Rocchi indagato per concorso in frode sportiva

Tutto ciò che fa discutere sul mondo arbitrale

Re: Rocchi indagato per concorso in frode sportiva

Messaggioda ATAF il gio apr 30, 2026 2:07 pm

...elezioni a suffragio universale con limite di età (almeno 18 anni) e almeno 3 anni di tessera
ATAF
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Re: Rocchi indagato per concorso in frode sportiva

Messaggioda marblearch il gio apr 30, 2026 6:51 pm

PaulOBS ha scritto:
marblearch ha scritto:
PaulOBS ha scritto:Dino Tommasi è persona di grande spessore morale, saprà sicuramente fare bene.

Detto ciò, è ora che si metta mano all'ordimento dell'AIA, bisogna svincolare le nomine tecniche dalla politica, chi nomina gli OT ed i CRA non deve rispondere a logiche spartitorie, non deve saldare i propri debiti elettorali.
E' l'unico modo per avere finalmente gente competente al posto giusto. Al monento vedo tanti ignoranti e raccomandati a tutti i livelli, poi non possiamo lamentarci che ci ritroviamo le mezze pippe ad arbitare in serie A se la selezione è fatta da ignoranti politicizzati a favore di altrettanti. Ma vi rendete conto che nei cra si fanno passare gli arbitri secondo un equo bilanciamento tra le sezioni? Non chi è più preparato, ma quello che viena dalla sezione X, però non più di 2 della sezione Y perchè dobbiamo dare il giusto premio ad ognio sezione altrimenti il presidente del CRA è inviso alla consulta. Ma dove vogliamo andare? E poi in CAND pensate sia diverso?

Quanto agli arbitri della CAN, per me la soluzione può essere solo il professionismo arbitrale: finchè ci saranno tutti quei soldi in palio, gli arbitri/assistenti si scanneranno per farsi le scarpe l'un l'altro. Se uno è costretto ad abbandonare la professione, non gli si può dire, dopo 5 anni, da un giorno all'altro: "arrivederci e grazie", bisogna prevdere una sorta di ammortizzatori sociali o delle indennità.

Infine un pensiero ai nostri ragazzi che vanno sui campi delle categorie regionali: sui social si è scatenata la caccia all'arbitro, sono diventati tutti dei Rocchi e non mi stupirei che nelle prossime settimane ci possano essere fatti spiacevoli. Per fortuna i campionati minori volgono al termine...


Tu vedi tanti ignoranti e raccomandati ? Ma chi sei tu , conosci i nostri dirigenti in giro per l'Italia.
Arbitri passati dai CRA per logiche spartitorie ? Ma che ne sai ..sarà forse l'impressione della tua regione ( e allora parla per te)...Addirittura, arriva il tuttologo, pure in D mandano sù per compiacere la Regione o le Sezioni. Ma per piacere...


Mi fa piacere constatare che il clientelismo lo vedo solo io nell'AIA (forse ho sbagliato forum, sarà un'altra associazione?)
Mi fa piacere constatare che la geopolitica esiste solo nella mia regione
Mi fa piacere constatare che dopo 12 anni di OTN solo io ho visto AE/AA/OA favoriti rispetto ad altri solo per l'appartenenza a questa o a quell'altra parrocchia
Io la inadeguatezza a ricoprire i ruoli di OT che ho visto negli ultimi anni 5-6 anni difficilmente l'ho vista negli anni precedenti. Citerei ad esempio le CON che, fatto salvo poche eccezioni, sono dei poltronifici.

Infine un pensiero che ribadirò anche altrove: immaginare che questa governance nomini gli OT per i prossimi 2 anni sarebbe l'ennesimo motivo per nominare da subito un commissario. Ma imaginate cosa significherebbe per la futura campagna elettorale? Ed anche per chi dovesse essere eletto e si troverebbe per 2 anni gli OT nominati da altri. Ed infine: ma davvero pensiamo che Zappi era responsabile ed i suoi due vice sono solo delle vedove scalze che erano allo scuro di tutto? Vi prego ... dobbiamo riformare l'AIA ed evitare che le nomine degli OT siano figlie dei debiti elettrali contratti durante le lezioni.


Guarda o hai un quadro chiaro di classifiche e graduatorie attingendo a SINFONIA , oppure le tue sono solo belle e buone illazioni. Se pure fossi a conoscenza di fatti nella tua regione, pare chiaro quanto pensare di conoscere le altre realtà appare un atto non solo di supponenza ma anche di demagogico populismo. La tua appartenenza, (12 anni) a quale titolo tecnico non si sa, negli OTN fanno pensare ad una avvenuta uscita dai ruoli e come sempre , chi esce, pensa che chi resta o sale non sia certo meglio di lui..
Citi le CON. Sinceramente io non conosco la maggior parte dei componenti di queste Commissioni, alcuni si e mi sembrano ben strutturati. Ora se tu, nella tua tuttologia, li conosci prendo atto.
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Re: Rocchi indagato per concorso in frode sportiva

Messaggioda Salt il gio apr 30, 2026 9:01 pm

Per me è evidente che l'unico illecito commesso da Rocchi è stato quello di intervenire durante le partite a Lissone ma tutto il resto mi sembra veramente nulla di illecito.
Il fatto che hanno proibito l'accesso alla Commissione da questa stagione è un elemento che dovrebbe farci riflettere.
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Re: Rocchi indagato per concorso in frode sportiva

Messaggioda ATAF il ven mag 01, 2026 10:08 am

La Repubblica oggi scrive che l'intercettazione avvenuta a San Siro in merito agli arbitri graditi all Inter sia avvenuta tra Rocchi e Schenone addetto alle relazioni con gli arbitri per conto dell Inter. Ma sbaglio o era un AA?
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Re: Rocchi indagato per concorso in frode sportiva

Messaggioda Observer il ven mag 01, 2026 2:40 pm

Salt ha scritto:Per me è evidente che l'unico illecito commesso da Rocchi è stato quello di intervenire durante le partite a Lissone ma tutto il resto mi sembra veramente nulla di illecito.
Il fatto che hanno proibito l'accesso alla Commissione da questa stagione è un elemento che dovrebbe farci riflettere.


e dici niente ? :)

uno quello documentato ... ma a sentire i dismessi (da Minelli, a De Meo, a Rocca) era prassi consolidata tanto da generare (secondo loro, e secondo quanto riporta la stampa) codici non verbali per gestire tali interferenze indebite.

torniamo sempre al solito discorso, che è il senso dell'essere italiani: abbiamo un tale disprezzo per le regole che non ci piacciono, che arriviamo a ribadire quanto sia etico violarle, in virtù di un non meglio specificato "bene comune" ...

è una parte dell'essere italiani, che non finirà mai di darmi fastidio.

salt, ovviamente non mi sto riferendo a te, ma sto facendo un discorso generale e generico riferito a un sacco di altri commenti che ho letto, molto meno competenti e posati del tuo!

si parla a moglie, perchè suocera intenda insomma!


ps: i dismessi ce l'hanno con Rocchi ... si dice. E da questo l'assioma che non sono credibili. Il che è ovviamente una fallacia logica ed un controsenso vivente. Le motivazioni possono essere una aggravante o una attenuante, ma quel che conta è se quel che affermano è vero, riscontrato da fatti, oppure no! Altrimenti se operiamo una delegittimazione morale preventiva, mi chiedo mai se una prostituta che assiste ad un omicidio potrà mai testimoniare il fatto senza per questo essere tacciata di essere una meretrice! ovviamente è una iperbole e non vuole essere un parallelismo tra le due cose ma serve solo a affermare un concetto: non occorre avete etica per testimoniare il vero. Basta solo evitare di dire mezze verità o bugie. E credo che nessuno dei tre abbia un poarticolare interesse a dire bugie. Sono fuori dall'AIA ... non ne guadagnano nulla a testimoniare in maniera non inerente al vero!
Bisogna cambiare tutto, affinché nulla cambi!
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Re: Rocchi indagato per concorso in frode sportiva

Messaggioda LeaderSheep il ven mag 01, 2026 3:17 pm

La valutazione della prova testimoniale si basa su due pilastri che, pur essendo spesso usati come sinonimi, hanno sfumature tecniche diverse: la credibilità (chi parla) e l'attendibilità (cosa dice).
La distinzione fondamentale è che la credibilità è soggettiva (riguarda la figura del testimone; il giudice valuta la sua capacità di intendere e volere, la sua moralità, i rapporti con le parti e l'eventuale interesse nell'esito della causa) mentre l'attendibilità è oggettiva (riguarda il contenuto della narrazione: si analizza se il racconto è logico, coerente, preciso e se trova riscontro in altri elementi di prova).
Nel valutare l'attendibilità, il giudice segue solitamente un percorso logico preciso: verifica la coerenza interna del racconto (un teste che si contraddice o che fornisce dettagli vaghi e lacunosi perde di valore); confronta il racconto con altre prove (documenti, filmati o altre testimonianze): se il racconto "regge" al confronto esterno, è considerato attendibile.
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Re: Rocchi indagato per concorso in frode sportiva

Messaggioda Observer il ven mag 01, 2026 3:44 pm

ti ringrazio, il tuo intervento è cristallino. e centra il punto che volevo sottolineare: la valutazione sulla credibilità, non può essere invocata in ragione di "supposti" e "non provati" rancori personali. deve essere orientata avverso all'inclinazione del teste a mentire, o a rendere testimonianza in virtù di un supporto interesse personale, possa essere esso economico, o in altra natura.

"ce l'ha con l'aia" è una delegittimazione moralistica, del tutto destrutturata e priva di un fondamento se non argomentata e dimostrata nei fatti.

-- 02/05/2026, 12:50 --

intervista di Daniele Minelli su FanPage

https://www.fanpage.it/sport/calcio/dan ... za-lavoro/

Daniele Minelli: “In Serie A partite corrette da persone esterne al VAR. Ma se parli resti senza lavoro”

Daniele Minelli, ex arbitro di Serie A e B, racconta a Fanpage.it il meccanismo perverso dell’AIA dove la meritocrazia è sacrificata sull’altare della politica sportiva: “Denunciare in attività? Troppo alto il rischio che si corre. Ciò che rischi è di ritrovarti dismesso a fine anno e vorrebbe dire rimanere senza lavoro”

A cura di Alessio Pediglieri

"Il campionato di quest'anno è stato il peggiore da quando io ho iniziato a seguire il calcio. Non ho mai visto errori di questa portata con questa frequenza in Serie A". È una delle riflessioni di Daniele Minelli, l’ex fischietto che ha deciso di scoperchiare il vaso di Pandora dell’AIA ancor prima dell'apertura dell'indagine sul designatore Rocchi da parte della Procura di Milano. In questa intervista esclusiva a Fanpage.it, Minelli non si limita a commentare gli errori del VAR, ma descrive un meccanismo dove la meritocrazia è stata sacrificata sull'altare della politica sportiva.

Dalle "bussate" in sala VAR per aggiustare i voti dei colleghi, in una pratica che altera le carriere e la regolarità del campionato, fino alla gestione dei verbali, che lo stesso Minelli definisce "falsificati" e "accertati dalla Procura", ma comunque "archiviati", il quadro che emerge è quello di un’istituzione incapace di autoregolarsi. Il racconto si sposta poi nei corridoi del potere, dove le graduatorie verrebbero "aggiustate" con voti massimi in partite insignificanti per salVARe chi dovrebbe andare a casa, mentre i regolamenti vengono cambiati "ad personam" a campionato in corso per tutelare i soliti noti. "Si è appesi a un filo", confessa Minelli, svelando il paradosso di professionisti senza tutele, costretti a vivere in un "clima di terrore" dove parlare significa perdere il lavoro.

Daniele Minelli, la prima domanda è doverosa: cosa risponde a chi dice che la sua è una "battaglia" a livello personale?
Dico sempre che il problema non è il Minelli di turno, il problema è che un sistema per nulla meritocratico e trasparente, come ho avuto modo di dimostrare, ti porta a selezionare e ad avere una classe arbitrale come quella a cui stiamo assistendo in questo campionato.

E a chi magari sostiene che si denuncia sempre e solo quando si viene dismessi?
Che è facile pensarlo ma bisogna riflettere su due piani di pensiero. Uno: quando sei dentro al sistema, non puoi dire niente perché è lo stesso sistema che te lo impedisce. Due: le cose che io ho scoperto, quando ho denunciato a livello penale alla Procura della Repubblica, le ho scoperte solamente dopo… se le avessi sapute prima le avrei denunciate prima. E a quanto pare nulla è cambiato.

Si riferisce alle cosiddette "interferenze" sull'operato dei suoi colleghi in Sala VAR?
Sì, nel senso che la famosa "bussata" è un fatto di per sé grave al di là di come poi verrà giudicata in altre sedi. Intanto va vista sotto l'aspetto che in questo modo rischi di alterare il campionato. Se uno va a correggere un giudizio che ritiene essere un errore, può anche andar bene. Ma non va bene per il campionato stesso, perché a quel punto o lo fai sempre e con tutti, oppure non lo fai con nessuno.

E l'altro aspetto?
È quello relativo alle nostre graduatorie, cioè vai ad aiutare un VAR bussando per correggerlo, così poi gli darai un voto positivo. Però quell'altro VAR che non aiuti e sbaglia prenderà un voto negativo. E è questa la cosa maggiormente grave. È chiaro che al tifoso interessa soprattutto l'aspetto legato alla sua squadra, però è un sistema che incide su molteplici aspetti, per noi ancor più seri perché riguardano la sfera professionale, lavorativa.

Lei fu uno dei primi a denunciare e ora è ancora aperta la fase penale. Ma a livello di giustizia sportiva come andò? Ce lo può raccontare?
Noi abbiamo perso in tutti e tre i gradi di giudizio sportivo, però è bene specificare che le prove schiaccianti, cioè le prove secondo cui i voti erano falsificati e che il verbale del comitato nazionale era falso, le abbiamo avute solamente a cavallo tra il secondo grado e il CONI. Quindi alla giustizia federale quei due aspetti non abbiamo potuto sottoporli. Noi abbiamo trovato le prove schiaccianti dopo il 2° grado di giustizia federale. Ci rivolgemmo al Coni e il procuratore generale disse – ho la registrazione – che i nostri ricorsi erano assolutamente da accogliere per l'evidenza delle prove, ma alla fine… il ricorso fu dichiarato inammissibile…

Ma lei ad esempio venne reintegrato all'interno dell'AIA, come mai?
Sì, dopo che presentammo però la denuncia penale ovviamente e probabilmente avevano capito che era il caso di reintegrarci perché ciò che avevamo scoperto era oggettivo. Altro particolare importante, il verbale falso è stato accertato successivamente dalla Procura Federale, messo nero su bianco nella loro relazione. Verbale redatto dal comitato nazionale, cioè l'organo politico: è stato acclarato falso dalla Procura Federale… e sempre dalla stessa Procura Federale è stato archiviato.

Ha ancora contatti con gli ex colleghi che oggi sono dentro l'AIA?
Sì, certo con alcuni sì.

E perché nessuno denuncia, a parer suo?
Difficilissimo farlo, perché come detto sopra, ciò che rischi è di ritroVARti dismesso a fine anno senza nemmeno avere una spiegazione e vorrebbe dire rimanere senza lavoro. Detto questo è chiaro che è impossibile che un arbitro in attività parli. La pensano tutti così perché era ciò che si pensava quando discutevamo tra noi: in attività è troppo alto il rischio che si corre, è troppo ciò che perderesti. E questo ti fa capire l'ambiente com'è.

Com'è l'ambiente adesso, dal di fuori?
C'è l'amarezza di apprendere che non è cambiato nulla. Le avvisaglie su un mondo non trasparente, non costruito sulla meritocrazia, erano evidentissime dalla mia denuncia, ma anche da altre. L’associazione pensa di più all’aspetto politico piuttosto che a quello tecnico. Tutto è peggiorato ancor di più nel tempo: se guardiamo sotto l'aspetto arbitrale, il campionato di quest'anno è stato il peggiore da quando io ho iniziato a seguire il calcio. Non ho mai visto errori di questa portata con questa frequenza in Serie A.

Lei ha anche sostenuto che da quando sono presenti i Procuratori Federali in Sala VAR, gli errori si sono decuplicati…
Direi che è una considerazione da fare: adesso che sicuramente certi "segnali" – i quali se arrivassero dalla "signora delle pulizie" o dal supervisore di turno non lo so – non possono più esserci, se noi andiamo a prendere le partite che sono state decise da errori del VAR, lo stesso strumento che era stato messo per andare a correggere gli errori dell'arbitro, sono tantissime. E parlo anche di errori marchiani… sarà sicuramente un caso.

Dunque, prima che intervenisse la Procura a Lissone, che cosa succedeva?
Semplicemente che si sapeva che poteva accadere che ogni tanto qualcuno aiutasse. Al fine di correggere degli errori che stavano per essere commessi, non in malafede per quanto io ne possa sapere, sia chiaro. Ma era comunque una pratica vietata, non ammessa. Violazione del protocollo e, secondo me, messa in pericolo della correttezza del campionato, perché ripeto: o lo fai con tutti o non lo fai con nessuno. Altrimenti restano partite "corrette", non dal VAR ma da una terza persona, e altre no. E questo non lo trovo giusto.

A lei personalmente è mai capitato?
No, a me "la signora delle pulizie" non ha mai fatto nessun segnale.

L'è mai capitato di aver visto colleghi in difficoltà per questi motivi o che le hanno raccontato personalmente un episodio in particolare?
Sì, se ne parlava, assolutamente sì. Capitava la situazione in cui uno era stato aiutato, nel senso che riceveva una segnalazione ad esempio per dare calcio di rigore… perché alla fine quella era la decisione corretta.

Ma quindi è tutto il sistema che non funziona?
Assolutamente sì, tornando al discorso delle graduatorie, se il VAR che viene aiutato, non viene poi penalizzato per l’errore che avrebbe commesso, è chiaro che vai a falsare una graduatoria, perché non avrebbe dovuto prendere un voto positivo. E di conseguenza la selezione che fai su quella graduatoria è tutto fuorché oggettiva, non rispecchia la reale meritocrazia, e questo incide anche sulla qualità in generale della categoria.

In che senso?
Siccome i voti vengono dati in maniera totalmente soggettiva, dove oltretutto nessuno può contestarli per il principio dell'insindacabilità tecnica, si può fare ciò che si vuole. Addirittura li hanno falsificati come nell'anno in cui ero io in attività e per cui ho fatto la denuncia. Mi potete spiegare in questo sistema come può la qualità reale emergere? E infatti stiamo assistendo alle conseguenze, ovvero la mediocre qualità arbitrale.

Lei ha detto che non si ha nemmeno la possibilità di replica, cosa significa?
Chi assegna i voti non ha vincoli o paletti, non deve rispondere di nulla e un arbitro non può contestare un voto. Questa è la verità: le partite le rivedi e sai quando hai fatto bene e quando hai fatto male, sai quando hai realmente sbagliato oppure no. Ma non puoi contestare le valutazioni ufficialmente, a maggior ragione non si possono sindacare valutazioni ricevute da altri colleghi nonostante si ravvisino palesi errori e vengono invece assegnate valutazioni positive.

Proprio in un ambiente come il VAR nato per creare oggettività su tutto, chi lo controlla vive dunque in un sistema esclusivamente basato sulla soggettività?
Beh, ultimamente non sta più venendo utilizzato nemmeno per le cose oggettive, perché si sta facendo moviola al VAR ed è un terreno più che ambiguo. Se tu vai a correggere l'errore, deve essere o bianco o nero, non puoi mischiare tutto nel grigio… dove può essere rigore per me ma per te non lo è. Non sono quelle le cose in cui il VAR deve intervenire. Se vai a immischiarti in quelle situazioni puramente soggettive, e che è giusto che rimangano alla discrezionalità dell'arbitro di campo, poi succede quello che sta succedendo adesso…. e non se ne verrà più fuori.

Dunque, da quanto ha descritto la carriera di un arbitro o di un assistente è determinata esclusivamente da giudizi altrui, insindacabili e inappellabili?
Assolutamente, ed è per questo che uno deve pretendere che queste valutazioni siano il più oggettive possibili, il più trasparenti possibili e deve avere la possibilità di poterle contestare, qualora le ritenga non conformi alla prestazione o soprattutto non eque se paragonate a prestazioni di altri colleghi. Perché anche in termini di fermi, ci sono arbitri che fanno errori importanti eppure vengono designati lo stesso e arbitri che invece subiscono due o tre turni di stop.

Quindi la "colpa" di così tanti errori è anche dovuta a tutti questi meccanismi che tolgono serenità a chi scende in campo o va in Sala VAR?
Sì, perché l'arbitro che sa che, anche se sbaglia, continua a uscire, scende in campo o al VAR con una tranquillità maggiore. È più sicuro rispetto a chi puntualmente sa che se sbaglia verrà fermato. Se arbitri col pensiero "Oddio, se sbaglio mi fermano" alla fine come arbitrerai?

Ciò che un suo ex collega [De Meo, sempre in esclusiva a Fanpage.it] ha definito il "clima di terrore"?
Certo, non sei sereno e la serenità è fondamentale per chi fa questo tipo di lavoro, perché poi è anche difficile farlo capire a chi non è mai sceso in mezzo a un campo. A volte sento di qualcuno che prova banalmente ad arbitrare una partita di giovanissimi e quando ci incontriamo dice: "Ma io non so come fate voi". E tu pensa invece a portare questo carico di tensione su un campo di Serie A o Serie B con 20, 60, 70.000 spettatori. Un peso insostenibile sulle spalle perché sai che sei sottoposto a giudizi altrui non oggettivi.

Ad Open VAR come vengono gestiti gli audio che poi vengono dati all’esterno? Perché a volte avvengono dei tagli?
Allora, durante i raduni di Lissone abbiamo sempre analizzato le immagini con l’output del VAR, ovvero ascoltavamo la comunicazione che avveniva tra arbitro in campo e VAR. Ad Open VAR talvolta venivano trasmesse solo le immagini della partita, senza l’audio del VAR. La motivazione reale di questa scelta non la conosco con certezza, magari l’output VAR veniva ritenuto superfluo, o magari la comunicazione integrale conteneva un linguaggio poco consono o poco chiaro, per cui era preferibile ometterla.

Una pratica su cui lei è d'accordo?
No. Per me mandare l'output del VAR in versione integrale è sinonimo di trasparenza, sempre.

Dunque, anche in quel caso si entra in scelte soggettive…
Sì, certamente. Il concetto di “trasparenza” e “meritocrazia" nel mondo arbitrale raramente trovano posto.

In che senso?
In ogni categoria all’ inizio della stagione sportiva si ritiene necessario ribadire che trasparenza e meritocrazia sono imprescindibili, perché nel bene o nel male ogni arbitro è artefice del proprio destino, mentre puntualmente poi le parole e i fatti non coincidono. Già il fatto che questo concetto debba essere sottolineato a parole, vuole dire che non è supportato dai fatti.

A proposito di valutazioni, ci spiega esattamente come funziona?
Un arbitro ai massimi livelli ha sempre un osservatore che lo valuta durante la partita. In alcuni casi, a valutare l’arbitro non è l’osservatore ma il designatore o un suo vice. I voti degli osservatori fanno media tra loro, così come i voti dei designatori. Infine, la graduatoria di merito viene stilata facendo la media delle due medie. Naturalmente, il sistema è volto a fare in modo che le visionature dei designatori pesino di più in termini di media, in quanto sono inferiori nel numero. Vi dirò di più: fino a qualche anno fa, nelle partite in cui era presente il designatore o un suo vice, era presente anche un osservatore, che assegnava la propria valutazione. Ad oggi questa doppia visionatura è stata eliminata, forse per evitare divergenze di opinione, e di fatto estremizzando quella che è la soggettività di una valutazione. Giusto perché poi la meritocrazia e la trasparenza sono concetti chiave per l’associazione.

Ma è mai capitato che queste valutazioni venissero per così dire "aggiustate”?
Beh, per quanto riguarda la mia vicenda di cui ho già parlato, gli aggiustamenti di alcune votazioni sono stati comprovati.
Se comunque si analizzassero le votazioni delle ultime giornate di campionato, si potrebbe comprendere facilmente come alcune votazioni siano estremizzate, in positivo (8,70) o in negativo, probabilmente per sistemare le graduatorie e blindare un arbitro nella parte alta o in quella più bassa della graduatoria.

Cosa deve fare un arbitro per ottenere il massimo dei voti (8,70)?
Deve arbitrare in maniera perfetta una gara estremamente difficile, con episodi complessi valutati correttamente. Nel caso la gara sia semplice o priva di episodi, è praticamente impossibile in condizioni normali prendere 8,70. Nella realtà ho visto assegnare questa valutazione anche in gare di serie B molto semplici, e questa valutazione positiva, guarda caso all’ultima giornata di campionato, ha modificato a tal punto la graduatoria da consentire la permanenza in organico di un arbitro che altrimenti sarebbe stato dismesso.

E quali potrebbero essere le soluzioni per migliorare la situazione? Il commissariamento?
Sicuramente, ma c'è da capire chi potrebbe realmente cambiare questo sistema. Io ritengo che in una situazione così delicata e critica ci si dovrebbe affidare ad un manager esterno e di esperienza, affiancato magari da qualcuno interno all’associazione, così che vi sia comunque un tecnico, ma che venga garantito che non si ricada nei soliti errati meccanismi. L'associazione ad oggi credo abbia ampiamente dimostrato di non essere all'altezza di autogestirsi né a livello associativo, né tecnico, né amministrativo. Ci vuole qualcuno che azzeri tutto e che stili dei nuovi regolamenti associativi, dal momento che quelli in vigore non sono per niente chiari e lasciano spazio ad interpretazioni volutamente soggettive.

Ci faccia degli esempi concreti.
Negli anni ad esempio i regolamenti sono stati modificati “ad personam”, sono stati modificati i limiti di età e i limiti di permanenza nel ruolo per poter mantenere in organico arbitri che altrimenti sarebbero stati dismessi, sono stati modificati i requisiti per accedere al corso VAR, per poter consentire ad alcuni di prendervi parte. Inoltre, il regolamento non specifica i numeri di promossi e dismessi per ogni stagione sportiva, numeri che vengono stabiliti a stagione quasi conclusa.

La possibilità di rendere l'AIA totalmente autonoma, fuori dalla sfera FIGC, può essere una soluzione?
Lo potrebbe essere, se l’AIA fosse in grado di autogestirsi. Il problema non è solo la FIGC, è anche l’AIA stessa.

E far diventare gli arbitri finalmente dei veri e propri professionisti?
Anche in questo caso la risposta è: assolutamente sì. Sono diversi anni che gli arbitri chiedono questo.
Mettiamo in chiaro una cosa: fare l’arbitro nelle massime serie è un lavoro vero e proprio, pochissimi arbitri possono permettersi di avere anche un secondo lavoro in parallelo. Oltre a riunioni e allenamenti, ci sono i raduni e le partite, e come ben si sa ormai si gioca dal venerdì al lunedì, se non contiamo le coppe e i turni infrasettimanali. L’arbitro deve poi partire per la trasferta il giorno precedente e non può mai prendere l’ultimo volo o l’ultimo treno serale della giornata, spesso con le gare alla sera o nel tardo pomeriggio, l’arbitro rientra a casa il giorno successivo a quello della partita (una trasferta dura comunque sempre 2 o 3 giorni). Quale datore di lavoro potrebbe mai accettare un dipendente che ogni settimana chiede in media due giorni di ferie, se non tre, e con un preavviso di 1-2 giorni?
Purtroppo questa precarietà rende l’arbitro sempre schiavo del sistema e dell’associazione. Il professionismo arbitrale renderebbe l’arbitro più libero.

Siete maggiormente ricattabili?
Questo lo lascio scrivere a voi… Io penso che in qualsiasi lavoro precario il lavoratore non tutelato debba sottostare a compromessi maggiori rispetto ad un lavoratore le cui tutele vengono riconosciute e così si è sempre appesi ad un filo sottilissimo. Il discorso è semplice: se ti esponi, se alzi la voce, se ti lamenti, hai sempre la paura di poter subire ritorsioni, che si traducono in votazioni basse e dunque, dopo qualche mese, portano inevitabilmente alla dismissione e alla perdita di quello che è il tuo posto di lavoro.
Bisogna cambiare tutto, affinché nulla cambi!
(Giuseppe Tomasi di Lampedusa)
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Re: Rocchi indagato per concorso in frode sportiva

Messaggioda Farias il sab mag 02, 2026 5:56 pm

Refforever ha scritto:
andre79 ha scritto:Ha condizionato delle decisioni arbitrali, secondo me ci può stare la frode sportiva.

Userei "Avrebbe, secondo il PM...". Andiamoci piano prima di accusare qualcuno, anche se venisse rinviato a giudizio. Ognuno è libero di dissentire sulla sua gestione tecnica, ma fino a prova contraria è innocente.


Per me non esiste nulla, non vedo nulla di concreto. Solo perchè un avvocato per avere notorietà ha denunciato è poi si sono accodati gli ex arbitri i cosiddetti trombati......ma se erano scarsi!!!!! Credo che la cosa si chiuderà con un nulla di fatto.
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Re: Rocchi indagato per concorso in frode sportiva

Messaggioda Sognatoreadri il dom mag 03, 2026 9:02 am

Farias ha scritto:
Refforever ha scritto:
andre79 ha scritto:Ha condizionato delle decisioni arbitrali, secondo me ci può stare la frode sportiva.

Userei "Avrebbe, secondo il PM...". Andiamoci piano prima di accusare qualcuno, anche se venisse rinviato a giudizio. Ognuno è libero di dissentire sulla sua gestione tecnica, ma fino a prova contraria è innocente.


Per me non esiste nulla, non vedo nulla di concreto. Solo perchè un avvocato per avere notorietà ha denunciato è poi si sono accodati gli ex arbitri i cosiddetti trombati......ma se erano scarsi!!!!! Credo che la cosa si chiuderà con un nulla di fatto.


Penalmente magari si chiuderà come dici tu, ma ti faccio anche a te la domanda fulcro, nell' episodio famoso di Udinese - parma, Paterna e sozza da chi sono stati richiamati? Paterna con chi parla? Come può la giustizia sportiva aver archiviato questo?
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Re: Rocchi indagato per concorso in frode sportiva

Messaggioda Observer il dom mag 03, 2026 9:49 am

Farias ha scritto:
Refforever ha scritto:
andre79 ha scritto:Ha condizionato delle decisioni arbitrali, secondo me ci può stare la frode sportiva.

Userei "Avrebbe, secondo il PM...". Andiamoci piano prima di accusare qualcuno, anche se venisse rinviato a giudizio. Ognuno è libero di dissentire sulla sua gestione tecnica, ma fino a prova contraria è innocente.


Per me non esiste nulla, non vedo nulla di concreto. Solo perchè un avvocato per avere notorietà ha denunciato è poi si sono accodati gli ex arbitri i cosiddetti trombati......ma se erano scarsi!!!!! Credo che la cosa si chiuderà con un nulla di fatto.


La nostra associazione ha tanti pregi, e qualche difetto, uno dei peggiori è la riconoscenza. E la coerenza, io non sono mai uscito dalla mia regione con il fischietto in bocca. E non mi sognerei mai di dare dello scarso a (seppur ex) colleghi che alla CAN ci sono arrivati e vi hanno operato. Li guarderei con rispetto, e chiederei loro cosa si prova a fare l'esordio in serie A perché io su quei palcoscenici ci posso arrivare solo se chiedo l'accredito.

Quindi a meno che tu non sia un fenomeno sotto mentire spoglie, ti consiglierei maggiore rispetto e più gentilezza nel discutere di persone che peraltro non essendo presenti non possono nemmeno chiederti .... Quante presenze in serie A hai super permetterti di dare dello scarso a tizio o a Caio.
Bisogna cambiare tutto, affinché nulla cambi!
(Giuseppe Tomasi di Lampedusa)
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