti abbia il sacrosanto diritto di ricorrere. E ci mancherebbe che non fosse così.
Però tutta la storia dei ricorsi (ripeto legittimissimi e verso i quali non muovo alcuna critica) mi ha fatto, nel tempo, sorgere alcune domande: ma che clima c'è alla CAN? Quanto pelo sullo stomaco ci vuole a stare alla CAN, ad andare al raduno insieme, a pranzare, dormire, chiacchierare, darsi il 5 prima della gara "perché siamo una squadra", sapendo tuttavia intimamente che tutte quelle persone che hai attorno sono tuoi nemici o potenziali tali? Come fai ad andare in campo sentendo la spada di damocle sulla testa e magari augurandoti (pur inconsciamente) che quello che è in graduatoria attaccato a te sbagli un rigore clamoroso? Umanamente, li capisco, hanno sputato sangue per arrivare lì e sanno di essere più precari di uno stagista assunto in nero. Cavolo, io non ce la farei. Per fortuna sono sempre stato scarso sia come arbitro che come osservatore.
Sarebbe ora che si prendesse il toro per le corna e si risolvesse la situazione, dando diritti certi agli arbitri (connessi ovviamente ad altrettanti doveri) e riportare un po' di serenità.