TREVISO (31 maggio) - Una testata al petto, a partita conclusa, all’arbitro che cade a terra, non si rialza e viene ricoverato all’ospedale Ca' Foncello di Treviso. Si è conclusa nel peggiore dei modi la partita dei play off del campionato di Terza categoria fra Lovispresiano e Suseganese, andata in scena ieri pomeriggio al comunale di Spresiano e che ha promosso la squadra di casa.
Ma questo, visto quanto accaduto, conta poco ed ha rovinato anche la festa, visto che ha richiesto l'intervento di una pattuglia dei carabinieri e dell’ambulanza. Ad essere colpito è l’arbitro Stefano Zoia di Casale, fischietto della sezione di Treviso, designato per la sua esperienza (ha diretto in Eccellenza e Promozione) e per un anno al "ruolo scambi" dirigendo gare di Eccellenza in giro per l’Italia; un elemento esemplare, serio, educato, impegnato in sezione come segretario e premiato qualche anno fa anche da "Il Gazzettino" quale miglior fischietto dei campionati di Eccellenza e Promozione.
La partita si conclude sull’1-1 dopo 6’ di recupero, ma al triplice fischio di Zoia si avvicina il giocatore della Suseganese, l’attaccante Lorenzo Cenedese, 23 anni da compiere, borbotta qualcosa al direttore di gara che estrae il cartellino rosso. La reazione del giocatore è immediata: con una forte testata al petto manda ko l’arbitro che non dà segnali di ripresa. Viene immediatamente soccorso, anche dal suo presidente di sezione, Leopoldo Sorrentino, presente alla partita. L’arbitro non si rialza, intervengono l’ambulanza e i carabinieri di Spresiano che identificano il giocatore reo del gesto antisportivo. Al pronto soccorso Stefano Zoia viene sottoposto a controlli.
Per il giocatore ora ci sarà la giustizia sportiva a fare il suo percorso (5 anni di squalifica alle porte) ma anche quella ordinaria. Una partita di calcio, che tale doveva rimanere, terminata in dramma, anche per lo stesso giocatore scoppiato in lacrime quando si è reso conto di cosa era accaduto.
Fonte: Gazzettino di Treviso ( IlGazzettino.it )

