da mariosantoro il lun ott 12, 2026 1:03 pm
AZ da diversi anni, è stato a mio avviso uno dei principali registi politici all’interno dell’AIA. Dividere per vincere con il peso politico importante del territorio della Lombardia. È passato da Nicchi a Trentalange, poi a Pacifici nel governo del 5-4 e, successivamente, a Zappi, contribuendo a lasciare fuori Pacifici e a individuare in Marchesi il suo sostituto. Marchesi ha poi portato avanti una gestione autonoma all’interno del Comitato Nazionale, finendo anche per essere coinvolto nella vicenda che ha condotto alla decadenza di Zappi.
Successivamente, AZ ha accompagnato Marchesi verso Pisacreta, alimentando ulteriormente divisioni e contrapposizioni. È arrivato persino a definire “residuati” coloro che erano rimasti nel Comitato Nazionale dopo l'uscita di Zappi, riservando a Marchesi un trattamento diverso, quello di chi si sarebbe semplicemente dissociato dal gruppo.
Il filo conduttore, a guardare questa sequenza di passaggi, sembra essere sempre lo stesso, più che costruire consenso intorno a un progetto, lavorare per aggregare consenso contro qualcuno. E quanto accaduto in Lombardia ne è, a mio avviso, la dimostrazione più evidente, l'eco di quel messaggio, tutti tranne i residuati, è arrivata in ogni sezione e a ogni delegato anche oltre la stessa Lombardia.
Ma la riflessione che mi viene da fare è un'altra, forse persino più importante. Come può una persona che ricopre un ruolo nella Commissione per il Sociale, dove si affrontano temi delicati come l'inclusione e la disabilità, interpretare in ambito associativo e politico un ruolo così divisivo, arrivando a orientare il consenso attraverso contrapposizioni ed esclusioni?
Fatico a conciliare queste due dimensioni. Mi sembrano due versioni della stessa persona molto distanti tra loro, da una parte i valori dell'inclusione, dall'altra una pratica politica che, almeno per come l'ho vissuta e osservata, sembra alimentare divisioni anziché superarle.
E poi c'è un ultimo aspetto. Per lungo tempo ha sostenuto di non fare campagna elettorale, ha sostenuto di volersi dedicare solo a quello che gli piaceva fare di più, ma alla fine, per quanto ho potuto constatare da amici e confermato anche qui sul forum, è stato tra quelli che si sono spesi maggiormente sul piano politico ed elettorale.
Lo dico soprattutto perchè dal primo giorno che ho saputo della candidatura di Pisacreta ho ben sperato per il suo ritorno per il bene dell'AIA, ma quando successivamente ho visto Marchesi candidato come suo vice presidente, mi è crollato il mondo e le speranze, soprattutto perchè Pisacreta ha affermato nei vari incontri elettorali che Marchesi gli era necessario per vincere le elezioni in quanto accordo con la Lombardia. Ma non basta qui perchè al ballottaggio poi da come leggo qui, ma lo avevo pensato anche io i voti di AZ si spostano su Pacifici e quelli di Pisacreta si spostano su Massini, quindi mi vien da pensare che Pisacreta non gestiva nemmeno il suo elettorato.
Mi dispiace per Narciso ve lo devo ammettere, ci avevo sperato, ma è anche davvero assurdo come le strategie fatte in questo modo fanno solo male all'associazione.