Adesso, io credo che non ci siano
realistici estremi per intentare azione penale. Cerchiamo di essere pratici, con la giustizia al collasso qualsiasi causa intentata per ... quale reato poi ... ricordo che l'articolo 521 del c.p. è stato abrogato, e che tutt'al più un avvocato (pagato a ore, e con un gran senso dell'umorismo) potrebbe invocare la legge 66 del 1996 sui reati sessuali. Con la certezza che magari verrebbe anche condannato, ma che dovresti arrivare in cassazione. Ma ... stiamo parlando di una interpretazione davvero difficile da portare in aula:
Chiunque, con violenza o minaccia o mediante abuso di autorità, costringe taluno a compiere o subire atti sessuali é punito con la reclusione da cinque a dieci anni.
Ora, è arduo dimostrare che il dirigente piacione abbia compiuto atti sessuali tali da eccitare la concupiscenza, ma sicuramente non esiste ne violenza, ne minaccia e ne abuso di autorità. Quindi il reato semplicemente non sussiste.
Il fatto che non sussista una condotta penalmente perseguibile, non attenua le responsabilità civili ed etiche del personaggio, che secondo me è letteralmente indegno di calcare i campi di calcio. Quindi, piuttosto che inseguire cervellotiche interpretazioni legislative, io mi concentrerei sulla Giustizia Sportiva per fare in modo che questo signore sconti davvero una pena esemplare, senza diritto alla grazia, e nella ripulsa generale di tutto il mondo sportivo.
Ovviamente, alla Collega deve andare tutta la solidarietà del mondo arbitrale e la nostra vicinanza perchè già nessuno ha il diritto di criticarci e motteggiarci in virtù della nostra condotta in campo. Farlo con chiare allusioni al sesso diventa oltremodo odioso.
ps: facendo qualche ricerca rinfrescando le mie nozioni di diritto privato, ho trovato una bella sentenza di Altalex in questo senso (che però riguarda molestie ... mano morta in un centro commerciale nello specifico) e non è attinente al caso in questione:
http://www.altalex.com/index.php?idnot=1171