w1llys ha scritto:
Mi sembrano esempi un tantino tirati. Su cui si può discutere ma comunque senza un legame diretto con l'argomento in questione. Soprattutto perchè stiamo discutendo di un caso accaduto a livello INTERNAZIONALE e non LOCALE.
Le donne iraniane, in Iran, giocano con il velo e nessuno dice nulla perchè è consentito (anzi, diciamo meglio: E' IMPOSTO!).
Tutti gli altri mi paiono esempi poco o nulla calzanti (scusa la franchezza). Al di là di esempi estemporanei (il numero 666 sulla maglia è impossibile dato che è previsto che i numeri vadano da 1 a 99 per i campionati locali e da 1 a 23 ai mondiali), gli altri sono casi estremi.
Te la vedi il Real Fondo Gesù giocare una gara in Iran? Non arriverebbero nemmeno in albergo...
Ciò che voglio dire è che ci sono delle regole imposte che devono essere rispettate da tutti. Non è possibile giocare con un crocefisso di legno, senza distinzione di sesso, razza o nazionalità.
Io mi innervosisco terribilmente a vedere le Olimpiadi femminili con ragazze islamiche che corrono con i pantaloni lunghi in piena estate, la trovo una violenza inaccettabile. Non mi fa alcun effetto, al contrario, il ringraziamento al proprio Dio, credo che la libertà sia fondamentale. Ma siamo ben lontani dal fondamentalismo che impone costumi assurdi ad una sola categoria di persone, cioè le donne, trattate come schiave del sistema ed esseri inferiori sottomesse alle leggi coraniche ed agli uomini.
Per quanto concerne i simboli delle squadre non vedo il problema. Ci sono state nazionali ospitate in Italia di religione musulmana e gli inni (ispirati al Corano) sono stati regolarmente ascoltati prima delle gare.
Ma, ripeto, siamo completamente fuori argomento. Mi pare azzardato fare un paragone tra simboli religiosi ed un vero e proprio sopruso imposto dai fondamentalismi. Ma tu pensi veramente che le donne islamiche siano felici di passare la propria esistenza in questo modo, sempre coperte da veli, burka, vestiti lunghi e divieto di guardare negli occhi gli uomini? Ma che vita è?
Io volevo allargare un po' il discorso, ecco perchè ho tirato in ballo altri esempi. Sul fatto che nessuna donna debba essere costretta ad indossare il velo penso che siamo tutti d'accordo. Premesso quello, la mia domanda era sul perchè, se una donna VUOLE indossare il velo, gli arbitri debbano impedirglielo.
E da lì ho tirato fuori altri esempi in cui, come hai detto tu, si può discutere.
Dici che ho parlato di squadre a livello locale. E' vero, ma se proprio vogliamo ci sono anche squadre internazionali che portano nomi di santi: al momento mi vengono in mente il SAN PAOLO (Brasile) e il Paris Saint Germain.
Entrambe hanno un riferimento religioso all'interno del loro nome. Come la mettiamo?
Resta poi il problema dei tatuaggi, che avevo citato ed è stato ripreso anche da john wayne. Con un tatuaggio religioso o politico in bella vista si può giocare?
Insomma, definire il regolamento per i simboli religiosi non è facile, e, in dubbio... pro reo
