Alessandro ha scritto:W1llys il velo è un simbolo religioso solo per chi lo considera tale. Se io indossassi un velo e dicessi che mi serve solo per ripararmi dal sole o perchè mi sono appena fatto un trapianto di capelli alla Rooney e ho bisogno di coprire il capo così, mi impediresti di indossarlo?
Perchè d'inverno i giocatori possono indossare i guanti, e io non posso indossare un velo?
I simboli religiosi sono innumerevoli.
Ad esempio il n. 7 è un simbolo religioso (indica la perfezione). Dobbiamo impedire di indossare la maglia n.7?
E se un giocatore, in serie A, volesse indossare la maglia n. 33 (gli anni di cristo), o la n. 666, che rappresenta il diavolo?
Nel logo del parma, del milan, del bologna, e del novara calcio, c'è una croce, che può essere considerata un simbolo religioso, eppure il logo non viene vietato. Perchè?
Il giglio è un simbolo mariano, perciò cristiano, eppure compare sulle divise della fiorentina. Come mai?
Senza contare poi tutte le squadre che hanno nel loro stesso nome un riferimento religioso.
Ci sono centinaia di squdre che portano nomi di Santi, tantissime che hanno come nome Oratorio....
C'è una squadra chiamata REAL FONDO GESU, una chiamata SS. PIETRO E PAOLO, per non parlare di SANTA MARIA DEGLI ANGELI.
Non conosco la divisa ufficiale di queste squadre, ma se sulla propria maglia avessero il nome dela loro squadra scritto in evidenza, si impedirebbe alla squadra di scendere in campo?
Quanti giocatori poi abbiamo visto esternare la propria religione in campo? Ci sono un sacco di giocatori che si fanno il segno della croce prima di iniziare una partita. Dobbiamo ammonirli o segnalarli sul referto?
Abbiamo visto giocatori letteralmente pregare sul terreno di gioco (Adriano nell'inter, se non ricordo male). Perchè quello è consentito?
Visto che sono in vena di provocazioni, voglio esagerare. Se un giocatore avesse tatuato sul braccio il volto di Che Guevara, piuttosto che di Vasco Rossi, o di Gesù Cristo, dovremmo impedirgli di giocare?
A voi la parola...
Mi sembrano esempi un tantino tirati. Su cui si può discutere ma comunque senza un legame diretto con l'argomento in questione. Soprattutto perchè stiamo discutendo di un caso accaduto a livello INTERNAZIONALE e non LOCALE.
Le donne iraniane, in Iran, giocano con il velo e nessuno dice nulla perchè è consentito (anzi, diciamo meglio: E' IMPOSTO!).
Tutti gli altri mi paiono esempi poco o nulla calzanti (scusa la franchezza). Al di là di esempi estemporanei (il numero 666 sulla maglia è impossibile dato che è previsto che i numeri vadano da 1 a 99 per i campionati locali e da 1 a 23 ai mondiali), gli altri sono casi estremi.
Te la vedi il Real Fondo Gesù giocare una gara in Iran? Non arriverebbero nemmeno in albergo...
Ciò che voglio dire è che ci sono delle regole imposte che devono essere rispettate da tutti. Non è possibile giocare con un crocefisso di legno, senza distinzione di sesso, razza o nazionalità.
Io mi innervosisco terribilmente a vedere le Olimpiadi femminili con ragazze islamiche che corrono con i pantaloni lunghi in piena estate, la trovo una violenza inaccettabile. Non mi fa alcun effetto, al contrario, il ringraziamento al proprio Dio, credo che la libertà sia fondamentale. Ma siamo ben lontani dal fondamentalismo che impone costumi assurdi ad una sola categoria di persone, cioè le donne, trattate come schiave del sistema ed esseri inferiori sottomesse alle leggi coraniche ed agli uomini.
Per quanto concerne i simboli delle squadre non vedo il problema. Ci sono state nazionali ospitate in Italia di religione musulmana e gli inni (ispirati al Corano) sono stati regolarmente ascoltati prima delle gare.
Ma, ripeto, siamo completamente fuori argomento. Mi pare azzardato fare un paragone tra simboli religiosi ed un vero e proprio sopruso imposto dai fondamentalismi. Ma tu pensi veramente che le donne islamiche siano felici di passare la propria esistenza in questo modo, sempre coperte da veli, burka, vestiti lunghi e divieto di guardare negli occhi gli uomini? Ma che vita è?