Maxi-squalifica a un giocatore del Futsal Vedelago, la società lo ha cacciato
18 dicembre 2014
VEDELAGO. Tre anni e mezzo fuori dal campo, fino al 30 giugno 2018: sentenza esemplare del giudice sportivo per Pietro Montino, ventitreenne giocatore del Futsal Vedelago (serie D girone F), colpevole di aver aggredito l'arbitro colpendolo con un forte pugno all'addome, costringendo il direttore di gara Fabio Possamai a rivolgersi al pronto soccorso. Tutto è accaduto nella serata di venerdì scorso, dopo il fischio finale del match tra Mussolente e Vedelago giocatosi a Ca' Rainati.
Partita chiusa sull'1-1, ma gli ospiti hanno qualche rimostranza nei confronti dell'arbitro. Ma quella che poteva essere una protesta seppur vibrata, purtroppo per Montino assume un tono molto più grave: minacciose sbracciate, urla fuori misura, tanto che l'arbitro tira fuori il giallo per l'ammonizione. A questo punto Montino perde definitivamente il controllo: prima con una spallata gli fa cadere il cartellino e quando Possamai si china a raccoglierlo, tenta di tirargli un calcio che il direttore di gara riesce ad evitare.
Non può però evitare il forte pugno con cui Montino lo colpisce all'addome. L'arbitro è a terra, si contorce per i forti dolori, non riesce a respirare. Dopo qualche tempo pensa di essersi rimesso in sesto e decide di far ritorno a casa. Ma anche quando è in auto continuano le forti fitte allo stomaco. Deve fermarsi al pronto soccorso, dove viene dimesso con una prognosi di cinque giorni. È facilmente intuibile che la decisione del giudice sarà pesante, ma i dirigenti del Futsal Vedelago non attendono il responso: immediatamente hanno proceduto con lo svincolo definitivo del calciatore, cosa che chiude ogni suo rapporto con la società. Una misura adottata senza nessuna remora, al di là di qualunque ipotetica ragione di lamentarci» spiega il presidente Roberto Gaggio «in campo non si deve mai perdere la testa e stavolta si è andati davvero oltre».
Una decisione condivisa anche dall'assessore allo sport di Vedelago Stefano Beltrame: «Su certi comportamenti non si può transigere: farlo sarebbe dare un messaggio sbagliato, soprattutto, nel mondo dello sport, ai nostri giovani».
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