Lettera della moglie di Di Bello

Tutto ciò che fa discutere sul mondo arbitrale

Re: Lettera della moglie di Di Bello

Messaggioda Sognatoreadri il mer mar 06, 2024 9:17 am

Observer ha scritto:Penso che a questo punto, sarebbe utile inserire la dinamica del "tifo" calcistico nella sociologia di un paese democratico.

Nel corso degli ultimi secoli, gli esseri umani hanno sempre trovato una "valvola di sfogo" per sfogare le pulsioni meno commendevoli che in società non si nominano.

Al'inizio della Repubblica era la politica. Ci si ammazzava per un credo o per una ideologia in piazza. Abbiamo anche rischiato la guerra civile almeno un paio di volte, cito a memoria il tentato golpe dei colonnelli in Grecia. Il piano Solo in Italia. Poi siccome noi italiani siamo un popolo di artisti, pizzaioli e pasticcioni andò a finire in burletta. Ma intanto il Comandante generale dell'Arma dei Carabinieri lo aveva preparato.

Sapete che da allora, fino a pochi anni orsono, per tradizione il comandante generale dell'Arma veniva nominato "a prestito" da un altro corpo? Perchè? Per questo motivo.

Prima ci si metteva la religione.

Ora che viviamo tempi che si definiscono quasi civilizzati, abbiamo trovato lo sfogatoio di Internet. L'assenza di fisicità tra chi offende e chi viene offeso viene percepita come un malcelato senso di impunità. Da sempre. E lo vedete in tutto nella rete. Nelle app di dating. Nei social media soprattutto. In quei luoghi sembra quasi che il codice civile e il codice penale segnino una zona franca.

Come si fa a recuperare? Occorre partire dall'educazione civica. Nelle scuole. Occorre spiegare cosa sia il rispetto e il consenso. Occorre spiegare che "no mean no" e che le persone si rispettano. Ovvero occorre iniziare a svolgere per davvero e dalla base una funzione educativa.

Perchè la figura dell'Arbitro sia ancora legata all'appellativo "signor" come ai miei tempi quando lo Speaker annunciava: "dirigerà l'incontro il Signor Rosario Lo Bello di Siracusa".

Ed io aggrappato alla rete, pazzo scatenato, sognavo di entrare a San Siro, o all'Olimpico con il pallone in mano.

Possiamo farlo da soli? Assolutamente no, occorre un impegno complessivo del mondo del calcio perchè altrimenti questo sport va alla deriva.

E' di ieri il video girato per i social di un calciatore che stava effettuando una rimessa dalla linea laterale. In Spagna mi pare. Stadi all'europea, ovvero senza barriere. Pubblico della prima fila a un passo. Uno spettatore mentre il calciatore era di spalle che si apprestava a effettuare la ripresa di gioco sapete cosa ha fatto? Gli ha infilato un dito là dove non batte il sole!

Ora, da uno sport così ... possiamo aspettarci rispetto per la figura dell'Arbitro se non ci mettiamo tutti (componenti del mondo del calcio) di buzzo buono a recuperare educazione e rispetto?

Ma quando mai era possibile ipotizzare una cosa di questo genere?

Perdonate lo sfogo, ma quel video mi ha proprio amareggiato!


Messaggio profondo, il cambiamento deve avvenire in primis dall' Aia e poi da tutte le componenti, guarda credo che almeno per ciò che riguarda il campo sia facilmente attuabile, parla solo il capitano, cartellini a go go per tutti i tipi di proteste e squalifiche belle lunghe.

Dopo il calcio, sono passato e sono tutt'ora arbitro di rubgy, mondo bellissimo, come ci si è riusciti lì è fattibile anche nel calcio
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Re: Lettera della moglie di Di Bello

Messaggioda hector hood il gio mar 28, 2024 8:16 pm

Da Osservatore arbitrale con 57 anni di tessera AIA, originario della provincia brindisina, quale collega del Consiglio Direttivo della sezione di Torino, mi preme sottolineare di aver assegnato a Marco il 2° Premio "Luca Colosimo".
Esattamente era il 19 maggio 2018 nella prestigiosa Villa Sassi c/o Chieri, quale migliore arbitro debuttante nella massima Serie A. Questo per dire alla Signora Carla che sia orgogliosa di suo marito e che, purtroppo, nel nostro ambiente siamo tutti consapevoli che bisogna indossare una corazza a prova di proiettili pesanti, per non farsi prendere dallo scoramento a causa di psicopatici malati del tifo calcistico.
Marco è un arbitro di caratura internazionale, l'abbiamo visto apprezzato soprattutto nelle massime competizioni sotto legida dell'UEFA e della FIFA, dove non ha mai avuto problemi di alcun genere.
Nessun essere umano è immune dal commettere errori, fa parte del gioco e della vita e solo chi è povero di mente si sente così onnipotente da scagliare la prima pietra, mentre chi conosce cosa vuol dire arbitrare, sa che l'errore è dietro l'angolo per tutti.
Quindi, non illudiamoci, con il proliferare dei mezzi digitali, dietro il paravento di uno schermo vediamo aumentati i conigli da tastiera che vanno considerati la vera banalità del male da cui le persone per bene come Marco si devono vaccinare.
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Re: Lettera della moglie di Di Bello

Messaggioda L_drotti84 il ven mar 29, 2024 6:36 am

Perché dietro ad una figura sola in mezzo al campo .. con vicino 2 piccole macchie laterali ed un collega tra 2 panchine infuocate, c è l impossibilità di sbagliare da parte di tifosi “faziosi” che non si rendono conto della difficoltà di decidere in meno di un istante, live e senza replay.
Perché è sbagliata la cultura di oggi.
Perché è sbagliato tutto il movimento.
Sbagliamo tutti.
Ci sta sbagliare una partita. E’ umano.
Ci sta commettere errori.
Perché come diceva Jung :
“Senza imperfezioni non c è né progresso né crescita”.
Le famiglie dei colleghi sono troppo esposte a questo circo.
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