da quartouomo il mar dic 29, 2009 4:41 pm
Guarda io ho un'opinione piuttosto definita al riguardo.
Un arbitro di Can C (can pro è un'oscenità inventata da quel "genio" di Macalli per tenersi la poltrona attaccata un altro po'...) tecnicamente non avrebbe nessun problema a fischiare gare di B e A.
La differenza, al di là della maggior velocità è tutta nella cassa di risonanza.
Se uno commette un errore a Pizzighettone (massimo rispetto eh!) la domenica il Presidente Tizio su TelePizzighettone dice che l'arbitro è impazzito, l'arbitro è di Catania e mentre tizio parla atterra e va a cena con la fidanzata.
Se lo stesso errore lo fai a Brescia o a Genova se ne parla tutta la sera, e quella successiva, e quella dopo se non ci sono le coppe, su rai, mediaset, sky, 7gold, odeon, sgnaps, skips, straps... Ne scrivono Gazzetta, Stadio e Tsport passi per un appestato.
Questa è l'enorme difficoltà di dirigere in A: uno ti manda affancx lo. Lo butti fuori: sei permaloso, pensa a punire chi fa fallo. Non lo butti fuori (perchè magari in mezzo a qualche decina di migliaia di persone non hai sentito): sei senza carattere, se poi è un giocatore "vips", aiuto...
E questo è enormemente superiore in A che in B.
Un big match di B ha molta meno visibilità e risonanza di un Udinese-Cagliari...
Per questo ritengo indispensabile una permeabilità tra le categorie. Se uno è bravo deve poter assaggiare un passo per volta, la massima serie. E' inimmaginabile, secondo me, che un giovane che fa quattro mesi di buona B (penso ad es a Peruzzo) nel girone di ritorno possa fare tutta A...
Se è bravo farà buona B alternata a qualche gara di A di minor peso...
Poi, ragazzi, son pareri, si ride si scherza e si discute...