varruzza ha scritto:Una cosa è certa.. non è pensabile che dei ragazzi debbano difendersi dall'associazione a cui hanno dedicato una vita.. e se ognuno di loro vince un ricorso vuol dire che ha ragione, e se ha ragione vuol dire che qualcuno a cui è stato dato un incarico dirigenziale non è stato in grado di eseguirlo in maniera giusta e nel rispetto dei dettami associativi e regolamentari.
Sono disgustato di dover assistere a queste storie, di vedere l'associazione che anziché supportare e sostenere i propri ragazzi, sanzionandoli giustamente quando dovuto, ingiustamente li attacca e li offende violando le norme regolamentari.
Sono deluso e dispiaciuto.
scusa se mi permetto di intervenire (e tenterò di farlo solo su cose che padroneggio, per aspetti di ordine legale preferisco leggere chi ne sa più di me) ma ...
è prerogativa di ogni associazione del terzo settore seria e strutturata, avere degli ordini disciplinari interni. l'alternativa è il caos.
semmai, hai una proposta su come riformarli in modo che vi possa essere maggiore armonia, tra i vari gradi di giudizio?
secondo me, questo è il nocciolo della questione.
il resto, come scrive giustamente un nuovo amico iscritto al forum ... significa leggere i fondi del caffè in assenza dei dispositivi e delle necessarie nozioni di conoscenza in materia!
io per esempio, non ne sarei capace.
preferisco leggere i vari commenti di coloro i quali, mostrano, di possedere la materia meglio di me.
mi limito a esprimere un sentimento sincero: vorrei vivere in un'Associazione serena. Dove questi problemi si risolvessero speditamente, celermente, e nel pieno rispetto del lavoro di una vita di un gruppo di ragazzi da un lato. E del necessario rispetto delle regole, dall'altro.
tutto qua. senza parteggiare per nessuno, se non per l'AIA!
