Ora ... non è che a me dia fastidio che mi si dica che sbaglio ... dirò di più: avendo (purtroppo) anche smesso di andare sui terreni di gioco a dirigere gare, non mi si pone nemmeno il problema, nel caso dovesse verificarsi un fatto del genere, di dover prendere una decisione ... tutt'al più mi può capitare di dover dire ad un arbitro, se la decisione da lui presa in quella circostanza sia stata corretta o meno ... ma anche se avesse sbagliato (dal mio punto di vista, è ovvio), non giudico una prestazione da un singolo episodio.
Il problema, casomai, è cercare di dare una linea uniforme alle interpretazioni del Regolamento ed in questo, a mio parere, non aiuta andare a ripescare un testo di sei anni fa (palesemente superato) o cercare la definizione tratta dal vocabolario di un termine utilizzato da chi ha redatto (peraltro traducendolo da un'altra lingua) il testo regolamentare. Il punto non è stabilire il significato di una determinata parola nella lingua italiana, ma il significato che il "legislatore" intendeva darle nel contesto in cui l'ha scritta (o tradotta).
E' indiscutibile che la Guida Pratica, oltre a costituire una sorta di "giurisprudenza" alla quale far riferimento, pur non avendo valore normativo, dovrebbe aver lo scopo aiutare l'arbitro nell'intepretazione del Regolamento.
E' altrettanto indiscutibile che la Guida Pratica, nella sua attuale versione, stabilisca quanto segue:
- un attaccante calcia il pallone in direzione della porta sguarnita; un difensore lancia una scarpa o un altro oggetto che colpisce il pallone impedendogli di entrare in porta. L'arbitro deve accordare un calcio di rigore ed
espellere il difensore, in quanto la scarpa o l’oggetto
è considerato come un prolungamento della mano del calciatore, pertanto il calciatore colpevole è espulso
per avere volontariamente toccato il pallone con le mani, impedendo così la segnatura di una rete (GP IFAB - D/R 4 - Reg.12)
- se in un caso analogo al precedente,
è il portiere che lancia una scarpa o un altro oggetto colpendo il pallone e impedendogli di entrare in porta, l'arbitro deve accordare un
calcio di punizione indiretto ed
ammonire il portiere per comportamento antisportivo (GP IFAB - D/R 5 - Reg.12). Anche in questo caso la scarpa o l'oggetto sono considerati prolungamenti della mano, ma la differenza sta nel fatto che il portiere
può toccare il pallone con le mani all'interno della propria area di rigore, e pertanto viene punito solo per un
comportamento antisportivo.
-
un difendente diverso dal portiere, all'interno della propria area di rigore, tenendo in mano un parastinchi colpisce, con lo stesso, il pallone impedendogli di entrare in porta: l'arbitro accorderà un
calcio di rigore ed
espellerà il difendente (GP IFAB - D/R 6 - Reg.12);
- nella stessa situazione precedente, è
il portiere che, con in mano un parastinchi, colpisce con lo stesso il pallone, impedendogli di entrare in porta: l'arbitro accorderà un
calcio di punizione indiretto ed
ammonirà il portiere per comportamento antisportivo (GP IFAB - D/R 7 - Reg.12); (stesso motivo di cui sopra)
- un calciatore passa volontariamente con i piedi il pallone al proprio portiere che, per evitare un'autorete
o che un avversario se ne impossessi con la evidente opportunità di segnare una rete lo devia o lo blocca con le mani; l'arbitro assegnerà un calcio di punizione indiretto
senza assumere alcun provvedimento disciplinare. (GP AIA - D/R 39 - Reg.12)
- un calciatore di riserva o sostituito, che si trova dietro la propria porta, entra sul terreno di gioco e impedisce la segnatura di una rete
calciando il pallone; l'arbitro interrompe il gioco,
ammonisce il calciatore per
comportamento antisportivo e decreta un calcio di punizione indiretto, a favore della squadra avversaria, nel punto dove si trovava il pallone al momento dell’interruzione (GP IFAB - D/R 13 - Reg.3)
- nelle medesime circostanze di cui sopra, il calciatore impedisce la segnatura
toccando intenzionalmente il pallone con le mani, l’arbitro interrompe il gioco,
espelle il calciatore per aver impedito la segnatura di una rete toccando intenzionalmente il pallone con le mani e decreta un
calcio di punizione indiretto, a favore della squadra avversaria, nel punto dove si trovava il pallone al momento dell’interruzione. (GP IFAB - D/R 13.1 - Reg.3)
Ne ho citati alcuni, forse ce ne sono altri, ma questi casi dovrebbero essere sufficienti a trovare un "filo conduttore" che ci aiuti a stabilire quando si può parlare di Condotta Gravemente Sleale e quando no.
Ancora un'ultima cosa:
(GP AIA - D/R 1,2,7 - Reg.12)
1 CHE COS’È UN
FALLO?
Un fallo è una delle infrazioni punite dalla Regola 12 con un calcio di punizione o di rigore, commessa da un calciatore (titolare) contro un avversario (titolare) o la squadra avversaria (“
fallo di mano”), sul terreno di gioco mentre il pallone è in gioco.
In mancanza di uno o più di questi quattro requisiti l’infrazione non è un fallo; il fatto può costituire, comunque, una scorrettezza.
2 CHE COSA SONO LE SCORRETTEZZE?
La Regola 12 identifica sette categorie di
condotte per le quali un calciatore deve essere ammonito mostrandogli il cartellino giallo. Ulteriori sette categorie di condotte sono quelle per le quali
un calciatore deve essere espulso dal recinto di gioco mostrandogli il cartellino rosso.
L’insieme di queste quattordici infrazioni rappresenta le scorrettezze che possono essere commesse e che vanno sanzionate con il relativo provvedimento disciplinare.
7 CHE COSA SI INTENDE PER COMPORTAMENTO ANTISPORTIVO, CONDOTTA VIOLENTA O GRAVEMENTE SLEALE?
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Comportamento antisportivo:
falli, atti, gesti od atteggiamenti contrari allo spirito del gioco o contro gli ufficiali di gara;
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Condotta violenta:
falli, atti o gesti che arrecano o tendono ad arrecare a chicchessia un danno fisico o morale;
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Condotta gravemente sleale:
falli che impediscano alla squadra avversaria di segnare una rete o la privano di un’evidente occasione da rete.
Ecco qua ... ora abbiamo tutti gli elementi: notate che la condotta gravemente sleale si configura solo verificandosi un "fallo" (è l'unica definizione nella quale non si parla di "atti, gesti o atteggiamenti", ma solo di "falli") e nella definizione di "fallo" troviamo quatto imprescindibili requisiti: commesso da calciatore titolare contro avversario titolare o squadra avversaria (concetto limitato però al solo "fallo di mano"), sul terreno di gioco e col pallone in gioco ... in mancanza di questi requisiti, non vi è "fallo" e quindi non vi è Condotta Gravemente Sleale...
Questa è la disciplina
in questo momento... ma, attenzione, non lo dice ciesse ... il 99,9% di quello che è scritto qui sopra, è ripreso pari pari dal Regolamento; quindi se qualcuno intende confutarlo solo per il gusto di dimostrare che ciesse sbaglia, fa uno sforzo inutile. Se domani il Settore Tecnico pubblica un nuovo regolamento dove tutto quello che ho sopra riportato sparisce o viene significativamente modificato, allora tutto cambia ... fino ad allora, questi sono i criteri ai quali attenersi.
Io non so più che altro scrivere ... se volete, continuate pure la discussione senza di me ... l'unica cosa che vi chiedo è: prima di scrivere qualcosa, controllate che sia compatibile con quanto sopra.
Ad maiora.
