Caso D'Onofrio, accuse pesanti per Trentalange

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Re: Caso D'Onofrio, accuse pesanti per Trentalange

Messaggioda mercarte il sab dic 10, 2022 11:56 am

Il problema è che nè i dirigenti nazionali (peraltro nominati...) nè i presidenti possono fare molto.
Non è prevista una "sfiducia" nella nostra associazione. Una volta eletti a presidente nazionale si è praticamente tiranni.
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Re: Caso D'Onofrio, accuse pesanti per Trentalange

Messaggioda bracco75 il sab dic 10, 2022 11:59 am

mercarte ha scritto:Il problema è che nè i dirigenti nazionali (peraltro nominati...) nè i presidenti possono fare molto.
Non è prevista una "sfiducia" nella nostra associazione. Una volta eletti a presidente nazionale si è praticamente tiranni.

ci sono tanti modi democratici per manifestare il proprio sdegno...io vedo tanto lassismo...
Non è che ho paura di morire. Solo che non voglio esserci quando accadrà. W. Allen
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Re: Caso D'Onofrio, accuse pesanti per Trentalange

Messaggioda LeaderSheep il sab dic 10, 2022 12:07 pm

mercarte ha scritto:Il problema è che nè i dirigenti nazionali (peraltro nominati...) nè i presidenti possono fare molto.
Non è prevista una "sfiducia" nella nostra associazione. Una volta eletti a presidente nazionale si è praticamente tiranni.


Ipotizziamo per assurdo che il 15-20% dei presidenti sezionali rimettano subito il loro mandato nelle mani del presidente nazionale, dando diffusione della notizia tanto da farla arrivare al presidente federale, sarebbe un fatto "politicamente" rilevante o "banalmente" si procederebbe solo a sostituirli, commissariando le sezioni o indicendo le elezioni?
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Re: Caso D'Onofrio, accuse pesanti per Trentalange

Messaggioda BlueLord il sab dic 10, 2022 12:21 pm

Trentalange assediato: «Ma io non mi dimetto»
Il capo degli arbitri chiede di essere ascoltato. Ma il CF straordinario convocato per lunedì 19 potrebbe portare al commissariamento.

Il caso D’Onofrio, l’ex Procuratore capo dell’AIA arrestato con l’accusa, per la Guardia di Finanza che ha indagato, di traffico internazionale di stupefacenti, è una slavina che sembra essere arrivata a valle. La Federcalcio, che si era subito mossa - e che avrebbe gradito, inutile nasconderlo, altri comportamenti - ha ricevuto (unitamente ai vertici arbitrali) ieri l’avviso di chiusura indagini da parte della Procura federale guidata da Chinè in merito ai comportamenti, ritenuti «disciplinarmente rilevanti» del presidente dell’AIA, Alfredo Trentalange. Le accuse non sono leggere, soprattutto allungano il cono d’ombra su una categoria che dovrebbe invece essere specchiata.

CONTESTAZIONI
A Trentalange sono mosse accuse pesanti, che il presidente dell’AIA sarebbe pronto a confutare. Un ruolo decisivo per dare una spinta all’inchiesta l’ha (avrebbe) avuto anche il Ministro dello Sport, Abodi, infastidito (dicono) non poco dalla replica di Trentalange a Nicchi su chi avesse presentato chi. Cosa che è stata accertata dalla Procura federale e che ha mandato di traverso la colazione allo stesso Abodi. Ci sono diversi punti decisamente di altro spessore sui quali la Procura ha voluto fare chiarezza. E sui quali Trentalange ha chiesto di essere ascoltato al più presto (cosa, peraltro, prevista dai regolamenti, ci sono 15 giorni di tempo). Gli scenari possibili sono due: o le dimissioni (negate da Trentalange, anche dopo una riunione informale di ieri) oppure si rischia di arrivare al Consiglio federale del 19, quando la questione AIA è stata messa all’ordine del giorno, con il commissariamento sul tavolo.

DIMISSIONI
Il primo nodo riguarda le dimissioni di D’Onofrio che Trentalange avrebbe presentato al Comitato Nazionale di Caltanissetta il 12 novembre su un foglio firmato recante la data del 9 novembre, inviato dalla mail del fratello di D’Onofrio, Giuseppe (anche lui facente parte dell’AIA, settore tecnico, del quale pare invece ora non faccia più parte). Ebbene: quando la mail è stata inviata, Rosario D’Onofrio era già stato arrestato; ancora, quando è stata firmata, il 9, lo stesso ex PM arbitrale si trovava a Roma proprio all’AIA e non aveva espresso la volontà di dimettersi. C’è poi il mistero della firma: Rosario D’Onofrio invece di D’Onofrio Rosario, come era solito firmare i suoi documenti. È stata falsificata?

BUGIE
Chinè contesta a Trentalange «qualsiasi iniziativa, anche la più minimale» (un incipit che ricorre spesso nel documento di chiusura indagini) in merito a quanto ha dichiarato pure in sede di Consiglio federale sui titoli di D’Onofrio. Un aspetto è rilevante: gli 007, con i faldoni della DDA di Milano, hanno accertato che D’Onofrio era sottoposto agli arresti da maggio 2020 a settembre 2022, prima in carcere (maggio-settembre 2020) poi ai domiciliari. Come è stato possibile che l’AIA lo abbia visto per nominarlo Procuratore? Poi c’è il rilievo del ministro Abodi, che aveva sottolineato nei giorni scorsi di essere «rimasto stupito che nessuno abbia sentito il bisogno di mettersi a disposizione». Nel comunicato diffuso in serata, Trentalange ha ribadito che «non honessuna intenzione di dimettermi». Ebbene, secondo gli accertamenti della Procura, Trentalange era legato a D’Onofrio «da consolidato rapporto personale», visto che contattò telefonicamente Andrea Sandroni (nel testo c’è un refuso): all’ex vice presidente della Commissione Disciplinare Nazionale, che aveva riscontrato «negligenza ed inadeguatezza professionale» di D’Onofrio, chiese «di non assumere nuove iniziative contro Rosario D’Onofrio (...) interferiva con l’attività, le prerogative, l’autonomia e l’indipendenza di un organo di giustizia sportiva».

RIMBORSI
C’è stato anche un altro mancato controllo, grave anch’esso. D’Onofrio, secondo la Procura federale, «ha presentato richieste di rimborso spese allegando biglietti ferroviari falsificati, e mai emessi dalla società di gestione dei servizi di trasporto, creando un danno economico di rilevante entità alla Figc ed all'Aia» non essendo praticamente quasi mai venuto a Roma e partecipando «solo a pochissime riunioni in presenza (17 giugno 2021, 1 aprile 2022, 5 settembre 2022)». Incredibile visto che era stato il PM di Rimborsopoli...

DIFESA
In serata, come detto, il comunicato di Trentalange, che ha sempre respinto qualsiasi tipo di accusa, urlando la sua estraneità ed innocenza, pronto a ribadirle davanti a Chinè, forte del fatto che la conclusione delle indagini è basata sulle deposizioni di alcuni (pare quattro) ex dirigenti e funzionari dell’AIA, compreso Nicchi: «Ho preso atto con stupore e amarezza del contenuto della comunicazione inerente la chiusura dell’istruttoria della Procura Federale relativamente al caso D’Onofrio anche se è bene precisare che non si tratta di un deferimento a mio carico. In tal senso ho chiesto di essere sentito con estrema sollecitudine dal Procuratore, Dott. Giuseppe Chinè, non solo a mia tutela ma soprattutto nell’interesse di tutta l’Associazione Italiana Arbitri. Tengo a chiarire che non ho nessuna intenzione di dimettermi». Insomma, l’AIA è pronta a dare battaglia contro la Figc. Comunque vada, una brutta storia.

Edmondo Pinna
Corriere dello Sport 10/12/22
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Re: Caso D'Onofrio, accuse pesanti per Trentalange

Messaggioda LeaderSheep il sab dic 10, 2022 12:25 pm

Arbitri, l'inchiesta travolge Trentalange: proteggeva il procuratore-narcos D'Onofrio
di Matteo Pinci
La corsa di Alfredo Trentalange è finita. Il terremoto che ha travolto gli arbitri finirà per smantellarne anche il vertice. Gli hanno concesso una settimana di tempo per scegliere cosa fare, poi la Federcalcio chiuderà d'imperio la sua stagione da presidente dell'Associazione italiana arbitri: il commissariamento dell'Aia è diventato un atto inevitabile. Perché le indagini sul caso D'Onofrio, il procuratore degli arbitri arrestato per traffico di stupefacenti, hanno rivelato un quadro persino peggiore di quanto le premesse annunciassero. Un danno mostruoso alla credibilità del sistema arbitrale, oggi scosso da una frattura interna micidiale.
Alla luce degli elementi messi nero su bianco dal Procuratore federale della Federcalcio Giuseppe Chinè nell'avviso di chiusura indagini, emerge chiaramente come Trentalange non abbia fatto nulla, "nessuna iniziativa, neanche la più minimale" per preservare l'Aia dalla vergogna. Non solo, ha rivelato come in più casi abbia avuto responsabilità anche nella condotta di D'Onofrio: un soggetto che avevano cacciato dall'esercito perché si spacciava per medico senza esserlo. "Negligente e inadeguato" per il presidente della sua Commissione disciplinare, quello per il falso doveva essere un vero e proprio vizio per lui, visto che ha contraffatto persino biglietti del treno mai acquistati per avere i rimborsi dell'Aia. Materiale emerso dagli atti della DDA, acquisendo documenti dell'Aia e ascoltando persone informate.
Ha atteso forse troppo, il presidente della Federcalcio Gabriele Gravina, per risolvere la questione anche da un punto di vista politico: nell'Aia tanti avrebbero voluto da un mese la testa di Trentalange. Il Consiglio federale che segnerà la sorte del capo degli arbitri è stato convocato per il 19 dicembre. Non per attendere la fine dei Mondiali, ma per dare a Trentalange una exit strategy: le dimissioni - anche se lui continua a respingere anche solo l'idea di fare un passo indietro - gli eviterebbero la gogna di essere buttato fuori dalla sua stessa associazione e qualcuno tra i consiglieri è convinto che con qualche giorno di attesa ci sia modo di farlo ragionare. Con lui, inevitabile la caduta dell'intero consiglio, compreso il vice Baglioni, suo fedelissimo.

https://www.repubblica.it/sport/calcio/ ... 378319319/
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Re: Caso D'Onofrio, accuse pesanti per Trentalange

Messaggioda BlueLord il sab dic 10, 2022 12:29 pm

Se non ci fosse da piangere, ci sarebbe da ridere. Quello che faceva D'Onofrio secondo queste ultime notizie, era ciò che lui poi andava a cercare e stanare in altri associati, francamente con questo si può anche intuire il modo di agire dell'ex procuratore arbitrale, che sicuramente provava e non poco compiacimento nel mettere in atto tutto ciò, facilissima la lettura psicologica... ma purtroppo non possiamo ridere e dobbiamo invece piangere per quanto accaduto e sta continuando a succedere.
Pagina nerissima che il comitato nazionale avrebbe voluto chiudere, ripeto e a mio parere, in maniera ben troppo facile e semplicistica.
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Re: Caso D'Onofrio, accuse pesanti per Trentalange

Messaggioda Fox4088 il sab dic 10, 2022 12:55 pm

- 9…
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Re: Caso D'Onofrio, accuse pesanti per Trentalange

Messaggioda lahir il sab dic 10, 2022 12:56 pm

Al netto del fatto che questa pervicacia dei membri del CN a rimanere attaccati alla poltrona me li rende simpatici (io non reggerei una pressione del genere, chapeu), mi chiedo ma non hanno un amico che possa loro consigliare? Qualcuno che alzi il telefono e gli dica "oh, raga, ma che fate? cavolo che pasticcio. Senti molla tutto, dimettiti e scappiamo a farci una vacanza sulla neve e fan*ulo l'AIA! Dài, offro io!". Veramente non hanno un amico? Marby, tu avevi detto di essere dispiaciuto di quello che accadeva per il tuo legame di amicizia. Fallo valere, aiutali!
Personalmente, non provo acredine verso i membri del CN, provo una certa simpatia umana e una compassione per quello che stanno subendo (ripeto io non reggerei un minuto in una tempesta del genere).

Infine, lasciatemi ridere: ma veramente D'Onofrio firmava prima con cognome e poi col nome?! :redcard solo per questa cosa non avrebbero dovuto dargli mezzo incarico nell'AIA :lol:
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Re: Caso D'Onofrio, accuse pesanti per Trentalange

Messaggioda liberaia il sab dic 10, 2022 12:57 pm

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Re: Caso D'Onofrio, accuse pesanti per Trentalange

Messaggioda Justice Arch il sab dic 10, 2022 1:02 pm

“Alfredino, così chiamato con affetto, si è però fidato troppo del suo vicario, il fiorentino Duccio Baglioni. Troppo potere per Baglioni, che si occupato in prima persona della parte politica. Un errore di Trentalange che ora pagherà caro”.
A maggio Duccio Baglioni dopo aver ritirato un premio alla cena della sezione di Ravenna, prese il microfono e utilizzò lo spazio a lui concesso per ammonire i Presidenti di sezione riguardo al loro atteggiamento poco collaborativo nei confronti della Presidente del CRA alla quale “cambieremo la squadra ma mettetevi il cuore in pace perché è confermata anche per la prossima stagione”. Il gelo in sala fu rotto dal maldestro tentativo della Presidente CRA di far partire un applauso che stentò ottenendo solo il risultato di evidenziare un diffuso imbarazzo. Dal tavolo dei Presidenti di sezione (e ci mancherebbe) non partì l’applauso e questo irritò ulteriormente Baglioni al punto che in stile “Istitvto Lvce” rivolgendosi loro disse: “i Presidenti di Sezione non applaudono ma avremo tempo e modo per parlare anche di questo”.
La gravità di quell’intervento forse a qualcuno non è ancora chiara, il vicepresidente dell’AIA con due mesi di anticipo stava confermando il Presidente del CRA (poi confermato a fine stagione) togliendo anche quella facciata di democrazia alla telefonata di fine stagione poi codificata come “non vincolante” nel nuovo regolamento associativo. Quel “le cambieremo la squadra”, che probabilmente la Presidente non ha colto, abbagliata come sempre dal suo ego, altro non era che una manifesta dichiarazione di sfiducia dei suoi confronti al punto di prevaricarne l’autonomia decisionale.
Nella Consulta che si tenne il mese successivo due Presidenti di sezione in particolare sollevarono questioni riguardo all’inopportunità dell’intervento di Baglioni alla cena di Ravenna definito senza mezzi termini intimidatorio e perplessità circa l’operato del CRA nella stagione che andava a concludersi.
Oggi uno di quei due Presidenti è stato deferito e poi sospeso per due mesi in primo grado e all’altro è stata ritirata la tessera in primo grado, poi restituita in secondo grado con una sospensione di 20 mesi. La sezione di questo (ex) Presidente nel corso dell’estate è stata oggetto delle attenzioni dalla Procura di D'Onofrio che ha aperto altri fascicoli tutt’ora in attesa di relazione istruttoria in capo al vicepresidente Vicario e ad altri tre associati per questioni legate alla vicenda che hanno portato alla sospensione del loro (ex) Presidente. In particolare, due di loro sono indagati solo per aver relazionato agli associati cosa stava accadendo al loro Presidente esprimendogli in tale contesto la loro vicinanza.
La vicenda di questa sezione è qualcosa di molto simile alla vicenda di Foggia, di Giacomelli, Morganti o di quei Presidenti indagati dalla Procura per non aver consegnato l’elenco degli associati ai quali distribuire l’anticipo di 200 euro sulle designazioni. E bene hanno fatto dal momento che in tutte le sezioni ci sono associati che hanno rassegnato le dimissioni prima di maturare l’anticipo. E ora chi rifonde il danno?
Chi non è passato tre le grinfie di D’Onofrio E DEI SUOI COLLABORATORI non può immaginare quale fosse il clima e le pressioni alle quali si veniva sottoposti. Che D’Onofrio fosse una persona eticamente e moralmente inqualificabile lo abbiamo capito tutti, che fosse una persona violenta pure, ma vogliamo proprio liquidare la questione dicendo che facesse tutto per un proprio compiacimento o per delirio di onnipotenza? È impensabile escludere correità tra la politica e D’Onofrio ma anche tra D’Onofrio e i suoi stessi collaboratori e solo chi è stato investito da questo uragano può capire con quali modalità si svolgevano gli interrogatori e si raccoglievano le prove a carico degli incolpati.
Sono stati aperti oltre duemila fascicoli in due anni da D’Onofrio, tre al giorno, è lecito farsi qualche domanda soprattutto alla luce del profilo morale del Procuratore e dopo aver ascoltato le intercettazioni telefoniche con Avalos?
Possiamo farci qualche domanda dopo aver appreso che Trentalange avrebbe chiesto al vicepresidente della Commissione Disciplinare Nazionale Andrea Santoni di non assumere nuove iniziative contro D'Onofrio?
Per concludere mi rivolgo a chi a più riprese ha puntato il dito contro i Presidenti di sezione accusandoli non aver preso posizione rispetto al comportamento del CN nella vicenda D’Onofrio. A loro chiedo di non fare di tutta l’erba un fascio perché se è vero che si sono tanti Presidenti (ma tanti) che in stile Razzi si fanno “li cazzi propri”, se è vero che ci sono Presidenti che hanno sempre cavalcato l’onda preoccupandosi solo di salire sul carro del vincitore, è altrettanto vero che ci sono Presidenti che sono stati sommersi da tonnellate di letame e hanno perso tutto per aver fatto sentire la loro voce. A questi UOMINI si deve quantomeno rispetto se proprio non una medaglia al valore come qualcuno ha proposto.
Infine, e poi chiudo veramente, capisco che l’amnistia rappresenti una scorciatoia e forse alla luce di quanto accaduto anche un atto dovuto, ma ritengo che chi è stato ingiustamente perseguitato abbia diritto di avere un processo regolare e la possibilità ripulirsi dalle infamie che sono state rese pubbliche attraverso i vari comunicati.
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