da lunapop il lun giu 13, 2011 3:05 pm
Scusate, ma questa volta sono io che non ci sto!
Se non sbaglio si era già detto, a proposito delle intercettazioni "barbare" su Bagalini almeno in questo sito, nel tritacarne mediatico del fango nel quale sguazzano con gioia i "giornalai" non ci saremmo fatti intrappolare!
E adesso che esce quell'articolo sul Corriere dello Sport (giornale che spesso ha cercato di trascinare gli Arbitri nel guado...) e, guarda un po', esce stranamente a ridosso delle ultime gare di finale e delle promozioni in B..........cominciamo noi a fare elucubrazioni strane e a dire e non dire????
No, cari Colleghi, almeno fra di noi la coerenza DEVE essere di casa!
Ricordiamoci che "dietro" ad un Arbitro, c'è sempre un "Uomo", con il suo lavoro, la sua Famiglia e le persone che gli vogliono bene...........
Piuttosto, come mai il quotidiano romano è in possesso di quella lettera della Società dove lavora l'Arbitro pontino e che era stata mandata all'allora suo Presidente di Sezione?
La avevano già da tempo? E allora perchè non l'hanno pubblicata prima, ma esce solo adesso che sta montando questo scandallo calcio, nel quale "qualcuno" cerca di inserirci A FORZA anche gli Arbitri????
L'AIA e l'OT sia di allora che di oggi erano a conoscenza dell'attività lavorativa del Gavillucci? Dovrebbe essere così, considerando che tutti gli Arbitri ad ogni inizio stagione sono obbligati ad inviare il foglio notizie ove sono riportati i rapporti di lavoro, familiari, di conoscenze ecc.
eggendo la lettera inviata nel 2008 dalla Società, appare chiaro ed inequivocabile che il Collega lavora in un ramo assolutamente slegato dal mondo delle scommesse!
Altrimenti se andiamo correndo dietro a legami dei legami dei legami, scusate, ma sono certo che qui e la molti Colleghi, anche se non direttamente, alla fine tra rapporti di lavoro e di famiglia, "contatti" con Società di calcio, tesserati vari, ne troveremmo, non lo pensate?
Per carità Colleghi...............almeno noi, fermiamo il tritacarne!
Costituzione italiana (1947)
Art. 21. - Tutti hanno diritto di manifestare liberamente il proprio pensiero con la parola, lo scritto e ogni altro mezzo di diffusione.