da AssistantRef il gio giu 09, 2011 11:23 am
(Mi scuso in anticipo per la lunghezza, ma l'argomento mi appassiona.)
Lasciando un po’ in disparte questa inchiesta sul calcioscommesse (che ritengo seria e infatti varie persone coinvolte stanno collaborando ammettendo certi comportamenti), perché comunque si è ancora in fase di indagine e quindi mi sembra prematuro trarre delle conclusioni, concordo su quello che dice Refforever relativamente agli effetti mediatici che si creano ogni qualvolta si pubblichino le intercettazioni, con titoli sui giornali di persone spesso al di fuori di tutto. Questa è l’ingiusta gogna mediatica, e in Italia se ne abusa (poi ogni quotidiano lo fa ad intermittenza, a seconda degli interessi e della convenienza, mischiando diritto di cronaca e voglia di sensazionalismo).
Sono meno d’accordo su altri punti: per esempio, non credo che si arrivi a processare una persona solo perché il suo nome viene evocato da terzi in un’intercettazione, ma servono ovviamente altri riscontri (che poi sarà il Giudice a valutare). Quindi se il mio nome viene tirato in ballo da un dirigente calcistico mezzo ubriaco che si mette a sparlare delle mie frequentazioni, i PM dovranno indagare (se il terzo risulta attendibile), ma se poi non si trova alcunché di ulteriore non credo che finirò sotto processo.
Sono anche poco d’accordo sul fatto che queste inchieste partano solo perché alcuni PM cercano visibilità: lo escludo nel caso del calcio scommesse, conoscendo per fama i magistrati coinvolti, mentre non conosco i magistrati napoletani ma ritengo che Calciopoli sia stato qualcosa di realmente esistito e non inventato, e per quanto riguarda il settore arbitrale, credo proprio che alcuni collegamenti troppo disinvolti tra arbitri e dirigenti di società ci fossero, e che in alcuni casi si è probabilmente superato il confine non solo dell’etica, ma anche del lecito.
Fortunatamente, con l’inchiesta Calciopoli e vari rivoli disciplinari e sportivi collaterali, l’Aia mi pare abbia adottato un criterio uniforme nei confronti degli associati (quasi sempre, si intende): sono stati tempo per tempo sospesi in via cautelare, nonostante fossero indagati, solo i colleghi i cui addebiti a carico non erano mai stati vagliati neanche in sede sportiva.
- Quindi i vari Tagliavento, Rocchi, Griselli e Messina (su Rocchi e Messina so che pende ancora il ricorso della Procura in Corte d’Appello) non hanno mai fatto un giorno di sospensione che abbia inciso sulla loro attività. Certo, il contraccolpo mediatico c’è stato anche nei loro confronti, e questo è impagabile, ma il trattamento riservato loro è stato garantista. Probabilmente, ma vado a memoria, solo nel caso di Trefoloni (chiamato in causa, a scoppio ritardato, dalla Procura Federale per via del rifiuto prima di Roma-Juve del 2005) non venne comminata alcuna sospensione cautelare in attesa dell’esito del procedimento che comunque si chiuse con un nulla di disciplinarmente rilevante. Nel caso di Collina, il suo procedimento credo (ma non sono sicuro) che si chiuse con un’archiviazione sportiva antecedente alla reintegrazione nell’Associazione.
- i vari De Marco, Niccolai e Rossomando, anche loro assolti nel processo sportivo nell'estate 2006, non hanno fatto giorni di sospensione che abbiano inciso sulla loro attività;
- I vari Ciampi, Morganti, Copelli, gli ex assistenti Contini, Consolo, Baglioni patirono delle sospensioni cautelari nei primi mesi della stagione 2006/2007, ma questo a causa del fatto che per alcuni (Ciampi, Consolo, Contini, Paparesta) la Giustizia Domestica Aia aveva comminato delle sanzioni che poi però vennero annullate dagli Organi di Giustizia Federale per difetto di giurisdizione, ed altri (Copelli, Morganti, presenti dall’altro capo del telefono nelle intercettazioni con Meani) si videro la posizione archiviata con niente di disciplinarmente rilevante.
- Sul profilo penale, la situazione è più complessa: dopo il rito abbreviato, sono usciti assolti i vari Rocchi, Messina, Griselli (che comunque non erano stati mai danneggiati in termini di carriera arbitrale, ovviamente in termini di immagine, immagino di sì), ma anche i vari Gabriele, Cassarà e Ceniccola (che vennero sospesi dall’AIA quando però erano già stati dismessi nel luglio 2006, prima cioè che Calciopoli entrasse nel vivo) Baglioni (dismesso nel 2007 comunque per limite d’età dopo aver patito nel corso di quell’anno un periodo di sospensione cautelare), l’assistente Foschetti (che non mi risulta comunque mai sospeso, e quindi danneggiato, e dismesso nel 2009 per limite d’età).
- L’assistente internazionale Ambrosino, invece, era stato sospeso cautelarmente nella primavera 2007 dopo le indagini sull’uso delle SIM svizzere (affrontato solo in un secondo tempo dalla giustizia Figc), ed ora i PM di Napoli ne hanno chiesto l’assoluzione col rito ordinario: se così fosse, il collega avrebbe ricevuto un danno notevole vedendosi preclusi vari anni di carriera internazionale (è del 1969 ed era stato preselezionato con Paparesta per i Mondiali Under 20 del 2007, poi svaniti a causa dell’inchiesta), ma è anche vero che nel frattempo (nel 2008) il collega ha ricevuto una sanzione della Giustizia Federale ad un anno e 6 mesi di inibizione, ed anche il TNAS Coni ha respinto il suo ricorso.
- L’arbitro Tiziano Pieri, all’epoca internazionale di 36 anni, venne sospeso sempre per il caso Sim svizzere, ed è stato condannato in primo grado col rito abbreviato a Napoli.
- L’arbitro Dondarini, che ha avuto una piccola sospensione cautelare nell’estate 2006 per qualche settimana (in concomitanza col raduno di inizio stagione) è stato condannato in primo grado col rito abbreviato a Napoli, dopo essere stato prosciolto in via definitiva nei procedimenti della Giustizia Sportiva.
- L’arbitro Bertini, che ha perso due stagioni intere da internazionale per via della sospensione cautelare, è tuttora sotto processo a Napoli col rito ordinario, e i Pm ne hanno chiesto la condanna (gli auguro ovviamente di uscire scagionato). Condanna richiesta anche per l’ex internazionale Rodomonti, che comunque aveva già concluso la sua carriera nel 2006 per limite d’età, e che nel frattempo ha avuto pesanti ripercussioni in termini di salute (spero che esca assolto), e per l’ex CAN Salvatore Racalbuto (già dismesso per anzianità di ruolo nel 2006 prima della sospensione cautelare, auguri anche a lui). Condanna richiesta anche per l’ex assistente Titomanlio e per l’ex arbitro Dattilo, dismessi pure lui per normale avvicendamento nel 2006 prima della sospensione cautelare (la dismissione di Dattilo, peraltro, fece molto rumore)
- Poi c’è il caso Paparesta: in mezzo all’archiviazione da parte dei Pm di Napoli, all’annullamento della prima sanzione comminatagli dalla Giustizia Domestica Aia già nel 2006 per difetto di giurisdizione, nel 2008 comunque una sanzione, non riformata, la ebbe dalla Giustizia Federale, poi comunque patteggiata.
- Massimo De Santis ha perso un Mondiale e un anno di carriera ma in presenza di indizi apparentemente gravi (comunque è stato condannato in via definitiva dalla Giustizia Federale).
In conclusione, anche se il quadro che ho elencato non è completo (ma mi sono voluto concentrare su coloro che avrebbero potuto essere danneggiati in termini di carriera arbitrale, tralasciando per esempio i dirigenti arbitrali) la necessità di fare chiarezza su figure che ricoprono un ruolo delicato, come un arbitro (o un giudice) credo che necessiti di adottare anche dei provvedimenti cautelari in attesa del giudizio: nel caso si esca assolti, è legittimo chiedere un risarcimento, come era legittimo indagare su situazioni effettivamente ambigue e poco chiare.