Talvolta viene adombrata una volontà della Federazione di nascondersi dietro la necessità di adeguare ai Principi CONI per modificare surrettiziamente i regolamenti AIA.
Invero, già dal mese di maggio, era stato pubblicamente palesato che "Noi (FIGC) riteniamo che all’interno dell’AIA ci sia una situazione politica che sta generando tensioni che fino a questo momento, grazie alla grande professionalità dei nostri arbitri, non ha toccato minimamente la parte tecnica. Noi abbiamo la responsabilità politica di valutare attentamente queste tensioni, che stanno creando grande preoccupazione all’interno del sistema associativo degli arbitri. L’obiettivo è eliminare qualunque forma di conflitto di interesse in sede di elezione del presidente dell’AIA e questa è una prerogativa esclusiva del Consiglio Federale”.
Ciò ha indotto la FIGC a stilare i nuovi principi informatori per i regolamenti dell’AIA, sottolineando come il tutto sia ispirato ad una maggiore partecipazione attiva e passiva degli arbitri e quindi ad una più completa forma di democrazia associativa (si ricorderà che la prima proposta era una sorta di suffragio universale), con l’obiettivo di risolvere alcuni conflitti d’interesse tra l’ambito politico e quello tecnico.
L'intenzione, dunque, dovrebbe essere manifesta e chiara. Che poi le iniziative intraprese e le proposte in seguito approvate da FIGC vadano nella giusta direzione è da verificare nella pratica, ma non può dirsi che lo scopo non fosse dichiarato.
