da Repubblica.it
Un programmino deludente. L'Aia, associazione italiana arbitri, va verso le urne spaccata più che mai: sono in due, entrambi toscani, a contendersi l'eredità di Cesare Gussoni. Appuntamento alle urne venerdì 6 marzo, a Fiumicino. Marcello Nicchi e Matteo Apricena hanno presentato il loro programmino, modesto assai, e in più garantiscono che vogliono continuare con Pierluigi Collina designatore. Apricena anzi spiega che l'ex arbitro è una "risorsa" per il calcio italiano: innegabile che sia così, è una risorsa e non certo un problema. Per questo Collina deve poter concludere il suo lavoro, ora a metà. Ma la domanda semmai è un'altra: Apricena è forse una risorsa per il mondo arbitrale? Non tanto lui, illustre carneade, ma soprattutto c'è gli sta dietro. Maurizio Lascioli, ad esempio, che potrebbe fare il vicepresidente: si è dimesso dalla carica di presidente della commissione d'appello Aia e pochi giorni dopo (guarda la coincidenza...) ha lasciato al suo vice, Giovanni Boldrini, il compito di assolvere il dirigente calabrese Orlando Bombardieri (vedi Spy Calcio del 25 febbraio) con una sentenza che ha creato non poco scandalo in Federcalcio. Bombardieri, che vale un paio di voti, aveva "distratto" parecchi soldi (oltre 100.000 euro) dalle casse del Cra calabrese, per acquistare beni (computer, televisori, eccetera) per sé e per la figlia. Cose da non credere. Condannato dal tribunale civile di Catanzaro a rifondere il maltolto, era stato anche radiato (ritiro tessera) dall'Aia: in appello, ecco un bel colpo di spugna. Tutto cancellato. Assente addirittura l'appellante (Bombardieri che ha mandato una memoria), e anche il procuratore arbitrale (Marcello Cardona), Boldrini se l'è cavata con una paginetta di motivazione (dieci erano state invece quelle in primo grado, e ben precise). Non ha letto forse il giudice la sentenza del tribunale civile di Catanzaro, in data 9 giugno 2008. E così Bombardieri torna in squadra, lui che è cognato di Pippo Capellupo, componente del comitato nazionale e altro esponente della cordata-Apricena. Capellupo è in attesa di processo (per una questione di tessere telefoniche regalate ad amici e amici degli amici...) ma l'udienza, chissà mai perché, è stata rinviata al 19 marzo, dopo le elezioni. Un bell'ambientino, no? Che fa Cesare Gussoni, presidente-galantuomo? Sta consultando i legali dell'Aia ed è pronto ad intervenire sul processo-farsa a Bombardieri.
Che fa Giancarlo Abete? E' indignato e preoccupato. L'Aia è autonoma, d'accordo: ma i soldi sono Figc e questa storia di poltrone non gli piace per niente. Dietro ad Apricena, che tuona ("non sono un burattino di nessuno"...), ci sono gli uomini di Tullio Lanese. Dall'avvocato Napoli al mitico Ingargiola. Potrà mai Collina restare in compagnia di quella gente?
Fulvio Bianchi

e continuiamo a discutere delle elezioni e non di questa vicenda, che tra l'altro, come ha detto Javasup, sembra essere tornata la tranquillità.