da Observer il dom ott 11, 2026 6:27 pm
Come detto, ieri prima di andare a fare il tutor e parlare di soglia del fallo per un certo momento a cavallo tra la tarda mattinata, e l’ora di pranzo, ho seguito la diretta streaming. Ed ho ascoltato alcuni interventi di candidati di tutti gli schieramenti. Le mie impressioni su quegli interventi, e sulle elezioni sono queste.
1) È desolante, che tutti i candidati abbiano per tornaconti puramente elettoralistici, lisciato il pelo ai presidenti di Sezione mettendo al centro del programma l’anacronistico istituto delle Sezioni che nell’anno del signore 2026, con sinfonia4you che ottempera praticamente a tutta la gestione della prestazione arbitrale, sono pressoché deserte. Il che peraltro fa il paio con le straordinarie difficoltà di moltissime sezioni a trovare spazi e sedi. Perché signori miei, di soldi non ce ne sono, ma noi continuiamo a tenere aperte 205 cattedrali nel deserto che nessuno sfrutta, per un malcelato anacronismo misto a vile interesse elettoralistico. Perché qua in questo momento, facciamo pagare ai ragazzi dei nostri OTS la partecipazione ai raduni, facciamo pagare loro la tuta e la polo, facciamo pagare loro le cene sezionali di Natale o di fine anno, facciamo pagare loro la partecipazione ai poli di allenamento, perché non ci sono risorse. I budget ci vengono tagliati ogni volta, ma non mettiamo in discussione che ci debbano per forza essere regioni con 25 sezioni come la Lombardia quando il CRL è organizzato in 12 Delegazioni provinciali. Ma siccome poi mi si dice che la Lombardia è una anomalia allora parliamo della Campania, con 17 Sezioni. Sapete quante delegazioni provinciali ha la Campania? 5 più 3 distrettuali. Ora, ma davanti a dati come questi, davanti alla evidenza che con #diventarbitro una delle prime fonti di reclutamento è diventata la lead generation tramite web, di fronte a tutto questo … ma ci sarà o no una anomalia sistemica a cui dovremmo essere chiamati a dover rispondere di una spending review? Beninteso, io non sto dicendo che ci dovrebbero tagliare i bilanci, ma solo che se facessimo autocritica, e tagliassimo le Sezioni ridondanti, avremmo i soldi per organizzare i raduni, per pagare l’abbigliamento tecnico di uno sponsor di primo livello come Adidas o Puma (con tutto il rispetto per Givova che si impegna tantissimo per noi) ai ragazzi, potremmo pagare dei poli di allenamento centralizzati con dei fisioterapisti stipendiati, senza per questo chiedere una lira in più alla FIGC, ma solo e soltanto razionalizzando in maniera oculata le risorse. Di questo, nemmeno l’ombra nei programmi dei 3 candidati, ma degli insopportabili pigiami di saliva ai presidenti di Sezione e alle Sezioni in generale, consapevoli che sono poi i presidenti di Sezione a votarli. E giù sulla centralità delle Sezioni. Centralità? Ma chi ha scritto quei programmi, le frequenta le Sezioni o ne ha un vago ricordo perso come è nei corridoi di via Campania? Ma chi ci va in Sezione oggi? I ragazzi a prendere le designazioni come facevamo noi negli anni ’90? Ma nemmeno per sogno. I ragazzi a giocare a ping pong? Ma nemmeno per sogno, oggi i ragazzi fanno i tornei di PS5 e l’AIA per dare una immagine accattivante di sé ha dovuto adattarsi e organizzarli. I ragazzi per i corsi arbitri? Forse, se presidenti di sezioni antichi e vetusti li obbligano in presenza e non organizzano corsi on line. Per le RT? Ora a parte che giustamente il regolamento ha sancito la non obbligatorietà della frequenza alle RT, ma se pure fosse, non sarebbe più economico noleggiare delle sale ad hoc, o appoggiarsi ove disponibili alle strutture della FIGC? E invece andiamo avanti a raccontare le nostre storielle, e tutti e tre i candidati si sperticano in proclami sulla centralità delle Sezioni, dimostrando di non avere alcuna aderenza con il sentire reale degli associati che si prefiggono di rappresentare, che se ne sbattono altamente della Sezione visto che non ci vanno, ma che preferirebbero, forse, ricevere del materiale tecnico gratuito, preparazione atletica adeguata, e poli di allenamento funzionali.
2) Ho sentito alcuni degli interventi in streaming, a iniziare da quello molto coraggioso di un Assistente della CANC. Ora, quelli di un certo spessore si sono contati sulla punta delle dita di una mano. Spesso degli interventi di una pochezza, di una irrilevanza, francamente imbarazzante. Pochissimi hanno parlato con il cuore e a braccio, e moltissimi hanno letto (alle volte pure male) il compitino scritto su un foglietto e recitato nemmeno nei tempi prescritti. Ora, che sia poco o tanto 1 minuto di tempo non sta a me giudicarlo, ma il tempo quello era e occorreva starci dentro. Ma sarebbe costato tanto se volevi scrivere il compitino, scriverne uno che stava in 1 minuto? Troppa fatica? Roba da cadere le braccia francamente.
3) Veniamo ai numeri. Qui, la vera sorpresa è stato Massini in testa al primo turno, e la conseguente uscita di scena di Pisacreta. E questo ci porta a dire sostanzialmente almeno che, da un lato, chi dava per spacciato e bollito Massini mentiva sapendo di mentire, perché non si inventano oltre 300 deleghe in un congresso se non si è costruito un percorso congressuale pregresso. E per questo chi andava in giro a dire che Massini era ultimo, lo demonizzava pur sapendo che, comunque, le deleghe lui le aveva. D’altro canto, poi, occorre rilevare che chi da dietro sosteneva Pisacreta andando in giro a dire che con Lui, e con il suo fido scudiero in squadra, avrebbe fatto la differenza ha giocato a dadi, e ha perso. Il suo apporto non è stato rilevante, e soprattutto l’analisi dei flussi dei votanti al primo turno sanciranno che proprio quelle zone dove si pensava avrebbe sbancato … si sono rivelate un flop.
4) Le tattiche. Questa tornata elettorale, nella sua mestizia, secondo me porta un dato interessante, ovvero che i capibastone stanno sancendo in maniera manifesta che per incapacità, modestia, o per la sommatoria di più fattori, non riescono più a garantire una compattezza di voto. Ovvero, i delegati votano quello che cavolo pare a loro, e i capibastone (presidenti di sezione e CRA) come si dice a Roma se la “pijano in saccoccia”. Vedere diverse regioni arrivare al ballottaggio senza una linea comune, ci dice che non c’è modo di compattare il voto, aumentando il peso elettorale del proprio gruppo. Ma, signori e signore, vi do una notizia: i congressi si vincono con la compattezza del gruppo, e coalizzandosi. Mentre in questo giro, complice anche il fatto che spesso bastavano poche decine di voti per avere la delega, micro-consensi eleggevano delegati che non rispondevano alle sollecitazioni del capobastone, con la risultante che il percorso elettivo è stato mai come in questo caso un percorso aperto e non definito. Dove ha contato la capacità di essere convincenti, la capacità di empatizzare con i delegati, la capacità di saper essere rassicuranti. Ed in questo, credo, hanno vinto i due candidati che meglio hanno saputo essere rassicuranti rispetto a quello che si è forse presentato più “arrembante” e decisionista. Il presidente sono io, decido io. Questa cosa è piaciuta poco, secondo me.
5) Il vincitore. Ha vinto il migliore? Sicuramente si, ma avrebbe vinto il migliore anche se avesse vinto Carlo, o Narciso. Il corpo elettorale è sempre sovrano, e la democrazia è sempre giusta. Ha vinto Massini, e gli va riconosciuto il proprio valore. Se avesse vinto Carlo, sarebbe stato uguale, idem per Narciso.
6) Tornando al punto 4, faccio una premonizione. Vedrete che il regolamento elettivo, se è possibile farlo, verrà presto cambiato. Questo meccanismo non favorisce il controllo dei delegati, e credo che qui se ne siano accorti tutti. Se sarà possibile … vedrete che lo cambieranno … e beninteso questa sensazione mi origina non perché ha vinto tizio piuttosto che caio, lo avrebbero fatto in ogni caso chiunque fosse. Io auspico il suffragio elettorale diretto, come auspico la trasparenza nei compensi … vedremo!
Bisogna cambiare tutto, affinché nulla cambi!
(Giuseppe Tomasi di Lampedusa)