ccni17 ha scritto:Nel comportamento di Zappi a mio parere non emergono profili di illegalità, ma piuttosto un’azione di proposta e rinnovamento senza imposizioni, confermata anche dal fatto che molti altri dirigenti coinvolti dalle proposte di avvicendamento sono rimasti nei loro incarichi.
Ne deriva una valutazione assai assai critica del procedimento giudiziario nei suoi confronti, poco convincente e sbilanciato, processo ingiusto e sanzione sproporzionata rispetto ai fatti contestati e al quadro complessivo emerso dagli atti.
Questa è la mia opinione e quella di chiunque sappia e teme che Zappi abbia pagato un qualcosa che va oltre i fatti contestati. Peccato
Di pancia ritengo sproporzionata la pena e condivido la tua analisi. Tuttavia credo che la gestione approssimativa di una materia importante come quella della contrattualistica del lavoro, è nei fatti, amico mio.
Le rivoluzioni si fanno con le ghigliottine affilate e se affronti l' Ancient regime con le armi spuntate, soccombi.
Ma la valutazione della armeria è di chi comanda, se valuta male e soccombe, accusare solo gli altri è peccato mortale.
-- ven giu 12, 2026 9:29 am --
lahir ha scritto:marblearch ha scritto:
Nell'AIA, se pensiamo a persone di vertice, nessuno è a-politico e indipendente. Hanno tutti storie alle spalle, non solo tecniche ma di legami di ogni genere. Ciò non vuol dire che uno sia "male", ma il "bene" come disegni tu, non c'è. Bisogna scegliere qualcuno che "sappia fare", che "conosca", che non pensi al vil denaro (cosa pressoché impossibile perchè "questi" si muovono per soldi, l'idea romantica dell'innamorato AIA scordiamocela; ne hanno fatto un professione e lautamente retribuita. ).
Ancora con questa storia che la politica è male, che il denaro è brutto. Ma tu lavori per la gloria e basta? Ragazzi, il calcio è cambiato, non possiamo pensare che chi sta al vertice del sistema arbitrale lo faccia come dopo lavoro e passatempo. E' essenziale che il designatore CAN sia strapagato. E' giusto, non mi scandalizza. Se devo scegliere l'arbitro di Roma - Lazio, partita ad elevato problema di ordine pubblico, tra squadre quotate in borsa, non posso pensare di farlo la sera dopo una giornata di lavoro allo sportello, al cantiere o chissà dove. Ma meno male che sono pagati. Meno male che hanno interesse a ricoprire quel ruolo. E anche la "politica" non è un male in sé. Siamo 33.000, non è pensabile che ci sia solo tecnica. Perché l'uomo non è a comparti stagni, per cui la mia visione tecnica sarà influenzata da enne mila fattori e sarà diversa dalla tua. Poi ovvio, che se politica e denaro vanno ad inquinare è giusto trovare una soluzione, ma non è eliminandoli che la si trova.
Non ho detto nè che la politica sia male, nè che lo sia la remunerazione.
Sta di fatto che nè la politica, nè i soldi ti rendono libero.
Ognuno di quelli che han fatto la scelta di lasciare l'Italia e l'AIA, ne avevano pieno diritto. Hanno acquisito competenza, ne han fatto un mestiere e se la fanno pagare.
Certo è che a volte un pò di romanticismo sportivo, il cosiddetto "attaccamento alla maglia", non guasterebbe.
Ma capisco di fare discorsi desueti e poco attrattivi e certo non voglio tornare ai tempi dove nei giornali sportivi, a inizio stagione, negli articoli sugli arbitri della A, oltre al nome e all'età, mettevano pure la professione ( forse qualcun degli anzianotti se lo ricorderà).
