NicoRizzo ha scritto:f_neek ha scritto:NicoRizzo la tua disamina è tecnicamente ineccepibile, ma quelli che tu riporti come due elementi che si devono verificare insieme, nel regolamento sono elencati chiaramente come alternative. Ora, il regolamento è scritto male? È possibile. Ma a mio parere non si rende un buon servizio se nell’interpretazione di una norma ne si stravolge il significato.
Se sul regolamento c’è scritto che il fuorigioco diventa punibile se c’è un’interferenza con un avversario ostruendo chiaramente la linea di visione (che è questa situazione) O se c’è un impatto sulle capacità del difendente di giocare il pallone, allora non si può dare come spiegazione il fatto che sì, era sulla linea, ma non c’è stato impatto nel giocare il pallone. È un bel cortocircuito.
E soprattutto: allora presumendo che i portieri di serie A siano più forti di quelli di serie D, bisogna applicare la norma in modo diverso perché quelli di serie D, sulla carta, non riuscirebbero comunque a compiere la parata? Mi sembra una spiegazione tirata per i capelli.
Riporto pag. 84:
Un calciatore in posizione di fuorigioco nel momento in cui il pallone viene giocato
o toccato da un suo compagno deve essere punito soltanto se viene coinvolto nel gioco attivo:
• interferendo con il gioco, giocando o toccando il pallone passato o toccato da un compagno
oppure
• interferendo con un avversario:
• impedendogli di giocare o di essere in grado di giocare il pallone, ostruendogli chiaramente la linea di visione, o
• contendendogli il pallone, o
• tentando chiaramente di giocare il pallone che è vicino quando questa azione impatta sull’avversario, o
• facendo un’evidente azione che chiaramente impatta sulla capacità dell’avversario di giocare il pallone
In realtà non concordo con la tua interpretazione letterale: a me sembra che l'interferenza debba essere tale da impedire di giocare il pallone o di esserne in grado MEDIANTE l'ostruzione della linea di visione (letteralmente ostruendogli).
Le condizioni alternative sono riportante ciascuna punto per punto, ma nel primo punto troviamo questi due periodi che a mio avviso stabiliscono una doppia condizione che deve essere soddisfatta affinché possa configurarsi il motivo di annullamento di cui a quel punto 1. Altrimenti non avrebbe senso la divisione per punti, oppure non avrebbe senso inserire le due condizioni nello stesso punto quando tutte le altre sono riportate singolarmente.
In ogni caso, è vero che poi entrano in gioco fattori soggettivi ma questo è il problema che le direttive cercano di risolvere: allora l'alternativa sarebbe fare finta che la prima condizione sulla capacità di giocare il pallone non ci sia, oppure che sia sempre presunta la capacità del portiere di poter giocare il pallone. In entrambi i casi mi sembra una palese violazione del regolamento, che altrimenti non riporterebbe quella condizione se fosse sempre presunta come esistente e soddisfatta.
Io ho inteso quel “ostruendogli” non come una modale, ma semplicemente come un’altra voce di un elenco. È una mia interpretazione, ma capisco anche ciò che vuoi dire tu, pur non essendo d’accordo con la conclusione del ragionamento.
Aggiungo, la guida pratica, alla regola 11, recita:
“L’espressione [azione che impatta sull’avversario] si riferisce alla capacità (anche potenziale) del difendente di giocare il pallone e si applica a quelle situazioni in cui il movimento del difendente per giocare il pallone viene ritardato, ostacolato o impedito dal calciatore in fuorigioco”.
A mio parere, un portiere che deve spostare la testa per vedere partire il pallone, vede il suo movimento per giocare lo stesso quantomeno “ritardato e ostacolato”, pertanto si configurerebbe la punibilità, in quanto la capacità del difendente di giocare il pallone è sempre considerata potenziale e, di conseguenza, sempre presunta secondo me. Poi, magari ne stiamo facendo una questione di lana caprina, però le direttive stridono, e non di poco, con la stesura della norma secondo me.
