L’idea di dividere arbitri e VAR Il piano segreto (e rischi)

Tutto ciò che fa discutere sul mondo arbitrale

L’idea di dividere arbitri e VAR Il piano segreto (e rischi)

Messaggioda BlueLord il ven giu 04, 2021 11:20 am

Trentalange pensa a tre diverse figure: un designatore per la Can di Serie A e B, un responsabile per i varisti e un supervisore “politico”. Circolano nomi, tra tanti dubbi.

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Una rivoluzione, che però saprebbe tanto di restaurazione. È quella che, da quando si è insediata la nuova governance arbitrale, immagina il presidente dell’Aia Alfredo Trentalange. Separare tutte le cariche: ridividere la Can A e B (oggi unita), staccare la Var, mantenere a parte (come oggi) la Lega pro. Scegliere un responsabile diverso per ogni “settore” (ad oggi c’è un solo responsabile della commissione arbitrale, Nicola Rizzoli) e sopra tutti una sorta di garante politico a supervisionare l’articolata struttura. Insomma sarebbe un vero tsunami, che rischia di essere molto pericoloso in una stagione post Covid che si prospetta davvero calda. Non solo: questa eccessiva frammentazione a qualcuno ricorderebbe addirittura un nefasto passato, con la scelta del doppio designatore (Bergamo e Pairetto) ognuno considerato garante di un gruppo di società. Come è finita lo sappiamo. La prima idea sarebbe stata già bocciata negli ambienti federali e parzialmente corretta con una frammentazione leggermente meno ardita: un designatore per Can A e B e un responsabile settore Var, con l’idea di mantenere però una figura a supervisionare. I dubbi però restano e i nomi che stanno uscendo non aiutano a fugarli.

Ma riavvolgiamo il nastro, anzi restando in tema arbitrale, andiamo al Var e ricapitoliamo.

Trentalange cambia

Eletto come presidente dell’Aia dopo i plurimi mandati di Marcello Nicchi era normale e in fondo da programma che Alfredo Trentalange proponesse una nuova organizzazione, con novità e uomini suoi di fiducia. Succede in qualsiasi cambio di potere. E di per sé l’idea di separare i ruoli affidandosi a un designatore, che alleni e decida gli arbitri da mandare in campo, e un responsabile della struttura Var, che scelga e cresca i “varisti”, non è in sé sbagliata. Anche se in generale sarebbe sempre meglio avere una sola testa pensante e un solo uomo a decidere: perché questo crea meno confusione, meno appigli e meno scuse.

I pro

L’importanza di chi è al monitor è divenuta in questi 4 anni talmente grande da rendere il ruolo quasi un mestiere a parte rispetto a quello di chi va in campo. La suddivisione delle carriere appare quasi necessaria. E darebbe anche un nuovo impulso alla sperimentazione, al perfezionamento del ruolo, alla totale concentrazione su quel compito. La nascente struttura a Lissone, che permetterà di avere un centro Var da cui monitorare tutto, va in questa direzione. Il lavoro da fare è tanto e avere un responsabile che se ne occupi a tempo pieno può avere un senso. In più chi risponde del settore potrebbe anche diventare il frontman a livello di comunicazione verso l’esterno per spiegare scelte e decisioni. Questo faciliterebbe quell’apertura spesso richiesta.

I contro

Non si possono immaginare compartimenti stagni. Quando si decidono le designazioni per una partita di chi va in campo e di chi coadiuva dal monitor, si deve tener conto non solo delle capacità individuali ma anche del feeling tra le persone scelte, la loro compatibilità, la loro filosofia arbitrale. Il che significa che tra designatore e responsabile Var deve esserci un feeling assoluto. La perfezione sarebbe affidare i ruoli a due gemelli. Ma visto che è impossibile, servono figure molto vicine e compatibili, che si stimino, si riconoscano e collaborino tra loro a stretto contatto. E qui veniamo al “problema” dei nomi che circolano...

I nomi

Al momento la figura unica che ha gestito l’importante passaggio tra un mondo pre Var e un mondo con la Var è Nicola Rizzoli. Ex grande arbitro, responsabile unico, ha affrontato questi 4 anni di gestione con grande impegno, non senza polemiche ed errori arbitrali anche gravi, ma mantenendo sempre intatta la credibilità e un polso fermo. Gli vengono riconosciute un po’ da tutti, Aia, Figc e club, la bontà di scelte spesso complicate, l’impresa di formare una nuova classe arbitrale senza avere fenomeni a disposizione, e un certo stile e capacità di comunicare. Cambiare dopo 4 anni però non è reato, ma visto il lavoro finora svolto, avrebbe senso farlo solo per migliorare: ma chi c’è oggi di migliore? Con Collina e Rosetti impegnati in Fifa e Uefa, l’unico volto nuovo sarebbe quello di Gianluca Rocchi che è stato nominato project leader del Var con il compito di fare l’ambasciatore presso squadre e ritiri per spiegare ad allenatori e giocatori le nuove regole. Ma l’intenzione dell’Aia – e quella della Figc che dovrà poi approvare qualsiasi cambiamento – non sarebbe quella di perdere la professionalità e il bagaglio di esperienza di Rizzoli, bensì probabilmente quello di offrirgli l’area Var. Si tratterebbe di vedere in parte limitato l’attuale ruolo, ma anche di allargare molto le competenze sul Var, potendo sperimentare. Sarebbe un nuovo incarico unico nel panorama arbitrale. Ma qualora gli fosse davvero ufficialmente proposto, con chi dover collaborare? Per il ruolo di designatore circolano nomi del passato che non hanno mai avuto a che fare con la nuova era Var e, di fatto, il nuovo modo di arbitrare. Il nome più ricorrente è quello di Domenico Messina, ex designatore da cui Rizzoli raccolse il testimone proprio 4 anni fa. E qualcuno si spinge anche con nomi di un passato ancora più remoto. Ma avrebbe davvero senso? Come presentare volti vecchi su progetti nuovi? E con quali possibili compatibilità?

Rischio supervisore

Queste domande quasi retoriche circolano da settimane nei corridoi della Figc. Ma a lasciare ancor più perplessi sarebbe l’ipotesi di una figura “politica” a sovrintendere e supervisionare il tutto. Il nome più gettonato è quello di Duccio Baglioni, ex assistente, attuale vicepresidente, considerato un uomo forte accanto a Trentalange. Al di là delle valutazioni sul profilo di Baglioni o di altri eventuali candidati, è proprio il ruolo a non esistere oggi. Troppi referenti rischierebbero di creare una grande confusione sulla paternità delle scelte, i referenti, chi risponde di cosa. Chi conosce il mondo arbitrale e ha vissuto ere passate sa di quali rischi si sta parlando.

La Figc

Qualsiasi piano dovrà essere presentato al consiglio federale, ce ne sarà uno prima dell’inizio degli Europei. Uno degli obiettivi del presidente Gravina in questo suo secondo mandato è quello di eliminare dovunque possibile criticità e caoticità nel già spesso confuso e litigioso calcio italiano. Morale: cambiare qualcosa si può, ma senza disperdere il patrimonio acquisito, senza ritorni al passato, senza inutili sovrastrutture. Si vedrà...

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Re: L’idea di dividere arbitri e VAR Il piano segreto (e ris

Messaggioda cammello il ven giu 04, 2021 11:38 am

:lol: :lol: :lol: :lol: :lol: garante POLITICO Duccio Baglioni :lol: :lol: :lol: :lol: :lol:
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Re: L’idea di dividere arbitri e VAR Il piano segreto (e ris

Messaggioda L_drotti84 il ven giu 04, 2021 11:52 am

Praticamente a quanto si legge .. evitando di entrare nel merito del “supervisore” che ha mio modo è una carica molto discutibile .. vorrei evidenziare (sempre a mio umile modo) che è’ proprio al VAR dove Rizzoli ha trovato le più grosse difficoltà.
Ed il fine stagione di questo anno ha confermato quanto penso.
Al contrario in campo ha avuto un percorso diverso e più concreto.
Credo che la figura per il VAR debba essere assegnata ad un ex arbitro “allenatore” con grandi capacità di creare un gruppo forte e uniforme nell’applicare il protocollo.
Ho sempre appoggiato Rizzoli.
Ma e’ proprio al VAR dove si è dimostrato insufficiente.
(A mio personalissimo parere).
Saluti.
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Re: L’idea di dividere arbitri e VAR Il piano segreto (e ris

Messaggioda Indice il ven giu 04, 2021 2:54 pm

Ok secondo me alla figura del responsabile VAR ma ci vorrebbe un organico costituito solo da arbitri VAR...cioè arbitri che si dedicano unicamente a tale funzione (VAR PRO) con un responsabile che li guida e forma in maniere univoca.
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Re: L’idea di dividere arbitri e VAR Il piano segreto (e ris

Messaggioda genius-39 il ven giu 04, 2021 3:03 pm

L'organico a 48 è troppo ampio per sole 20 gare settimanali. Si dovrebbe gradualmente ridurre gli AE CAN e contemporaneamente aumentare i VAR PRO in modo tale da non sforare i 52-54 elementi tra AE e VAR PRO. Ogni anno dovrebbe esserci un saldo negativo tra dismissioni e promozioni dalla C (es. 6 dismessi - 4 promossi). Gli arbitri dismessi per età andrebbero a fare i VAR PRO ed in questo stesso gruppo potrebbero essere inseriti gli AE dismessi con punteggio migliore (esempio su 6 dismessi il quinto ed il sestultimo)


L'ideale sarebbe 38 AE e 14 VAR PRO. Così almeno 20 gare ogni arbitro le dirigerebbe.
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Re: L’idea di dividere arbitri e VAR Il piano segreto (e ris

Messaggioda Observer il ven giu 04, 2021 3:26 pm

cammello ha scritto::lol: :lol: :lol: :lol: :lol: garante POLITICO Duccio Baglioni :lol: :lol: :lol: :lol: :lol:


perfettamente d'accordo ...

e per le difficoltà di Rizzoli ... avete presente la sempre valida locuzione latina che recita: Promoveatur ut amoveatur?
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Re: L’idea di dividere arbitri e VAR Il piano segreto (e ris

Messaggioda Sbirulino_2018 il sab giu 05, 2021 8:26 am

La legittima voglia di cambiare pagina anche dal punto di vista tecnico e quindi mettere mano alle commissioni unita all’esigenza di mantenere qualche promessa elettorale come giusto che sia, si scontra con una evidente assenza di nomi credibili almeno per il grande pubblico.
Non sarei così drastico sul giudizio negativo su Rizzoli, ci sta cambiare ma è evidente che esiste un baratro.
Provo ad immaginare qualche nome Braschi Messina, un usato nemmeno tanto sicuro, Damato o Gervasoni direi di no, allora qualcuno “moderno” che abbia familiarità col Var come Mazzoleni, decisamente non sarebbe accettato dalla critica, Banti forse... ed allora esiste dal mio punto di vista un solo nome Gianluca Rocchiche avrebbe dalla sua opinione pubblica, la competenza ed esperienza col
Var.
Sulla figura del garante politico credo che sia una cosa fuori dal mondo, vorrebbe dire istituzionalizzare quello che la nuova aia ha criticato ovvero l’ingerenza della politica nelle scelte tecniche.
Poi con tutto il rispetto di Baglioni ma se un ruolo del genere lo si fosse affidato ad un grande arbitro passi anche... ma così no!
Le nomine ad ogni livello in ogni caso saranno il vero banco di prova per la nuova governace, una sfida da vincere perché diversamente potrebbe bruciare gran parte del consenso attuale e speriamo che non avvenga.
In questo momento l’aia ha bisogno di una dirigenza forte per governare la situazione attuale.
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Re: L’idea di dividere arbitri e VAR Il piano segreto (e ris

Messaggioda bracco75 il sab giu 05, 2021 9:47 am

Io invece, senza voler fare un toto-nomi, non vedo Rocchi, in generale non vedo un arbitro appena "cessato" perchè, sempre a mio avviso, ha troppi "legami" con molti elementi e non ha ancora la giusta cifra dirigenziale per poter ricoprire un ruolo che richiede scelte anche dolorose. Io ci vedo un "grande vecchio" dalla caratura indiscutibile. Quanto alla frammentazione degli incarichi, premesso che la scissione della Can è una boutade, non voglio pensare ad altro, sono d'accordo sul dedicare al settore Var una figura di riferimento, in questo caso Rocchi o Mazzoleni.
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Re: L’idea di dividere arbitri e VAR Il piano segreto (e ris

Messaggioda Sbirulino_2018 il sab giu 05, 2021 10:30 am

Quindi un “grande vecchio” diciamo un po’ di esperienza che porta al nuovo? Credo che per una commissione tecnica sia un grande errore.
Quale credibilità presso l’opinione pubblica, gli addetti ai lavori, gli stessi arbitri potrebbe avere una persona anche di qualità che ha arbitrato magari senza Var, senza addizionali, magari senza auricolare... avrebbe un senso solo nella misura in cui negli ultimi anni si è aggiornato “sul campo” ma a parte Rosetti e Collina ripeto che si andrebbe in un baratro.
Su Rocchi su questo forum quando qualcuno auspicava che si candidasse giustamente si è detto della sua cifra tecnica, adesso leggo che non sarebbe adatto come designatore ma come tecnico Var. Mi permetto di dissentire, credo che Rocchi sia un Arbitro e per la sua istintività di quando arbitrava abbia caratteristiche migliori per insegnare ad arbitrare piuttosto che a ragionare da var. Prova ne sia che quando era in attività ha ricoperto pochissime volte il ruolo di Var... un motivo ci sarà...
invece su Mazzoleni a capo dei Var credo che sia almeno impopolare adesso e soprattutto se sto alle sue decisioni da Var (jeans compreso) qualche dubbio mi viene.
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Re: L’idea di dividere arbitri e VAR Il piano segreto (e ris

Messaggioda Observer il sab giu 05, 2021 10:33 am

mancano nomi credibili del nostro recente passato che possano essere spesi.
i migliori sono già accasati in UEFA e in FIFA.
Lo spreco della vita si trova nell'amore che non si è saputo dare, nel potere che non si è saputo utilizzare, nell'egoistica prudenza che ci ha impedito di rischiare e che, evitandoci un dispiacere, ci ha fatto mancare la felicità.

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