OldRef ha scritto:RdO è stato l'episodio eclatante che ha portato l'AIA alla gogna pubblica, un caso devastante che ci ha resi ridicoli di fronte al mondo, sportivo e non, ma che lascerà il tempo che trova, fra qualche anno nessuno lo ricorderà. I veri nostri problemi sono strutturali, aspetti che all’opinione pubblica non interessano per nulla (sezioni, tessere, rimborsi, reclutamento, ragazzi da incentivare, violenze, formazione, norme elettorali, nomine interne ad minchiam, etc), ma che l’AIA deve sapere cogliere per dare un futuro a questa Associazione, se non cogliamo questa occasione per ristrutturare l’Associazione, mettendo da parte chi ha sostenuto i Nicchi/Trentalange portando l’AIA allo sfacelo attuale andando a costruire con gente nuova un management che possa realizzare le riforme che servono per ridare vita all’Associazione, saremmo dei babbei.
Se mi posso permettere articolerei meglio: piuttosto che il singolo campanile (Lanese, Nicchi, Trentalange) andrebbe messa in soffitta la deriva correntizia propria dei partiti politici. Perchè in questo si sta trasformando l'Associazione. In un partito politico con un certo numero di correnti dentro che pensano ognuna al proprio tornaconto, e mai al bene complessivo dell'Associazione. Non pensiate difatti che ce ne siano solo due di schieramenti ... ce ne sono un certo numero che poi si uniscono in coalizione alla tornata elettorale, ma che "avuta la grazia, gabbato lo santo" tornano la mattina dopo a fare gli interessi del proprio schieramento. Con nomine orientate verso i portatori di voti, altre nomine ad appannaggio degli scherani fedeli, altre ancora per debiti di riconoscenza e di vassallaggio. Va da se che se occorre prima soddisfare determinati appetiti, resti poco alla fine del valzer per nominare "i migliori" e "i più competenti" e di questo noi oggi (ma anche ieri, e anche l'altroieri, e pure tre giorni fa) soffriamo.
Semplicemente, determinati nodi stanno venendo al pettine.
A mio modesto modo di vedere
ps: se posso esprimere la mia opinione personale, D'Onofrio è un problema assai meno grave della politicizzazione dell'Associazione. Nota bene che non ho detto "i presidenti di Sezione" perchè essi sono solo una parte del problema. Ormai l'andazzo è talmente diffuso che chiunque "controlla" voti, qua dentro, spadroneggia. In altri termini ... non ci siamo sempre dimostrati all'altezza di saper gestire la democrazia interna.