guardate cosa ho trovato:
Gurpartap Singh ed il suo turbanteCaso curioso per una partita in provincia di Brescia
In provincia di Brescia un episodio curioso che ha generato un po’ di confusione. Durante la partita del campionato Allievi girone E fra Uds Montirone-Real Sant’Eufemia un giocatore indiano, sikh, non è stato fatto entrare sul terreno di gioco a causa del suo turbante. Gurpartap Singh di quindici anni si è purtroppo sentito dire dall’arbitro che se non si fosse tolto il copricapo, non lo avrebbe lasciato entrare in campo.
C’è stato un momento di imbarazzo e tristezza per questa decisione che ha lasciato il ragazzo disorientato e soprattutto, in panchina. A 10 minuti dalla fine della gara l’arbitro ha invece cambiato idea e ha detto che Singh poteva regolarmente entrare a giocare. La società del Montirone non ha preso benissimo quest’episodio ed ha chiesto precisazioni in ambito federale. Il regolamento riguardante l’equipaggiamento dei giocatori, nel caso del copricapo, specifica che questo deve essere tolto nell’eventualità fosse accertata la sua pericolosità. Sicuramente non era il caso del turbante di Singh, indossato anche nelle partite precedenti senza problemi, non come vezzo, ma come elemento religioso; i Sikh mantengono quotidianamente e ovunque nel loro Paese e nel mondo, i loro perfetti turbanti che vengono adattati nel colore in base alle diverse professioni ma mai rimossi.
Il Delegato Provinciale FIGC-LND Alberto Pasquali, messosi immediatamente a disposizione, ha voluto precisare che si è trattato solo "di una decisione un po’ troppo rigida, escludo categoricamente qualsiasi forma di discriminazione razziale o religiosa, semmai un eccesso di zelo, ogni domenica abbiamo 15.000 ragazzi sui nostri campi e molti di loro sono stranieri o appartenenti ad altre religioni. Mai un problema o episodio che possa anche lontanamente riferirsi ad una qualsivoglia forma di discriminazione. Un semplice errore, come quando non si vede un rigore o non si assegna un gol valido".
fonte: www.lnd.it


