hirsh, francamente ho capito pochino del tuo messaggio.
Credo che l'esempio del forum sia una estremizzazione, è ovvio che si tratta di due fattispecie completamente differenti. E' vero, come già scritto da qualcuno, che abbiamo accettato un regolamento e siamo tenuti a rispettarlo. Ma un conto è "violarlo" scrivendo qui, in assoluta coerenza con la Costituzione (con la C maiuscola) che non consente deroghe alla sua applicazione e contro un regolamento (con la r minuscola) che appare (prima facie) in totale contrasto con la carta fondamentale della repubblica;
altro conto è arbitrare gare "in nero" che presuppone una mancata designazione da parte dell'AIA. Parliamoci chiaro e non nascondiamoci: ci sono centinaia di tornei organizzati ad "minchiam", con arbitri pescati qui e là. Perchè gli organizzatori si comportano in tal modo? Per due motivi, legati da un filo (neanche troppo) sottile. In primo luogo risparmiano la tassa di registrazione del torneo, in secondo luogo pagano gli arbitri meno di quanto dovrebbero sulla base delle tabelle federali. Minimo comune denominatore: soldi, e molti tornei estivi registrano profitti a 4 zeri.
Sul punto secondo rimango abbastanza basito: cioè, stai dicendo che ognuno dovrebbe poter fare quello che gli pare? Questa non è applicazione dei propri diritti, questa è anarchia totale. Le regole giuste rispettiamole e chi non le rispetta venga (correttamente) punito. Il regolamento prevede che le designazioni debbano provenire dall'AIA, con piccole eccezioni espressamente indicate.
Punto terzo: beh, da avvocato ti rispondo che hai ragione a sostenere che l'onere della prova spetta alla procura ma dimentichi due particolari. Il primo è che il procedimento domestico è piuttosto differente da quello ordinario: vengono a mancare i diritti alla difesa (non è possibile citare testimoni di parte, può farlo solo la procura. Agghiacciante ma è così...) e il procedimento è, fondamentalmente, sommario. In secondo luogo non è così complesso dimostrare che un torneo non sia stato autorizzato: basta controllare in federazione per accertare che l'organizzazione abbia pagato la tassa di registrazione e posto in essere le garanzie per il pagamento delle prestazioni arbitrali. Ci vogliono dieci minuti per accertarsene.
In sostanza: sono stato, sono e sarò sempre contro quest'usanza da furbetti. O si accetta una regola correttissima come questa (a tutela, ripeto, della sicurezza degli associati e dell'immagine dell'AIA) oppure ben vengano segnalazioni per cacciare le persone che non si attengono alle regole.
divisarossa ha scritto:
questo è ovvio. ma quello che ipotizzavo io e che se la figc facilitasse autorizzazioni ad organizzarli anche all'ultimo (fax di chi organizza con assicurazione per il torneo e dichiarazione delle "diarie" e di che arbitri del luogo saranno presenti), cosi da uscire da questo limbo che dappertutto si vive. perchè l'arbitro che li fa viene deferito, mentre il giocatore che ci partecipa (con medesima mancanza di tutela per altro) non può essergli fatto niente...
e dico questo perchè l'immagine della federazione viene lesa lo stesso, visto che ci son tutti quelli di altre associazioni come uisp e csi che vanno a farli tranquillamente, spesso con scarsa professionalità e qualità. ma giocatori e gente che stava a guardare la partita non sa se quelli sono csi uisp o aia. questi vanno a fare porche figure e la figuraccia la figc la fa lo stesso perchè la gente crede che siano mandati dalla federazione...
legiferando in merito, si farebbe uscire molto di questo "nero"...
ricordo un mio amico che gioca in una squadra che doveva organizzare un triangolare memorial per un ragazzo morto poche settimane prima che giocava con loro. ovviamente i tempi erano ristretti e la federazione non autorizzò la terna.
loro si rivolsero al csi che mandò 3 panzoni che vollero 100 euro a testa per una serata, e mangiarono prima e dopo la partita panini e birra..... immagina te che figura ci ha fatto la federazione....perchè gli spettatori non percepiscono questa differenza.....e pensano siano arbitri classici dell'aia...
Non è vero che il giocatore che partecipa ai tornei serali irregolari non venga mai sanzionato.
I contratti che vengono sottoscritti dai calciatori contengono mille clausole (te ne elenco alcune: divieto assoluto di giocare anche gare di beneficenza senza autorizzazione della società; divieto di giocare qualsiasi gara, sia essa anche tra amici in spiaggia; divieto assoluto di praticare sport pericolosi per l'integrità fisica ecc.), la maggior parte delle quali vietano altre attività all'infuori di quella agonistica con la società per tutelare il proprio investimento. La ratio, in fondo, è la stessa: tutelare il singolo soggetto, con l'aggiunta della tutela societaria del proprio patrimonio (valore del giocatore) con previsione delle sanzioni per violazioni contrattuali (ultimo caso: riduzione di 2/3 del contratto di Muntari per essersi rotto i legamenti giocando a calcio con amici nella sua terra natìa).
I tornei che vengono diretti da arbitri di CSI ed UISP non sono la conseguenza di tornei rifiutati dalla FIGC ma sono semplici scelte effettuate dagli organizzatori, per motivi, fondamentalmente, legati alle condizioni economiche richieste. Ti faccio un esempio concreto che potrai controllare: a Cantù si svolge ogni anno il Trofeo Levissima, quest'anno giunto alla 57esima edizione. Ebbene, alla serata finale (martedì 9) erano presenti 1500 spettatori circa. La squadra prima classificata ha vinto (oltre al trofeo) anche un assegno da 8mila euro. Il torneo viene arbitrato DA SEMPRE da arbitri del CSI, nonostante un'organizzazione enorme che potrebbe ben sostenere i costi degli arbitri federali. Sono scelte e se, da 57 anni, la società organizzatrice (S. Maurizio Cantù) non ha mai ritenuto di cambiare, ciò significa che gli arbitri non sono poi così delle sòle...
Io mi chiedo: hai mai visto dirigere degli arbitri CSI? Hai mai visto dirigere arbitri nei giovanissimi? Io sì, ho arbitrato in entrambe le associazioni, ho visto un'infinità di ragazzi nei giovanissimi. Ci sono arbitri pessimi nel CSI, innegabile, così come ce ne sono di tremendi nell'AIA.
Panzoni? Beh, guarda, ci sono centinaia di arbitri che non hanno mai visto un campo di allenamento in vita loro anche nell'AIA, non è un caso che i poli di allenamento siano frequentati sempre dalle solite 10/15 persone. A Como il polo ha una media di 15 associati presenti su una forza totale di 250 circa, non una gran media... E ragazzi in sovrappeso ce ne sono tanti, anche nell'AIA. Se poi vuoi dirmi che il CSI arbitra con delle divise orripilanti... ecco, su questo sono d'accordo

(ed infatti io uso ancora quelle dei miei ultimi anni di attività anche perchè il CSI di Como non aveva divise da darmi

)
Chiudo con il riferimento ai panini ed alla birra: scusami, divisarossa, ma gli arbitri possono mangiare o no? Possono bersi una birra o no?
C'è un arbitro, alla CAN, che alla fine della gara beve sempre una birra (chi lo conosce ha capito a chi mi riferisco): che facciamo, lo sbattiamo fuori perchè si permette di bere una bibita leggermente alcolica? Stiamo scherzando o parliamo seriamente? Io stesso, a fine gara, negli spogliatoi approfittavo di quello che le società mettevano a disposizione. A Genova, per esempio, le società preparano un autentico banchetto nello spogliatoio, con frutta, torte dolci, pasticcini, biscotti secchi e freschi, pane e formaggio. Non siamo al CSI, stiamo parlando degli spogliatoi di Genoa e Sampdoria, Liguria, Italia, serie A...