da AssistantRef il gio feb 26, 2009 11:35 am
(da Repubblica.it)
"Arbitri, la volata Nicchi-Apricena
fra dirigenti condannati e no...
Un sondaggio: trenta voti di vantaggio per Matteo Apricena. Un altro sondaggio: Marcello Nicchi ha un margine di 50 preferenze. A pochi giorni dalle elezioni dell'Aia, associazione italiana arbitri, i due rivali si stanno contendendo gli ultimi voti per succedere a Cesare Gussoni. Uno per uno. Regione per Regione. Il sei marzo si va alle urne, appuntamento a Fiumicino: votano in 300. Con grande preoccupazione da parte di Figc e di alcuni club che temono che nel mondo degli arbitri possa soffiare il vento della Restaurazione. Con la presa di potere di uomini che hanno avuto un ruolo importante in Calciopoli. Con il rischio che a giugno si possa concludere la parabola di Pierluigi Collina: chi verrebbe al suo posto? Non si sa.
I due rivali per ora tacciono: non hanno nemmeno presentato un programma. Niente. Tacciono e intanto cercano le ultime alleanze. Dietro Apricena, ci sono i fedelissimi di Tullio Lanese, ex designatore squalificato per Calciopoli (pena scontata) e in attesa di sapere che succederà a Napoli. C'è l'avvocato di Lanese, Giuseppe Napoli. C'è Maurizio Lascioli, presidente commissione appello Aia. C'è Stefano Tedeschi, ex designatore della Serie A-B per un breve periodo. C'è il mitico Pietro Ingargiola, fedelissimo di Lanese: vota per la sezione di Marsala.
C'è anche Pippo Capellupo, di cui abbiamo parlato nei giorni scorsi. Antonio Capellupo è in attesa di essere giudicato per aver "aver stipulato una convenzione con la Wind senza la preventiva autorizzazione, omettendo di effettuare i doverosi controlli..." .
Capellupo fa parte del Comitato Nazionale e soprattutto della cordata-Apricena: il suo processo è stato rinviato al 19 marzo, dopo le elezioni-Aia. Intanto suo cognato, Orlando Bombardieri, è stato assolto ieri in appello, per prescrizione, dal vice di Lascioli: in primo grado gli avevano addirittura ritirato la tessera perché quando era presidente del Cra Calabrese nel 2002 si era tenuto 125.000 euro anziché versarli nelle casse dell'associazione.
Che aveva fatto di quella cifra? Aveva acquistato beni personali per sé e per la figlia (televisori, computer, eccetera). Condannato il 9 giugno 2008 dal tribunale civile di Catanzaro al risarcimento (per una cifra complessiva superiore ai 150.000 euro, comprese le spese legali) con sentenza passata in giudicato, ecco che Bombardieri era stato condannato in primo grado al massimo della pena, il ritiro tessera appunto, e poi assolto per prescrizione dalla cosidetta giustizia sportiva. Processo tenuto proprio a pochi giorni dalle elezioni-Aia: strano, no? E guarda caso la disciplinare d'appello era presieduta da Giovanni Boldrini, vice di Lascioli che fa parte della stessa cordata di Bombardieri-Capellupo-Apricena. Giancarlo Abete assiste a tutto questo. Impotente. L'Aia d'altronde è autonoma. Nel bene e nel male. "
Auguri!....