da Observer il mer gen 31, 2024 10:17 am
Ho appena sentito il secondo servizio delle Iene. A parte le interviste di Luca Marelli, di Gavillucci di Girardi e di Pasqua, quello che mi ha colpito molto è stato l'apporto dei giovani Colleghi delle categorie inferiori.
Ora, io penso che il problema dei problemi sia relativo al mancato inquadramento dei ragazzi della CAN con contratti di lavoro veri e seri. Le soluzioni che si sono palesate negli anni sono state tutte raffazzonate, inorganiche e soprattutto poco trasparenti nei meccanismi di entrata ed uscita dalla "professione" di Arbitro di serie A.
E' ovvio a tutti che l'Arbitro inizia come un appassionato, sportivo, dilettante. Si iscrive ad una Associazione, ne accetta i regolamenti all'atto del superamento del corso Arbitri. Esiste un regolamento Associativo, che ne disciplina la vita all'interno dell'Associazione.
Questo, fintanto che non arriva alla CAN.
Qui le questioni cambiano, e l'appassionato sportivo diventa un professionista, un lavoratore subordinato anche se ha un contratto annuale. E come tale ha diritto a tutte quelle tutele che l'Avvocato elencava, in merito a ferie, festività, tfr, ma soprattutto massima cristallina scala di valutazione delle performance per giustificare l'eventuale mancato rinnovo del contratto.
In altre parole, tutto quello che si dice nel servizio è parzialmente vero e parzialmente condivisibile ma è il meccanismo proprio delle associazioni a essere fatto in questo modo.
La CAN, dovrebbe essere un mondo a parte, ma per davvero. Con una propria entità legale distinta, dei contratti di lavoro, un ufficio del personale, al limite una certificazione ISO 14000 di processo che possa garantire a tutti coloro che ne entrano a far parte procedure certe, meccanismi di valutazione trasparenti e soprattutto equi.
Di certo, non è come dice Luca Marelli un problema se il Presidente dell'AIA nomina il responsabile della CAN ... cosa peraltro non vera. Il responsabile della CAN lo nomina il Comitato Nazionale ... il che è leggermente diverso. Qua sembra che Carlo Pacifici si metta in testa il cappello di Napoleone e decida tutto lui.
Non è proprio così.
Se quindi pensiamo che il Comitato Nazionale non funzioni perché decide in egemonia, cambiamolo. Obblighiamo il Comitato Nazionale a riunioni pubbliche e accessibili in streaming a tutti. Allarghiamolo a un rappresentante per Regione, a un rappresentante per Organo Tecnico.
Di certo, io non penso che il modo giusto di cambiare l'Associazione sia andare incappucciati alle Iene a rilasciare interviste anonime. Non si fa così!
PS: io non so (ve lo giuro) se qualche manina ci possa essere dietro a questa denuncia. Mi auguro che non sia così. Una cosa la so: se pure fosse, guardate che le Iene non sono manovrabili da nessuno, e cercano solo di fare audience, share. E dall'altro ... a me sembra viste le interviste dei giovani Colleghi che la cosa stia andando un po' oltre quello che poteva essere l'aspettativa di far casino. Se pure ci fosse una mente dietro a questa denuncia ... faccio presente che una volta che le Iene avranno finito davvero chi resterà in piedi non potrà fare altro che governare macerie dopo una esplosione termonucleare
Bisogna cambiare tutto, affinché nulla cambi!
(Giuseppe Tomasi di Lampedusa)