-- ven ago 23, 2024 11:31 am --
lahir ha scritto:cammello ha scritto: Venendo al cosa specifico chiedo ai più esperti come debba essere inteso il patteggiamento a livello di accadimento dei fatti contestati. Abbiamo un OA che accetta 4 mesi per "atteggiamento molesto, volgare e finanche lesivo della di lui dignità e integrità psicofisica. E più precisamente per avere nel corso di quel colloquio (istituzionalmente finalizzato ad una disamina tecnicoanalitica della direzione di gara al fine di valutare la prestazione del DDG): i) rivolto all’A.E. LONGO domande del tutto personali, decontestualizzate e in alcun modo attinenti alla valutazione tecnica della direzione di gara; ii) nello spiegare all’A.E. LONGO alcuni errori commessi durante la direzione di gara tenuto comportamenti tali da aver suscitato nell’A.E. LONGO un senso di profondo disagio e disappunto in quanto avvertiti come oggettivamente molesti per aver arrecato ad esso disturbo, fastidio e prodotto un perdurante turbamento della propria tranquillità emotiva".
Dal punto di vista tecnico, l'applicazione concordata della sanzione è paragonabile al patteggiamento: io non voglio sobbarcarmi l'onere di un procedimento, non voglio difendermi, non voglio subire l'alea del processo, per cui rinuncio ai miei diritti di difesa, rinuncio alla possibilità di una assoluzione e concordo con la procura l'applicazione della pena. Di contro, la procura se ritiene di non avere elementi solidissimi, se ritiene di voler evitare l'onere di un'istruttoria concorda e propone il patteggiamento (che deve essere comunque avvallato dal giudicante). Ora, cosa significa? Una cosa molto importante dal punto di vista del garantismo: chi patteggia non è considerato colpevole, né il patteggiamento è equiparabile ad una sentenza di condanna. Questo è dal punto di vista tecnico, senza voler entrare nella vicenda che non conosco per nulla e che dal comunicato non è possibile conoscere.
lavori ha scritto:Avallare, con una v, non con due
