da arbitro_anonimo il ven lug 13, 2012 10:14 am
a prescindere dal fatto che è chiaro che c'è qualche "vendetta" personale ad aver mosso il redattore dell'articolo, mi pare interessante lo sviluppo del topic sul punto delle "gare abusive";
Secondo me le questioni sono 2:
il fatto che un collega arbitri una gara non autorizzata è grave perchè gli viene meno la tutela della federazione in caso di provedimenti disciplinari comminati in gara, o peggio, in caso di violenze. (non voglio innescare flames sulle scarse e blande squalifche in caso di violenza sugli arbitri, parlo in astratto).
in nessun caso un arbitro dovrebbe mettersi nelle condizioni di essere attaccabile.. che validità ha il "suo" regolamento in una gara esplicitamente fuori dall'egida FIGC, e quindi fuori da qualsiasi regolamento tecnico/associativo? non vorrei essere tacciato di moralismo o di eccessivo formalismo, ma la "patacca" che abbiamo sul petto significa proprio questo..
pensate alla figuraccia per lui stesso e per tutti noi se il Presidente in questione fosse stato fatto oggetto di violenza, o se ci fosse stata una rissa: Il giornalista "amico" ci avrebbe sguazzato: "Presidente di Sezione vuole arbitrare gara non ufficiale e le prende".
Ai Colleghi più giovani raccomando sempre di non cadere nel facile tranello delle gare non autorizzate, perchè vuol dire giocare col fuoco, e senza rete. ve li mettereste in campo voi 22 persone probabilmente non tesserate (quindi con poca esperienza "di campo"), che magari fate entrare senza riconoscimento perchè "il torneo è di beneficenza"?
Vi garantisco che se gli organizzatori lo volessero, potrebbero richiedere al comitato di competenza FIGC un "tesseramento temporaneo" per la durata del torneo. Ne gioverebbe l'immagine stessa della competizione, e la qualità degli arbitraggi.
tutto questo, ripeto, secondo me in contesto generale.
Nella fattispecie, c'è stato sicuramente un gioco al massacro del collega, su cui non abbiamo elementi certi per giudicare.
un saluto a tutti.