Un'altro giovane arbitro ha dovuto sospendere una gara di seconda categoria perchè aggredito e poi si è dovuto recare in ospedale, ecco l'articolo con interviste su questa escalation di violenza, dall'Adige di oggi:
Il fenomeno nel calcio regionale ha una dimensione epocale. Tre partite sospese nel giro di una settimana. Prima e Seconda categoria sconvolte dalla «sindrome arbitrale». Paura e pericolo. Scenari inquietanti a Malè, Trento e Rovereto. Al «Baratieri» insulti di stampo razzista verso il fischietto di origine egiziana Mohammed El Hadi: individuato un tifoso esagitato del Valsugana, inchiesta del Commissariato di Rovereto, segnalazione all'Osservatorio nazionale antiviolenza di Roma. «Siamo obbligati - ci ha detto il presidente del comitato regionale Denis Salati, che non può approfondire gli scottanti argomenti ma ha questa «gatta da pelare» dopo la fresca nomina di fine agosto - a riferire ogni volta a questa istituzione i casi di interruzione legati ad una situazione ambientale ostile». La regola 5 sull'arbitro parla chiaramente di «partite interrotte per interferenze esterne» e per «situazioni di gioco e non». L'arbitro ha un potere assoluto di decisione. A Malè e Trento la tensione si tagliava a fette: dopo un gol il pubblico scatenato e l'arbitro Leonardo Avona che individuava due giocatori esagitati poi lo stop, dopo un'espulsione, domenica scorsa, l'arbitro Yuri Zampedri, un altro giovane della linea che Salati intende fortificare, viene assalito da alcuni giocatori del Cristo Re. Anche lui ferma tutto poi si reca all'ospedale Santa Chiara a farsi medicare per ferite varie. Ma che sta succedendo? Amedeo Cerbaro , allenatore della Nordauto Virtus a Trento, già del Pinè, è esperto conoscitore di questi tornei minori. «Da vent'anni a questa parte non mi risulta che ci siano stati tre episodi simili in così ravvicinato lasso di tempo. L'episodio con il Valsugana malauguratamente coinvolto (per responsabilità oggettiva) - continua il mister che è anche il presidente dell'associazione allenatori del Trentino - fa testo a parte. Lì c'è un individuo che va segnalato e cacciato da tutti i campi. Inveiva anche contro la mia squadra. Sulle tensioni avvenute sugli altri campi posso sottolineare che spesso gli arbitri, troppo giovani e legati alle teorie, non riescono a tenere in pugno le partite. Come responsabile degli allenatori da tempo chiedo che ci sia più collaborazione tra noi e la classe arbitrale, proprio per prevenire. Dobbiamo tutti fare autocritica. Da una parte è comodo dare la colpa all'arbitro, dall'altra vorrei un comportamento meno altezzoso. Costruiamo un calcio migliore e facciamolo tutti assieme. Noi del calcio giocato promettiamo di essere più tolleranti e loro, quello che il calcio lo dirigono, usino più umiltà e meno superiorità nell'applicare il regolamento». Fabrizio Brunialti è stato arbitro della sezione di Trento fino alla Can-C e anche direttore sportivo del Mezzocorona nell'anno del trionfo in D: «C'è qualcosa che non quadra - ci dice il manager - in questo nostro mondo del calcio dilettantistico e naturalmente è giunta l'ora di darsi una regolata. Quando s'innescano situazioni di pericolo nell'ambiente dopo sole cinque giornate di campionato è veramente intollerabile il clima che s'è creato. L'esasperazione non è più solo una componente professionistica, purtroppo. Il disagio è di tutte le componenti e quindi avviamo concretamente questa politica del dialogo. È giusta la strada che ha intrapreso il mio amico Denis Salati, salito su una poltrona che ora scotta, perchè i giovani vanno incentivati nel dirigere i match. È assurdo dire che "torni Salati". Lui ha l'esperienza per aiutare gli arbitri a costruirsi una personalità, che poi deve risultare sui campi dove sono completamente soli a gestire 22 giocatori, tecnici e dirigenti. Tolleranza zero con la violenza e con gli insulti. Tutti dovrebbero divertirsi non scendere in campo rischiando l'incolumità. Riflettiamo, seriamente».
