Capita che si discuta di calcio anche in Cina. E non per vicende di campo. Il più celebre arbitro cinese, Lu Jun, 51 anni, è stato condannato da un tribunale di Dandong nel nord del paese a cinque anni e mezzo di carcere.
L'autorità giudiziaria ha infatti stabilito che il direttore di gara che ha arbitrato anche nei Mondiali di Giappone e Sud Corea ha accettato tangenti per truccare alcune partite del campionato cinese nell'ambito di un procedimento che ha visto condannare altre 8 persone. Inchiesta che ha scoperchiato un sistema di scommesse e manipolazioni illegati legate anche alla Super League Company, la massima seria.
Eppure, come accennato, la carriera di Lu Jun era nata sotto una buona stella. Arrivato anche a dirigere a livelli internazionali, durante gli sventurati Mondiali asiatici del 2002 gli erano state affidate Croazia-Messico e Polonia-Stati Uniti.
E' stato nominato due volte arbitro dell’anno dall’AFC, la federazione calcistica asiatica ed era soprannominato “fischietto d’oro”. Il processo lo ha condannato per aver ricevuto circa 100 mila euro per intervenire sui risultati di sette partite del campionato cinese a partire dal 2003.
Dozzine di persone tra arbitri, giocatori, allenatorie e ufficiali sono stati arrestati dal 2009 ad oggi nell'intento di pulire il calcio cinese dalla corruzione. Opera delle autorità, interessate a ripulire il sistema soprattutto dopo l'immissione di nuovi capitali a partire dalla scorsa stagione che hanno rilanciato il campionato, vedi anche la decisione - dietro cospicui compensi - di nomi eccellenti che hanno accettato di trasferirsi in Cina, come Anelka.
fonte: virgilio.it
