Creazione di una società come la PGMOL in Inghilterra: Rocchi si candida, il sì arriva da Gravina.
Arbitri all’inglese.
Che non è un giudizio (e non è neanche congiuntivo, direbbe Fantozzi) ma è quello che succederà, forse già dal prossimo anno, ai direttori di gara italiani di vertice. Che si staccheranno dall’AIA (dovrebbero restare la serie C e tutte le categorie dilettantistiche e giovanili) e confl uiranno in una società a sé stante, finanziata dalle due Leghe di riferimento (A e B) e della Figc. Esattamente quello che avviene oggi in Inghilterra, con la PGMOL (Professional Game Match Officials Limited) che dal 2001 gestisce gli arbitri di vertice dei campionati di Sua Maestà. E’ quanto è emerso dal confronto fra il presidente della Figc, Gravina, e i rappresentanti arbitrali, Guida (arbitri in attività), Mazzoleni (VMO, i Var professionisti) e Meli (assistenti) per cercare di disinnescare una situazione che si stava facendo delicata. Antefatto: gli arbitri, dopo una call con il proprio presidente (risultata infruttuosa), s’erano rifiutati di firmare i contratti vista tutta una serie di mancanze e omissioni a fronte di nuove incombenze. Basti pensare, ma è solo un esempio, al VAR announcement, ennesima richiesta senza riconoscimento. Da qui l’intenzione di mettere in atto una sorta di sciopero bianco. Quale? Stop proprio all’annuncio allo stadio, se non da subito, quasi. Così nasce l’incontro con Gravina.
Il punto di caduta è una delle proposte che l’attuale designatore, Gianluca Rocchi, va sostenendo da tempo. Ovvero, la creazione di una società che gestisca gli arbitri di A e B che si stacchi dall’AIA, così da avere vita e soprattutto conto economico propri. Un gruppo al cui vertice potrebbe esserci proprio lui, Rocchi, che alla fi ne di questa stagione avrebbe lasciato la CAN a Orsato, che a quel punto resterebbe in C invece dell’agognato salto. A proposito di Orsato: 150mila euro doveva essere il suo stipendio, 150mila euro è, anche se con formule differenti. Busta paga da 60mila euro come designatore (come Ciampi lo scorso anno) ai quali si affiancheranno ben 90mila euro di bonus per la sperimentazione del FVS (il VAR light che l’ìtalia sta sperimentando per la Fifa in C). Torniamo agli arbitri di vertice. Quella che sarà la nuova società arbitrale in stile Premier avrà il compito di crescere i nuovi arbitri. I soldi arriveranno dalle due Leghe (A e B) e dalla Figc, che pagheranno il servizio. All’analisi e valle arie valutazioni strategiche collaboreranno (così come avviene in Inghilterra) anche ex giocatori ed ex allenatori. Howard Webb, Chief Refereeing Officer della PGMOL inglese, si occupa di 162 arbitri e 350 assistenti arbitrali. Venti gli arbitri professionisti a tempo pieno del Select Group One, 84 quelli a contratto.
CONCESSIONI. La base per chiedere un aumento sarà proprio la creazione di questo nuovo organismo. Ma gli arbitri non sarebbero usciti a mani vuote. Avrebbero ottenuto subito il pagamento del gettone-partita, disgiunto dal rimborso (che arriverà quando verranno eff ettuati i controlli), TFR (o TFA) da calcolare sulla base dell’anzianità, anticipo della fatturazione a settembre, dicembre, marzo (ora è novembre, marzo e giugno). Per quanto riguarda il saldo della stagione scorsa, non c’era neanche bisogno di portarlo in discussione: le ultime due partite e i raduni erano già stati messi in pagamento. Ma se i problemi degli arbitri di vertice potrebbero essersi risolti, non altrettanto per quelli di base. I tagli operati dall’AIA (le sezioni hanno ottenuto solo l’87% del dovuto, il 13% non arriverà mai) restano...
Edmondo Pinna
Corriere dello Sport
